Anziana picchiata finisce in sedia a rotelle, ronde a caccia di maranza
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Dopo il pestaggio la donna, già invalida, vive sulla sedia a rotelle.
Palazzo del Pero, l’orrore di Barbara: lo Stato lascia i cittadini in balia di delinquenti stranieri
Un crimine che fa ribollire il sangue nelle vene. Barbara, una signora invalida di Arezzo, è stata brutalmente aggredita nella sua casa nella frazione di Palazzo del Pero, un lembo di terra tra il comune di Arezzo e la Valtiberina. È accaduto in pieno giorno, alle 14 circa, mentre finiva di pranzare. Due uomini, con un accento straniero – uno alto, l’altro basso e robusto – hanno forzato la porta senza difficoltà e si sono introdotti nell’abitazione. L’hanno trovata lì, impotente, ma la sua condizione non li ha fermati. Anzi, ha scatenato la loro ferocia.

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L’hanno legata con del nastro adesivo, mani e polsi bloccati al divano, e poi l’hanno scaraventata a terra come un sacco. “Stai zitta o ti ammazzo”, le ha ringhiato uno dei due, mentre la teneva sotto controllo. L’altro, indisturbato, ha saccheggiato la casa: gioielli, soldi e una fede nuziale, poco valore materiale ma un immenso significato affettivo. In pochi minuti hanno ripulito tutto e sono usciti come se niente fosse, alla luce del sole, lasciando Barbara in un incubo che non dimenticherà mai. Solo dopo che si erano allontanati, la donna è riuscita a chiedere aiuto ai vicini – il marito era al lavoro. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, ma Barbara, nonostante i dolori, ha rifiutato il trasferimento in ospedale. “Sono dolorante, ho lividi ovunque e un occhio nero”, ha raccontato il giorno dopo ad ArezzoTv. E poi, con la voce spezzata: “Ho paura, tanta paura. Anche adesso ho paura a rimanere a casa da sola”. Da un mese, a causa dell’aggressione, è costretta a muoversi su una carrozzina.
I carabinieri della compagnia di Arezzo stanno indagando, ma gli elementi a disposizione sono pochi. Nessuna telecamera, pochi testimoni utili. I militari stanno comunque sentendo chiunque possa fornire uno spunto all’inchiesta, in un’area che negli ultimi tempi è stata messa sotto scacco dai ladri. Palazzo del Pero è diventata una zona di guerra: furti notte dopo notte, un colpo dopo l’altro. Ma un’aggressione così brutale non si era mai vista. I residenti sono al limite della sopportazione. Hanno aperto un gruppo WhatsApp per organizzare pattugliamenti notturni, vere e proprie ronde anti-ladri, e davanti al cartello che segnala l’ingresso nella frazione hanno affisso un messaggio chiaro: “Attento ladro, cerchi oro, trovi piombo”. Un grido di esasperazione che lo Stato sembra ignorare.
Questo non è un caso isolato, è la punta dell’iceberg di un’Italia allo sbando. Da Milano ad Avezzano, i cittadini sono ostaggio di delinquenti – spesso stranieri, spesso clandestini – che agiscono senza paura di conseguenze. Lo Stato? Assente, o peggio, complice di un sistema che protegge i criminali con leggi permissive e scarcerazioni lampo. Se non sa garantire sicurezza a una donna invalida come Barbara, che viene massacrata in casa propria in pieno giorno, allora che lasci ai cittadini il diritto di difendersi. Servono milizie nazionali, volontari guidati da ex militari, per pattugliare i quartieri e cacciare chi ci sta soffocando. La Costituzione parla chiaro: la difesa della Patria è un sacro dovere. E se lo Stato non lo adempie, che almeno non ostacoli chi vuole proteggere i propri cari. Altrimenti, cartelli come quello di Palazzo del Pero non saranno più solo un avvertimento, ma una promessa.
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