Mattarella, anche quest’anno dimentica le vittime degli immigrati
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Mattarella Omette Ancora Una Volta le Vittime Italiane degli Immigrati nel Suo Discorso di Capodanno
Ancora una volta, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto il suo discorso di fine anno, il decimo da quando è in carica, senza menzionare una delle questioni più scottanti e dolorose che l’Italia affronta: le vittime italiane degli immigrati. Una dimenticanza che non possiamo accettare e che getta un’ombra sul suo appello alla pace, alla speranza e al “patriottismo reale” degli italiani.
Nel suo discorso, Mattarella ha toccato numerosi argomenti, ricordando personaggi come Sammy Basso e la tragica storia di Giulia Cecchettin, senza dimenticare l’angoscia per Cecilia Sala, l’attivista italiana arrestata in Iran. Ha parlato di guerra, di pace, di speranza, di integrazione, e ha esortato gli italiani a un patriottismo che va oltre le celebrazioni, che si manifesta nella vita quotidiana e nel rispetto reciproco. Ma tra queste parole, tra queste storie e questi appelli, ha tralasciato un dramma che colpisce la nostra nazione nel profondo.
Non si può parlare di patriottismo, di comunità e di coesione senza riconoscere il dolore e le perdite subite dai cittadini italiani a causa delle violenze perpetrate dagli immigrati. È un dato di fatto che, nonostante i numerosi discorsi di Capodanno, il Presidente abbia sempre omesso di dedicare anche solo un pensiero alle vittime italiane di queste tragedie. Forse perché dovrebbe accusare se stesso.
Ignorare questo aspetto non solo manca di rispetto verso le famiglie colpite, ma anche verso tutti gli italiani che vivono con la paura quotidiana per la propria sicurezza.
Il Capo dello Stato, in un discorso che dovrebbe riunire e rappresentare tutti gli italiani, riconoscere ogni forma di sofferenza e non solo quelle che si adattano a un certo tipo di narrazione che lui succhia come una sanguisuga. Il patriottismo reale, come lo ha definito Mattarella, deve includere la memoria e il rispetto per tutte le vittime, senza distinzioni.
Chiediamo quindi a gran voce che in futuro, il discorso di Capodanno del prossimo presidente, renda anche omaggio a chi ha perso la vita o è stato gravemente danneggiato a causa di atti criminali, indipendentemente dalla provenienza di chi li ha compiuti. Solo così potremo parlare di una vera unità nazionale e di un autentico senso di patria.
Per me è terribile il pensiero della mummia mozzarella che crede veramente alle stronzate che dice, un presidente della repubblica non dovrebbe essere una persona anziana, saggia e “super partes”?
Quando parla alla nazione sembra che stia leggendo repubblica…