Monfalcone, islamici ignorano la legge italiana: moschee abusive aperte
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“Monfalcone, i musulmani sfidano la legge italiana: ignorano le sentenze e invocano la Sharia”
La cosiddetta comunità islamica di Monfalcone ha deciso di ignorare apertamente la legge italiana, continuando a riunirsi nei centri culturali Darus Salaam e Baitus Salat nonostante tre sentenze del Consiglio di Stato abbiano dichiarato illegali le preghiere di massa in questi spazi. Secondo quanto riportato da La Verità, i fedeli musulmani hanno scelto di sfidare le autorità con un tamtam social che recita: “Continuiamo, entriamo pochi alla volta”. Un gesto che non solo calpesta le sentenze, ma rivela un’intenzione più profonda: imporre la Sharia, ignorando le leggi dello Stato italiano. L’unica soluzione per fermare questa deriva è chiara: azzerare l’immigrazione islamica regolare.
Sentenze ignorate: la sfida aperta alla legalità
Il Consiglio di Stato, con tre sentenze definitive del 3 aprile 2025, ha accolto il ricorso del Comune di Monfalcone, rappresentato dall’avvocata Teresa Billiani, contro i centri culturali islamici. Le strutture, adibite a moschee abusive, non rispettano le normative urbanistiche: non sono luoghi di culto autorizzati, ma immobili con destinazione d’uso direzionale e commerciale. “Lì non si deve pregare, né tanti né pochi”, ha dichiarato il Comune, come riportato da Tgr Rai FVG. Eppure, i musulmani hanno deciso di proseguire, entrando a piccoli gruppi per aggirare il divieto. Un comportamento che dimostra un totale disprezzo per la legalità italiana, come denunciato anche da utenti su X: “Gli islamici se ne fregano e fanno carta straccia della sentenza”.
La Sharia sopra la legge: un pericolo reale
Questa sfida non è solo una questione di urbanistica: è un segnale di un progetto più ampio. A Monfalcone, la sindaca Anna Maria Cisint, oggi europarlamentare della Lega, ha denunciato da anni l’atteggiamento della comunità islamica. “Non hanno alcuna intenzione di integrarsi, se la legge italiana contraddice il Corano, applicano la Sharia”, ha dichiarato in passato a Nicola Porro. Le sue parole trovano conferma in questo ennesimo atto di ribellione: ignorando le sentenze, i musulmani di Monfalcone mettono la Sharia sopra la legge italiana. Un precedente pericoloso, che potrebbe ispirare altre comunità a fare lo stesso, trasformando l’Italia in un mosaico di enclavi islamiche dove lo Stato non ha più autorità.
Un’Italia sotto assedio: la violenza e l’oppressione
Il disprezzo per le leggi italiane non si limita a Monfalcone. A Torino, si minaccia: “Senza velo, autorizzati a violentarvi”. A Monza e Cagliari, donne sono state picchiate da mariti musulmani, simbolo di una cultura che opprime e sottomette. Le moschee abusive, come quelle di Monfalcone, sono focolai di indottrinamento che alimentano questi valori incompatibili con la nostra civiltà. In Italia, solo la Grande Moschea di Roma è regolare: le altre migliaia di “centri culturali” sono fuorilegge e devono essere chiuse. Ma non basta: anche le moschee regolari sono simboli di un’islamizzazione che avanza senza freni.

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Azzerare l’immigrazione islamica: l’unica via
La Lega, ha dichiarato Andrea Crippa a Firenze, è l’ultima speranza per fermare questa deriva: “Non esiste un Islam buono o cattivo, esiste un Islam che ha dichiarato guerra all’Occidente”. E ha ragione. Ogni nuovo immigrato musulmano porta con sé un’ideologia che minaccia la nostra identità. L’unica soluzione è azzerare l’immigrazione islamica regolare: basta ingressi, basta permessi, basta scuse. Monfalcone è solo la punta dell’iceberg: se non agiamo ora, l’Italia diventerà un califfato dove la Sharia sostituirà la Costituzione. La sfida dei musulmani di Monfalcone è un avvertimento: svegliamoci, prima che sia troppo tardi.
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LA REPLICA
Centri Islamici e Consiglio di Stato, Cisint: «Pretese inaccettabili di prevaricazione su Monfalcone»
Di REDAZIONE • Pubblicato il 05 Apr 2025
Copertina per Centri Islamici e Consiglio di Stato, Cisint: «Pretese inaccettabili di prevaricazione su Monfalcone»
L’europarlamentare leghista ed ex sindaco critica duramente le prese di posizione di Konate e Haq, «la sinistra chieda scusa».
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«Le prese di posizione dei responsabili dei centri islamici, Bou Konate e di Reajul Haq, pongono la necessità di fare chiarezza di fronte al fatto che non si vuole prendere atto di ciò che è stato stabilito in via definitiva dal Consiglio di Stato e si intende, invece, continuare a rilanciare pretese inaccettabili di prevaricazione sulla città». Ad affermarlo è l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint a seguito del primo venerdì di preghiera dopo la fine del Ramadan. Nella giornata di ieri, piccoli gruppi di fedeli islamici si sono recati ai centri Baitus Salat e Darus Salaam per le orazioni del venerdì.
«Due anni di dura contrapposizione da parte dell’integralismo musulmano, culminate nell’adunata in piazza di alcune migliaia di persone da tutta Italia della vigilia di Natale del 2023, si sono conclusi con il pieno riconoscimento delle ragioni dell’amministrazione comunale e la sconfitta delle tesi faziose portate avanti dai due centri islamici con l’appoggio dell’avvocato Latorraca. Nel momento in cui la magistratura attesta l’onore della correttezza della mia azione, quegli ambienti della sinistra che mi avevano accusata di discriminazione e minacciata aggressivamente di violenza nei social, ora hanno il dovere di scusarsi con l’intera città e prendere atto che è arrivato il tempo che si deve, e si può, voltare pagina rispetto a tanti anni di sopportazione di una tolleranza verso chi non rispetta i nostri ordinamenti iniziata con la giunta Pizzolitto» continua Cisint.
«È questo il valore profondo di queste pronunce della magistratura quando stabilisce che, fermo restando il diritto individuale alla preghiera da onorare, la fede non può essere un alibi per violare le leggi e le regole che disciplinano la convivenza a partire dall’illegalità nella quale hanno operato sinora i nostri centri islamici – precisa l’onorevole – ed è ora di finirla con la presa in giro e le mistificazioni delle dichiarazioni e delle insegne nelle quali si proclama il rispetto delle sentenze e si agisce provocatoriamente in senso esattamente contrario. In questo senso, si deve essere molto chiari sulla volontà del Comune di far rispettare la legalità in base alla quale tutti i cittadini devono essere ugualmente rispettosi delle stesse norme». «C’è da chiedersi se Bou Konate e Reajul Haq, che con la loro lista islamica si propongono di conquistare il Comune, intendono sovvertire le basi giuridiche del nostro ordinamento nel momento in cui reclamano che sia l’amministrazione comunale a dover dar corso alle loro pretese».
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