Salis contro la proprietà privata come il Manifesto di Ventotene: prendersi le case sfitte

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By V marzo 20, 2025 18:03

Salis contro la proprietà privata come il Manifesto di Ventotene: prendersi le case sfitte

Ilaria Salis e l’assalto alla proprietà privata: un’Europa che giustifica l’illegalità

Bruxelles, 20 marzo 2025 – Le parole dell’eurodeputata Ilaria Salis, secondo cui chi vuole una casa può occupare quelle lasciate sfitte senza che ciò sia considerato un reato, non sono solo un’uscita provocatoria: sono un attacco diretto alla proprietà privata, un diritto fondamentale che l’Europa dovrebbe difendere, non minare. La neo-parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, già nota per il suo passato da attivista nei movimenti di lotta per la casa, sembra voler portare a Bruxelles la stessa ideologia che giustifica l’illegalità in nome di un presunto “diritto all’abitare”, ignorando il caos e l’ingiustizia che tali pratiche generano.

Salis non si limita a descrivere una realtà sociale complessa, come quella delle case popolari non assegnate o degli immobili sfitti in mano a grandi speculatori: propone una soluzione che è, di fatto, un invito aperto a violare la legge. “Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno”, ha dichiarato in passato sui social, aggiungendo che tali azioni sarebbero una forma di “resistenza” contro il degrado e il racket. Ma la realtà è ben diversa: occupare una casa, sfitta o meno, non è un atto di giustizia sociale, è un reato. La legge italiana lo dice chiaro: l’invasione di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, è punita con la reclusione e multe salate, senza distinguo tra “case sfitte” o abitate. Eppure, Salis insiste nel dipingere gli occupanti come vittime e i proprietari come oppressori, una narrazione che non regge alla prova dei fatti.

Questo approccio non solo ignora il diritto di chi possiede un immobile – che sia un piccolo proprietario o un ente pubblico – ma crea un pericoloso precedente: se occupare diventa “legittimo”, cosa impedisce di estendere questa logica ad altri beni? Se ho fame, posso rubare al supermercato? Se ho freddo, posso prendere i vestiti di un altro? La proprietà privata non è un capriccio borghese, è la base di una società ordinata, dove i diritti di ciascuno sono bilanciati da doveri. Ignorarlo significa aprire le porte all’arbitrio e alla legge del più forte, altro che giustizia sociale.

E poi c’è l’aspetto politico: Salis porta questa visione in Europa, dove l’UE già fatica a trovare un equilibrio tra Stati membri con sensibilità diverse. La sua proposta non è solo inapplicabile – chi deciderebbe quali case sono “legittimamente” occupabili? – ma rischia di alimentare un’Europa sempre più lontana dai cittadini, che vedono le istituzioni come promotrici di caos anziché di ordine. Non stupisce che le sue parole abbiano scatenato reazioni dure: da Confedilizia a esponenti di Fratelli d’Italia, in molti hanno denunciato il rischio di istigazione al reato. Persino chi, come Raffaella Paita di Italia Viva, appartiene a un’area politica più vicina alla sinistra, ha ricordato che “osservare la legge non è un optional”.

Ma il problema di fondo è più profondo: Salis sembra incarnare un’ideologia che, in nome di un’utopia egualitaria, calpesta i principi fondamentali di uno Stato di diritto. Non è un caso che il Manifesto di Ventotene, tanto caro agli europeisti di sinistra, venga spesso citato in questi contesti: anche quel testo, con la sua idea di “abolire, limitare, correggere” la proprietà privata e di affidare il potere a un’élite che guidi le “masse incapaci”, puzza di un autoritarismo mascherato da progressismo. La visione di Salis non è nuova: è la stessa che ha portato a disastri sociali ogni volta che si è provato a sostituire la legge con la “giustizia fai da te”.

L’Italia e l’Europa non hanno bisogno di queste derive. Il problema abitativo esiste, certo: migliaia di case popolari restano sfitte per inefficienze burocratiche, mentre i prezzi degli affitti schizzano alle stelle. Ma la soluzione non è spalancare le porte all’illegalità, bensì riformare il sistema, snellire le assegnazioni, combattere la speculazione senza distruggere i diritti fondamentali. La strada proposta da Salis non porta alla giustizia: porta al caos, dove a vincere non sono i più deboli, ma i più spregiudicati. E questo, un’eurodeputata, dovrebbe saperlo.

Salis contro la proprietà privata come il Manifesto di Ventotene: prendersi le case sfitte ultima modifica: 2025-03-20T18:03:05+00:00 da V
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By V marzo 20, 2025 18:03
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4 Comments

  1. Littorius marzo 20, 18:05

    Vox, ti sei dimenticato di scrivere:

    Nota pregiudicata…

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  2. Ul Gigi da Viganell marzo 20, 19:45

    “Chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno”
    A me sta bene perchè significa che se nessuno in quel momento sta sodomizzando la Signora allora posso farla urlare spaccandole il culo.
    L’ha detto lei che posso prenderla senza togliere a nessuno. se nessuno la sta chiavando…

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