Adolescence, quando l’assassino è nero l’attore è bianco e Starmer: “Mostrare la serie nelle scuole”

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By V aprile 1, 2025 19:54

Adolescence, quando l’assassino è nero l’attore è bianco e Starmer: “Mostrare la serie nelle scuole”

La decisione di Starmer su Adolescence: una serie Netflix nelle scuole britanniche tra critiche e interrogativi

A partire dal 1° aprile 2025, le scuole secondarie britanniche avranno accesso gratuito alla serie Netflix Adolescence, per volere del primo ministro Keir Starmer. La scelta, maturata dopo che Starmer ha guardato la serie con i figli, intende sfruttare il dramma come strumento educativo per affrontare temi come la violenza giovanile, la misoginia, la mascolinità tossica e l’influenza dei contenuti online. “Questa serie è una torcia che illumina una combinazione di problemi”, ha affermato il premier, insistendo sulla sua utilità per aprire dibattiti tra gli studenti. Netflix, in collaborazione con la piattaforma Into Film+, distribuirà il contenuto con materiali didattici per le discussioni in classe. Ma l’iniziativa, lungi dall’essere accolta con favore, sta sollevando perplessità e critiche.

Adolescence, firmata da Jack Thorne e Stephen Graham, si concentra sulla radicalizzazione online e sugli accoltellamenti tra adolescenti nel Regno Unito, un fenomeno che da anni inquieta il Paese. Al centro della trama c’è Jamie, un tredicenne accusato di omicidio, interpretato dall’attore bianco Owen Cooper. Ed è proprio questa decisione di casting a gettare ombre sulla serie e sull’operazione voluta da Starmer.

L’inversione razziale: un cambio di rotta che alimenta sospetti

Netflix si è distinta negli ultimi anni per un approccio al casting che privilegia la diversità, spesso assegnando a interpreti neri o di minoranze etniche ruoli di personaggi bianchi e positivi, come visto in Bridgerton o The Witcher. In Adolescence, però, si assiste a un’inversione: un attore bianco interpreta un personaggio che, in un contesto ispirato a casi reali britannici (come l’omicidio di Elianne Andam, commesso da un adolescente nero), potrebbe richiamare un colpevole non bianco.

Questa scelta ha scatenato reazioni negative. Su X, molti accusano Netflix di “whitewashing”, ipotizzando che la piattaforma abbia evitato di rappresentare un assassino nero per sfuggire a stereotipi o polemiche. Altri vedono nella decisione una contraddizione rispetto alla linea progressista di Netflix, dove i ruoli positivi vengono diversificati, mentre qui un personaggio negativo è affidato a un attore bianco. Sebbene la serie non sia un adattamento diretto di un evento specifico, ma un’opera di finzione ispirata a un fenomeno sociale, il casting alimenta sospetti e discussioni su cosa Netflix intenda comunicare con questa inversione.

L’iniziativa educativa e il silenzio di Starmer

La proposta di Starmer di portare Adolescence nelle scuole è vista con scetticismo. Il premier, che si è detto “colpito duramente” dalla serie, sembra determinato a usarla per affrontare la crisi della gioventù britannica, ma non ha affrontato le critiche sul casting, lasciando che il dibattito si sviluppi senza una guida chiara. L’idea di imporre una narrazione controversa agli studenti, accompagnata da materiali didattici, rischia di trasformarsi in un terreno minato, soprattutto se le aule finiranno per discutere più della rappresentazione razziale che dei temi sociali che Starmer vuole evidenziare.

L’impatto di questa mossa resta incerto. Adolescence, con la sua storia cruda e il suo protagonista discusso, potrebbe generare confronti accesi, ma non necessariamente quelli sperati dal governo. In un clima già teso sul rapporto tra razza, media e realtà, la decisione di Starmer e il ruolo di Netflix sollevano più domande che risposte, mettendo in luce le difficoltà di usare la finzione come specchio della società.

Adolescence, quando l’assassino è nero l’attore è bianco e Starmer: “Mostrare la serie nelle scuole” ultima modifica: 2025-04-01T19:54:19+00:00 da V
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By V aprile 1, 2025 19:54
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1 Comment

  1. Steobaldo aprile 2, 08:55

    mi ricordo (quando ero insegnante) il fastidio se non il disgusto che provavo nei confronti di “colleghi” (di religione ma non solo anche certi insegnanti di lettere) che facevano lezione proiettando in aula film che a loro facevano comodo per veicolare messaggi o anche solo per passare l’ora senza troppa fatica. Ma un film è verità rivelata? O è solo un elaborato a volte sontuoso punto di vista a favore di una tesi già belle e pronta. Certa gente che inveisce contro il cibo spazzatura non pensa che esiste anche una cultura spazzatura che trova nello strumento “film” la sua espressione più triste e lurida? No al cibo “ultraprocessato”! E allora che cos’è un film se non una forma di comunicazione ultraprocessata che non lascia spazio al dubbio e al dibattito? Facile ridurre un complesso fenomeno sociale e/o storico a una narrazione a uso e consumo di una tesi precostituita…facile…ma indegno. Del resto non mi stupisce che gli inglesi abituati a mangiare merda (lo so per esperienza) proiettino merda nelle loro scuole.

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