Shamsud Din Jabbar, ecco il terrorista ‘americano’ di ISIS a New Orleans
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Il Capodanno a New Orleans è stato trasformato in un incubo da Shamsud Din Jabbar, un cittadino americano di 42 anni, che ha deciso di seminare morte e distruzione sulla celebre Bourbon Street. Con un pick-up lanciato a tutta velocità contro una folla in festa, Jabbar ha causato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di altre 35, in un attacco che ha tutte le caratteristiche di un’operazione terroristica ispirata dall’ISIS.
Dopo aver travolto i passanti, Jabbar non si è fermato: è sceso dal suo veicolo, armato e determinato a continuare la sua missione di morte. La polizia, intervenuta prontamente, ha dovuto rispondere al fuoco per fermare questa follia omicida, che ha visto il suo epilogo con la morte del terrorista.
Non c’è spazio per dubbi: nel veicolo dell’attentatore sono state trovate non solo armi da fuoco, ma anche dispositivi esplosivi e, cosa ancor più inquietante, una bandiera dell’ISIS. Questa scoperta grida vendetta contro un sistema di immigrazione che ha permesso a individui radicalizzati di operare liberamente nel cuore dell’America.
L’FBI ha immediatamente classificato l’incidente come un atto di terrorismo, aprendo un’indagine per svelare il groviglio di connessioni che potrebbero legare Jabbar a reti terroristiche internazionali o a singoli ispirati dall’ideologia estremista.
Questo evento tragico è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. L’immigrazione islamica, spesso giustificata sotto il velo della tolleranza e dell’accoglienza, ha portato con sé, in alcuni casi, individui che non desiderano integrarsi ma piuttosto distruggere il nostro stile di vita. Non possiamo più permetterci di essere ciechi di fronte all’evidenza: l’ideologia radicale dell’ISIS e di altre organizzazioni simili ha trovato terreno fertile in alcune comunità immigrate, seminando odio e terrorismo.
È chiaro che il nostro sistema attuale di controllo delle frontiere e di integrazione è fallimentare. Dobbiamo ripensare radicalmente le nostre politiche di immigrazione, non solo per proteggere i nostri cittadini, ma per preservare i valori fondamentali della nostra società. La tolleranza non può essere un sinonimo di ingenuità o di cecità di fronte a minacce reali.
Chiediamo a gran voce un cambiamento. Un cambiamento che protegga la nostra sicurezza nazionale, che spinga per controlli più severi, per programmi di integrazione efficaci e per una politica di immigrazione che non sia solo un’apertura indiscriminata, ma un’azione ponderata che tenga conto della sicurezza e della coesione sociale.
Non possiamo permettere che la tragedia di New Orleans si ripeta. Ogni vita persa è un grido per giustizia, per sicurezza, per un ritorno a un’America dove la libertà non sia minacciata da atti di barbarie.
Il terrorista di New Orleans è il “cittadino americano” 42enne Shamsud Din Bahar Jabbar: sul veicolo, aveva una bandiera dell’Isis e diversi ordigni esplosivi, ha riportato la CNN.
Nella centralissima Bourbon Street, durante i festeggiamenti di Capodanno, l’attentatore ha ucciso… pic.twitter.com/4Ve4n2HhKg
— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 1, 2025
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Il 42enne Shamsud Din Jabbar, cittadino americano, è stato identificato come l’autore della strage di Capodanno a New Orleans. Jabbar ha travolto una folla di persone a bordo di un pick-up sulla famosa Bourbon Street, causando la morte di almeno 10 persone e ferendo altre 35. Dopo aver investito la folla, l’uomo è sceso dal veicolo e ha aperto il fuoco contro gli agenti di polizia intervenuti sul posto, che hanno risposto al fuoco e lo hanno ucciso.
Secondo le autorità, nel veicolo sono stati trovati dispositivi esplosivi e una bandiera dell’ISIS. L’FBI sta trattando l’episodio come un atto di terrorismo e sta indagando per determinare se Jabbar avesse legami con gruppi terroristici stranieri o se fosse ispirato da essi.
Il presidente Joe Biden ha condannato l’attacco, dichiarando che non esiste alcuna giustificazione per la violenza di qualsiasi tipo e che il governo federale fornirà tutto il supporto necessario alle autorità locali per le indagini. Anche il presidente eletto Donald Trump ha collegato l’attacco all’immigrazione illegale, esprimendo il suo sostegno alle vittime e alle loro famiglie.
Le indagini sono ancora in corso e le autorità stanno lavorando per raccogliere ulteriori informazioni sul passato di Jabbar e sui suoi possibili viaggi.
Fonti:
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