Cecilia Sala: un’altra donna arrestata in un paese islamico

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By V dicembre 27, 2024 13:57

Cecilia Sala: un’altra donna arrestata in un paese islamico

Ora il patriarcato italiano dovrà salvare un’altra speleologa.

La giornalista italiana Cecilia Sala è stata arrestata il 19 dicembre a Teheran, in Iran, mentre si trovava nel paese per svolgere il suo lavoro di giornalista. La Farnesina ha confermato l’arresto, e l’ambasciata italiana sta seguendo il caso con attenzione. Cecilia era entrata in Iran con un visto giornalistico ma è ora detenuta in una cella d’isolamento nel carcere di Evin, noto per ospitare dissidenti politici.

L’arresto di Cecilia Sala solleva questioni sulla presunzione di chi cerca di operare in paesi con sistemi giuridici e culturali molto diversi dal nostro, ignorando o sottovalutando le leggi locali. Questo evento mette in luce l’arroganza di chi pretende di imporre la nostra visione del mondo senza considerare le conseguenze.

Anche se non dovrebbe essere il caso della giornalista in questione, che non ha avuto timore di prendere posizioni politicamente scorrette:

Mentre critichiamo le restrizioni alla libertà di espressione in Iran, dobbiamo ricordare che anche in Italia esiste una legge, la legge Mancino, che criminalizza reati d’opinione, mostrando una chiara incoerenza nei nostri principi di libertà. L’arresto di dissidenti per le loro opinioni in Italia indica un doppio standard che dovremmo rifuggire.

È ironico che mentre ci lamentiamo delle condizioni di detenzione in Iran, Cecilia Sala può considerarsi relativamente fortunata rispetto a chi potrebbe trovarsi in un paese come l’Arabia Saudita, dove le leggi islamiche sono applicate con ancor più rigore e dove l’influenza diplomatica occidentale è spesso limitata.

La situazione di Cecilia ci ricorda che dobbiamo essere critici verso noi stessi prima di puntare il dito contro altri paesi. L’arresto di dissidenti in Italia sotto la legge Mancino denota ipocrisia.

Il nostro approccio deve essere di rispetto e comprensione verso le leggi locali quando ci troviamo all’estero, non di imporre la nostra visione del mondo. La diplomazia e la politica sono gli strumenti per risolvere tali incidenti, non la pressione pubblica o l’arroganza culturale. Speriamo che Cecilia Sala possa tornare presto in Italia, ma questo episodio dovrebbe portarci a riflettere sulle nostre pratiche interne e sul rispetto delle leggi straniere.

Noi non vogliamo islamici in Italia. Non ci interessa andare a dire agli islamici come comportarsi in casa propria. Tantomeno in un paese, la Persia, che ha millenni di storia come noi.

Cecilia Sala: un’altra donna arrestata in un paese islamico ultima modifica: 2024-12-27T13:57:33+00:00 da V
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By V dicembre 27, 2024 13:57
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2 Comments

  1. lorenzoblu dicembre 27, 16:38

    Non preoccupatevi adesso fratoianni e l altro galletto amburghese nostrano e bio, la candideranno in un qualche posto con la immunità diplomatica, solo che li hanno il marchese del Grillo che dirà loro: io so i, e voi non siete un cazzo, sta scema resta qua a far pompare tutte le guardie carcerarie Dell. Iran e nazioni limitrofe, stia in galera in eterno, di sicuro se torna in Italia lo farà per romperCI lì coglionA

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  2. Ul Gigi da Viganell dicembre 27, 19:27

    Attenzione che da quando l’Iran appoggia la Russia ha comunciato a puzzare, il tempo di dirlo e ci fu la storia dell’atleta cui era caduto il velo in una prova di arrampicata in Korea.

    Nei tre giorni di viaggio necessari per rientrare a Teheran i cosiddtetti media occidentali “che dicono sempre e solo la verità, giurin giuretta” avevano dichiarato che la ragazza era stata rapita dalla polizia segreta, torturata e uccisa…

    Quando era ricomparsa in pubblico aveva spiegato che non c’era stata alcuna conseguenza politica o penale al suo incidente e allora i giornalettisti sparono non per la vergogna ma per farsi i cazzi loro..

    Quindi cosa è successo effettivamente a Teheran, visto che nessuno salta su a dimostrare la colpa delle autorità locali, prove alla mano autentiche oppure taroccate?

    Non una parola, non una foto, nessuna testimonianza: non sarà che si è pulita il culo con la foto di Khomeinì tanto per fare la spiritosa?

    In tema di libertà e di libera circolazione, per favore non scordiamo che le truppe sanitarie russe giunte per fronteggiare il covid sono state accusate di spionaggio manco avessero frugato nei cassetti dei locali sanificati e piazzato microspie anche nel cesso del presodente, avevano solo suggerito di disinfettare anche le strade come avevano fatto i cinesi ma siccome costava troppo, nel senso che non si poteva rubare impunemente, ecco che ci hanno ricamato sopra i leccaculo del potere, accusando i Russi che, avverto, ancora adesso sono offesi…

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