Flop di Biancaneve è l’ultimo rantolo del woke
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Il Flop di Biancaneve: L’Ultimo Rantolo del Woke Pre-Trump
Il remake live-action di Biancaneve della Disney, uscito nelle sale nel marzo 2025, si è rivelato un disastro al botteghino, incassando appena 43 milioni di dollari in Nord America nel weekend di apertura e 87 milioni a livello globale, a fronte di un budget di 270 milioni (esclusi i costi di marketing). Un flop che sembra segnare il tramonto di un’era: quella del “woke” hollywoodiano pre-Trump, un’epoca in cui l’industria cinematografica ha provato a riscrivere i classici per adattarli a una sensibilità moderna, spesso ignorando ciò che il pubblico realmente desiderava.
Un Progetto Nato Sotto una Cattiva Stella
Fin dall’annuncio, il film diretto da Marc Webb ha attirato critiche feroci. La scelta di Rachel Zegler, attrice di origini colombiane non proprio bianca, per interpretare una Biancaneve che nella fiaba originale ha la pelle “bianca come la neve”, ha scatenato polemiche. La decisione di eliminare i sette nani, sostituiti da “creature magiche” in CGI per “evitare stereotipi”, ha indignato sia i fan che gli attori affetti da nanismo, che hanno visto sfumare un’opportunità lavorativa. Aggiungiamoci la rimozione del principe azzurro, trasformato in un marginale “ladro alla Robin Hood”, e una Biancaneve che non sogna l’amore ma di diventare “una leader”: la ricetta per il disastro era pronta.
La Disney ha cercato di blindare il lancio, cancellando premiere a Londra e Los Angeles e limitando l’esposizione mediatica di Zegler, nota per commenti controversi sul film originale (definito “datato” e “sessista”). Ma il pubblico non si è fatto ingannare: le anteprime di giovedì hanno incassato solo 3,5 milioni di dollari, un risultato misero per un franchise storico.
Il Woke Non Paga Più
Questo flop non è un caso isolato. Negli ultimi anni, Hollywood ha spinto su narrazioni iper-progressiste, spesso a scapito della fedeltà alle storie originali o del semplice intrattenimento. Film come La Sirenetta (2023) avevano già mostrato segnali di stanchezza del pubblico, ma Biancaneve sembra aver segnato un punto di rottura. I dati parlano chiaro: il pubblico, specialmente quello familiare, non vuole lezioni di morale al posto di favole. Vuole sognare, non sentirsi rimproverato.
Il 2025, con l’elezione di Trump e il ritorno di un clima culturale più tradizionale, sembra aver accelerato questo cambiamento. La Disney, che per anni ha fatto della linea “woke” un biglietto da visita, ora si trova a fare i conti con un’audience che non compra più queste rivisitazioni forzate. I numeri lo confermano: anche in Italia, dove il film ha aperto con 2,2 milioni di euro, le aspettative erano ben più alte.
Un’Epoca al Tramonto
Il fallimento di Biancaneve potrebbe essere l’ultimo rantolo di un’epoca. Durante il periodo pre-Trump, Hollywood ha vissuto una fase di sperimentazione ideologica, cercando di cavalcare l’onda del politically correct per intercettare nuovi pubblici. Ma il risultato è stato spesso un compromesso maldestro: né i fan storici si sono sentiti rappresentati, né i nuovi spettatori sono accorsi in massa. La nostalgia per i classici intoccabili ha prevalso sulla voglia di innovazione a tutti i costi.
Ora, con un nuovo panorama politico e culturale che sembra premiare chi torna alle radici, la Disney potrebbe essere costretta a ripensare la sua strategia. I 270 milioni spesi per Biancaneve pesano come un macigno, e il rischio di ulteriori perdite potrebbe spingere il colosso a un cambio di rotta. Meno ideologia, più magia: è questo che il pubblico sembra chiedere.
Conclusione
Biancaneve non è solo un flop economico, ma un simbolo. Rappresenta la fine di un ciclo in cui Hollywood ha provato a riscrivere le fiabe con lenti moderne, spesso dimenticando che le storie funzionano perché parlano a emozioni universali, non a mode passeggere. Con Trump di nuovo in scena e un pubblico stanco di prediche, il woke cinematografico potrebbe aver tirato il suo ultimo respiro. Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più flop del reame? Per ora, Biancaneve. Ma la Disney ha ancora tempo per svegliarsi dal sogno sbagliato.
Ma se persino Michael Jackson voleva essere bianco… ma andate a cagare, ipocriti!
Ci sono un sacco di Latinos belle fighe, sta tipa è davvero un cesso, e che caiser!
Vai al cinema pagando per vedere un cesso?, se vai in giro vedi una marea di negre da vomito… A gratisssd