Giudici: niente risarcimento a italiano ucciso da clandestino

V
By V febbraio 20, 2026 19:33

Giudici: niente risarcimento a italiano ucciso da clandestino

**I giudici condannano lo Stato a risarcire clandestini e Ong, ma non i parenti delle vittime degli immigrati che lo Stato non espelle: la vergogna di Catania e la doppia morale delle toghe**

È uno schiaffo in faccia indegno, un insulto alla memoria di Santo Re, un pasticciere di 55 anni ucciso a coltellate il 30 maggio 2025 davanti al bar Quaranta in piazza Mancini Battaglia, sul lungomare Ognina di Catania. È la dimostrazione plastica di una giustizia capovolta, politicizzata, che premia chi viola le leggi e umilia chi le subisce. La Corte d’assise di Catania ha appena rigettato l’istanza di citare il Ministero dell’Interno come responsabile civile nel processo per l’omicidio di Santo Re. I giudici hanno detto no alla richiesta degli avvocati Alessandro Coco e Salvatore Leotta, che assistono la vedova e i familiari della vittima. Motivo? «La responsabilità della pubblica amministrazione non trova alcuna copertura normativa».

Traduzione brutale: lo Stato italiano può essere condannato a pagare 700 euro a un algerino con 23 condanne (tra cui pestaggio a sangue di una donna), 76.000 euro all’Ong di Carola Rackete che speronò la Guardia di Finanza, 18.000 euro a un pakistano respinto, 21 milioni ai proprietari di Spin Time Labs occupato abusivamente da estremisti e immigrati – ma non può essere chiamato a rispondere per non aver espulso un immigrato irregolare che ha ucciso un cittadino italiano.

Akbahue Innocent, 37enne dello Zimbabwe, immigrato irregolare, parcheggiatore abusivo, ha ucciso Santo Re con sei coltellate perché la vittima si rifiutò di dargli soldi. L’imputato, arrestato dalla squadra mobile di Catania, aveva ricevuto **sei ordini di espulsione** dal 2007 (tre solo a Catania dal 2017), mai eseguiti. L’accusa (procuratore aggiunto Fabio Scavone e sostituto Emanuele Vadalà) lo descrive come un soggetto pericoloso, recidivo, che viveva di espedienti illegali. Gli avvocati della famiglia Re sostengono una tesi semplice e sacrosanta: «Se eliminiamo mentalmente la condotta omissiva dello Stato, che non ha attivato le espulsioni e si è rimesso alla buona volontà dell’immigrato, la morte di Santo Re non si sarebbe verificata».

La Corte d’assise di Catania ha risposto: no. Nessuna responsabilità civile per il Viminale. Nessun risarcimento per la vedova e i figli di Santo Re. Nessuna ammissione che lo Stato ha fallito nel suo dovere primario: proteggere i cittadini espellendo chi non ha diritto di stare qui e rappresenta un pericolo.

È la doppia morale delle toghe rosse portata all’estremo:
– Quando si tratta di clandestini pluripregiudicati, Ong che forzano blocchi navali o centri sociali che occupano abusivamente, lo Stato deve pagare: risarcimenti milionari, danni patrimoniali riconosciuti, “diritti fondamentali” invocati.
– Quando si tratta di vittime italiane – padri di famiglia, lavoratori onesti, cittadini qualunque – uccisi da immigrati irregolari che lo Stato non ha espulso, allora non c’è «copertura normativa». Nessuna responsabilità. Nessun indennizzo. Solo silenzio.

È lo stesso sistema che ha visto:
– Risarcire 700 euro a Redouane Laaleg (23 condanne, pestaggio donna) perché trasferito in Albania.
– Risarcire 76.000 euro alla Sea Watch di Rackete per aver speronato la Guardia di Finanza.
– Risarcire 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Condannare lo Stato a 21 milioni per mancato sgombero di Spin Time Labs (occupazione abusiva di estremisti e immigrati).
– Indagare carabinieri e poliziotti che sparano per legittima difesa (Rogoredo, San Siro) o inseguono pusher.

Ma per Santo Re? Niente. Per i suoi familiari? Niente. Lo Stato può essere chiamato a rispondere quando favorisce l’invasione, ma non quando fallisce nel fermarla.

Giorgia

VERIFICA NOTIZIA

Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi negati a chi ha perso un marito e un padre per colpa di un irregolare che lo Stato non ha espulso.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi protegge occupanti abusivi, risarcisce delinquenti e lascia liberi assassini).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere lo Stato condannato a pagare chi lo aggredisce, ma negare giustizia a chi perde la vita per colpa di chi non è stato espulso. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire chi la aggredisce – mentre le vittime restano sole.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini, non chi li uccide. La pacchia è finita – per le toghe rosse eversive e per chi le usa come arma contro la nazione! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Giudici: niente risarcimento a italiano ucciso da clandestino ultima modifica: 2026-02-20T19:33:29+00:00 da V
V
By V febbraio 20, 2026 19:33
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie