Meloni: “Europa in Manifesto di Ventotene non è la mia”, e l’opposizione dei traditori esplode

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By V marzo 19, 2025 11:28

Meloni: “Europa in Manifesto di Ventotene non è la mia”, e l’opposizione dei traditori esplode

L’opposizione è contro la sovranità nazionale. Per questo andrebbe messa fuorilegge. Persegue un piano eversivo di cessione della nostra sovranità ad una oligarchia di non eletti.

Meloni: “L’Europa del Manifesto di Ventotene non è la mia”. Alla Camera scoppia il caos, e la verità emerge

Un’aula infuocata, tensioni alle stelle e una seduta sospesa: la Camera dei Deputati è diventata oggi il teatro di uno scontro epocale, scatenato dalle parole della premier Giorgia Meloni. Durante le comunicazioni in vista del Consiglio Ue, Meloni ha sferrato un attacco frontale al totem intoccabile dell’europeismo radical chic: il Manifesto di Ventotene. “Non so se questa è la vostra Europa, ma certamente non è la mia”, ha dichiarato con fermezza, citando passaggi del documento redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. E mentre dai banchi dell’opposizione si levavano urla e fischi, la verità, nuda e cruda, è venuta a galla: quel testo non è il santo graal della libertà, ma un piano eversivo contro la sovranità nazionale, un progetto che puzza di utopismo autoritario e che minaccia l’identità dei popoli.

Il Manifesto di Ventotene, osannato dalle élite progressiste come la Bibbia dell’Europa unita, è in realtà un documento intriso di un’ideologia pericolosa, che Meloni ha avuto il coraggio di smascherare. “La rivoluzione europea dovrà essere socialista”, recita il testo, e ancora: “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta”. Parole che non lasciano spazio a dubbi: siamo di fronte a un disegno totalitario, camuffato da sogno federalista, che mira a dissolvere le nazioni in un calderone centralizzato, governato da una tecnocrazia senza volto. Altro che “pace e democrazia”: qui si parla di una “dittatura del partito rivoluzionario” per imporre un “nuovo ordine” alle “informi masse”. È questo il futuro che vogliamo? Un’Europa in cui la sovranità dei popoli viene calpestata in nome di un’utopia elitaria?

Meloni, con la sua chiarezza, ha messo il dito nella piaga. “Spero che chi lo cita non lo abbia mai letto, perché l’alternativa sarebbe spaventosa”, ha aggiunto, rivolta a un’opposizione che, tra grida di “vergogna” e scenate teatrali, ha dimostrato di non avere argomenti. Il Pd, in primis, si è scagliato contro la premier, accusandola di travisare un testo che, a loro dire, sarebbe il simbolo della lotta ai nazionalismi. Ma quali nazionalismi? Quelli che hanno costruito l’Italia e le sue tradizioni, o quelli che il Manifesto vuole annientare per sostituirli con un super-Stato socialista? Federico Fornaro, deputato dem, ha invocato il mito di Spinelli, “padre dell’Europa”, chiedendo a Meloni di “inginocchiarsi” davanti alla sua memoria. Un’immagine grottesca, che rivela il fanatismo di chi difende un’ideologia ormai scollegata dalla realtà.

E mentre l’aula esplodeva, con il presidente Lorenzo Fontana costretto a sospendere la seduta, Meloni ha proseguito il suo intervento con una lucidità che ha spiazzato i detrattori. Parlando del Consiglio Ue, ha elogiato Donald Trump come “leader forte, capace di imporre condizioni per una pace giusta”, un chiaro segnale di come intenda l’Italia: una nazione sovrana, alleata dell’Occidente ma non serva di Bruxelles. “Non vedremo scene di debolezza”, ha assicurato, marcando la distanza da un’Europa imbelle e succube delle sue stesse contraddizioni.
Intanto, i banchi del governo apparivano meno affollati rispetto alla seduta di ieri al Senato, con l’assenza di alcuni ministri leghisti – impegnati altrove – che ha dato all’opposizione un facile appiglio per gridare alla “divisione”. Meloni ha liquidato la polemica con un colpo secco: “La compattezza dell’esecutivo non è data dalla loro presenza qui, ma dai fatti”. E i fatti parlano chiaro: mentre l’opposizione si aggrappa a cinque risoluzioni diverse, la maggioranza marcia unita, con una visione che mette l’Italia al primo posto.

Il Manifesto di Ventotene non è un sogno di libertà, ma un incubo di controllo. È il piano di chi vuole soffocare le nazioni sotto il tallone di un’ideologia astratta, cancellando secoli di storia e cultura. Meloni lo ha detto senza giri di parole, e per questo è stata attaccata. Ma il suo coraggio è un monito: l’Italia non si piegherà a chi vuole strapparle la sovranità. E mentre l’aula ribolle, una cosa è certa: la premier non si inginocchierà davanti a nessuno, tantomeno a un passato che puzza di catene.

Meloni: “Europa in Manifesto di Ventotene non è la mia”, e l’opposizione dei traditori esplode ultima modifica: 2025-03-19T11:28:56+00:00 da V
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By V marzo 19, 2025 11:28
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1 Comment

  1. lorenzoblu marzo 19, 13:54

    La UE è un covo di. Pervertiti dove poche centinaia di rikkioni che si danno alla politica impongono le loro leggi di merda a 600 milioni di individui, questo accade quando a capo del tuo governo ti ritrovi non Orban, ma una ritardata analfabeta, che ogni tanto tira fuori la frasettine cazzo effetto per sentirsi applaufire

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