Golpe in Francia, Cazzullo: “Credevate avrebbero permesso a Le Pen di vincere?”

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By V aprile 2, 2025 15:05

Golpe in Francia, Cazzullo: “Credevate avrebbero permesso a Le Pen di vincere?”

Un’ammissione che sa di golpe: l’establishment francese e il destino della democrazia

“Era abbastanza ingenuo attendersi che l’establishment francese avrebbe consegnato il Paese, o la Nazione se preferite, a Marine Le Pen”. Questa frase, pronunciata con una schiettezza che rasenta l’arroganza, sembra quasi un’ammissione involontaria, una confessione sfuggita di bocca a chi, forse, si sente ormai intoccabile. Basta lasciarli parlare, o scrivere, e alla fine confesseranno tutto. Non è una novità: il copione si ripete, ciclico come la storia stessa. Esisteva anche nel 1789, quando l’oligarchia dell’epoca si illudeva di poter soffocare la voce del popolo. Non è finita bene per loro.

Oggi, in Francia, ci troviamo di fronte a un’eco di quel passato. L’establishment – un intreccio di élite politiche, economiche e mediatiche – sembra aver deciso che la volontà popolare, se non allineata ai suoi interessi, debba essere ignorata, manipolata o, peggio, repressa. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, rappresenta per molti un’alternativa a questo sistema, un simbolo di rottura. Che piaccia o no, il suo seguito è reale, radicato in una parte significativa della popolazione francese che si sente esclusa, tradita, schiacciata da un’élite distante. Eppure, secondo questa ammissione, consegnarle il potere – anche se fosse la scelta del popolo – non era mai un’opzione sul tavolo.

Cosa significa questo per la democrazia? Se l’establishment si arroga il diritto di decidere chi può governare, indipendentemente dal voto, allora la sovranità popolare diventa una farsa. È un golpe istituzionale, non dichiarato con carri armati nelle strade, ma orchestrato nei salotti del potere, tra accordi sottobanco e strategie mediatiche. È un’erosione silenziosa, ma non per questo meno pericolosa, dei principi su cui si fonda una società libera.
La storia ci insegna che questi giochi di potere hanno un limite. Quando l’oligarchia impedisce al popolo di esprimere il proprio governo, la pressione cresce, il malcontento si accumula, e la pentola, prima o poi, esplode.

Nel 1789, gli oligarchi dell’Ancien Régime finirono sotto la ghigliottina, non perché il popolo fosse intrinsecamente violento, ma perché si era stancato di essere zittito. Oggi non siamo ancora a quel punto, ma il parallelo è inquietante. La Francia, culla della rivoluzione e della modernità democratica, sembra scivolare verso un modello in cui il volere dei cittadini è subordinato alla convenienza di pochi.

L’ammissione citata non è solo una frase isolata: è un sintomo. Rivela una mentalità, un sistema che si considera al di sopra del giudizio popolare. Ma la storia non perdona l’arroganza. Se l’establishment francese continuerà a trattare la democrazia come un gioco truccato, potrebbe scoprire, troppo tardi, che il popolo non è disposto a fare da pedina in eterno. La ghigliottina, per ora, resta un’immagine simbolica. Ma il messaggio è chiaro: ignorare la voce della nazione ha sempre un prezzo.

Golpe in Francia, Cazzullo: “Credevate avrebbero permesso a Le Pen di vincere?” ultima modifica: 2025-04-02T15:05:25+00:00 da V
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