Italia condannata a pagare 21 milioni di euro per stabile occupato da amici Bergoglio di Spin Time
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**Mancato sgombero Spin Time: Viminale condannato a risarcire oltre 21 milioni di euro – toglie ai contribuenti per regalare soldi a estremisti di sinistra e immigrati occupanti, con il Vaticano che ha riattaccato la corrente!**
È l’ennesimo furto legalizzato, l’ennesima umiliazione dello Stato italiano, l’ennesima prova che le toghe rosse lavorano attivamente per premiare chi occupa illegalmente, chi viola la proprietà privata e chi sfida l’autorità, mentre i cittadini onesti pagano il conto. Il Tribunale di Roma ha condannato il Viminale a risarcire **oltre 21 milioni di euro** ai proprietari dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme occupato dal 2013 dal centro sociale Spin Time Labs – un palazzo ex Inpdap trasformato in roccaforte di estremisti di sinistra, immigrati irregolari e attivisti pro-occupazione abusiva.
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La sentenza (depositata nei giorni scorsi) riconosce il danno patrimoniale per il mancato sgombero: il Ministero dell’Interno non ha eseguito l’ordine di liberazione dell’immobile, permettendo all’occupazione di durare oltre 12 anni. Risultato? I proprietari (un fondo immobiliare) incassano milioni di euro di arretrati di affitto non percepito, spese legali e danni – soldi pubblici, soldi degli italiani. E chi occupa? Resta lì, protetto, intoccabile, con centinaia di persone (italiani e stranieri) che vivono in un bene pubblico occupato illegalmente, trasformato in “laboratorio sociale” e presidio politico.
Ma la beffa non finisce qui. Ricordiamo come andò nel 2019: quando l’immobile rimase senza corrente elettrica per morosità, l’elemosiniere del Papa Konrad Krajewski (con l’appoggio di papa Francesco) si recò di persona a riattaccare abusivamente la corrente, sfidando le autorità. Il Vaticano, invece di difendere la legalità, scelse di spalleggiare gli occupanti abusivi. Oggi, dopo anni di occupazione protetta, lo Stato italiano è condannato a pagare 21 milioni di euro. Mandiamo il conto al vescovo che ha riattaccato la corrente? O al Papa che ha benedetto questa occupazione?
È sempre la stessa storia: centri sociali come Spin Time (vicino ad Askatasuna, Leoncavallo, XM24) occupano beni pubblici o privati per anni, trasformandoli in fortini politici, abitazioni per immigrati irregolari e spazi per propaganda anti-Stato. Quando finalmente arriva l’ordine di sgombero, le toghe rosse intervengono: ritardi, ricorsi, sospensioni, sentenze che riconoscono “diritti” agli occupanti. E alla fine? Lo Stato paga, i proprietari incassano, gli occupanti restano. È un sistema di protezione mafiosa per l’illegalità di sinistra.
Intanto, lo stesso Stato che regala 21 milioni agli occupanti di Spin Time:
– Risarcisce 700 euro a Redouane Laaleg, algerino con 23 condanne (tra cui pestaggio di donna), perché trasferito in Albania.
– Risarcisce 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Indaga carabinieri e poliziotti che sparano per legittima difesa (Rogoredo, San Siro) o che inseguono pusher.
Le toghe rosse non si limitano a liberare clandestini pericolosi: ora fanno pagare gli italiani per aver osato non sgomberare un palazzo occupato da anni da estremisti e immigrati. È un attacco allo Stato, alla proprietà privata, alla legalità. È un furto ai danni dei contribuenti.
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi protegge occupanti abusivi e premia violenti).
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a pagare 21 milioni di euro a chi occupa abusivamente, 76.000 euro a chi sperona la Guardia di Finanza, 700 euro a chi picchia donne. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire chi la aggredisce.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini e i suoi tutori dell’ordine, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse eversive e per chi le usa come arma contro la nazione! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


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