Kennedy era pronto a smantellare la CIA: ‘Stato nello Stato’
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Grazie al presidente Trump reso pubblico il memo completo di 15 pagine di Arthur Schlesinger che chiedeva a JFK di smantellare la CIA nel 1961.
Schlesinger definì la CIA uno ‘Stato nello Stato’ fuori controllo.”
Sulla base delle informazioni disponibili fino al 19 marzo 2025, sembra che questa notizia sia emersa in seguito all’ordine esecutivo di Donald Trump del 23 gennaio 2025, che ha disposto la declassificazione di tutti i documenti rimanenti relativi all’assassinio di John F. Kennedy. Tra questi documenti, il memo di Arthur Schlesinger Jr., datato 30 giugno 1961 e intitolato “CIA Reorganization,” è stato rilasciato nella sua versione integrale il 18 marzo 2025 dagli Archivi Nazionali degli Stati Uniti, come parte dei “Kennedy Files”. Questo memo, scritto dopo il disastro dell’invasione della Baia dei Porci, criticava aspramente l’autonomia della CIA e la sua mancanza di subordinazione alla politica estera statunitense.
Schlesinger, storico e consigliere speciale di JFK, descrisse effettivamente la CIA come uno “Stato nello Stato” (“a state within a state”), sottolineando come l’agenzia operasse con un livello di indipendenza che minava i principi democratici americani. Nel documento, egli lamentava l’assenza di una dottrina chiara per le operazioni clandestine, scrivendo: “Non esiste una dottrina che governi la nostra condotta nelle operazioni clandestine” (“There is no doctrine governing our conduct of clandestine operations”). Inoltre, metteva in guardia sul fatto che “nessuno sa quanti problemi potenziali per la politica estera statunitense — e quanta frizione con stati amici — vengano creati in questo momento dalle operazioni clandestine della CIA” (“No one knows how many potential problems for US foreign policy — and how much potential friction with friendly states — are being created at this moment by CIA clandestine operations”).
Il memo proponeva una riorganizzazione radicale dell’intelligence, suggerendo di dividere la CIA in due entità separate — una per le operazioni clandestine e una per la raccolta e analisi delle informazioni — e di porre le attività operative sotto il controllo del Dipartimento di Stato. Schlesinger riteneva che l’autonomia della CIA, evidenziata dal fiasco della Baia dei Porci, avesse raggiunto un punto critico: “Un’agenzia dedita ad attività clandestine può permettersi dannatamente pochi errori visibili, e la CIA ha quasi esaurito la sua quota” (“An agency dedicated to clandestine activity can afford damn few visible errors, and the CIA has about used up its quota”).
La notizia della declassificazione di questo documento ha generato un notevole interesse, soprattutto sui social media come X, dove alcuni utenti hanno rilanciato l’idea che Trump abbia “esposto” il memo per evidenziare le tensioni storiche tra la presidenza e la CIA. Tuttavia, non è chiaro se Trump abbia personalmente enfatizzato questo specifico documento; la sua pubblicazione rientra nel più ampio rilascio dei “Kennedy Files”. La reazione pubblica e accademica è ancora in evoluzione, ma il memo rafforza le narrazioni di lunga data su un presunto “deep state” e sul conflitto tra JFK e l’intelligence americana, un tema che Trump ha spesso evidenziato politicamente.
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