Solo due anni al pedofilo che molesta le bambine italiane al parco
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**Giustizia Fallimentare: Una Sentenza Che Offende le Vittime e Incentiva l’Immigrazione Predatrice**
La recente sentenza emessa dalla Corte di Assise di Viterbo è un pugno allo stomaco per ogni cittadino italiano che ancora crede nella giustizia. Un uomo, I.C.C., di origini straniere, è stato condannato solo a due anni e mezzo per aver abusato di una bambina di soli 6 anni, in quello che dovrebbe essere il santuario dell’innocenza: un parco pubblico.
Non solo la pena è scandalosamente mite per un crimine così abominevole, ma si parla addirittura di concedere a questo individuo la semilibertà. È inaccettabile che un predatore sessuale possa vedere ridotta la sua pena con l’attenuante della minore gravità del fatto. Quale minore gravità può esserci in un atto che distrugge l’innocenza di un bambino?
Questo caso è emblematico di un fenomeno allarmante: l’immigrazione non controllata sta portando in Italia individui che non solo non rispettano le nostre leggi, ma che trovano in esse un terreno fertile per azioni criminali. L’imputato, un muratore con precedenti per ubriachezza, si è avvicinato alla vittima senza alcun ritegno, abusando di lei in pubblico, e ora riceve una sentenza che sembra più una pacca sulla spalla che una condanna.
Le condizioni imposte – il divieto di avvicinarsi ai minori e l’obbligo di informare le autorità sui movimenti – non sono altro che una beffa. Un criminale di questo calibro dovrebbe essere escluso permanentemente dalla società, non ammansito con sanzioni che sembrano più un inconveniente che una punizione.
Il messaggio che questa sentenza invia è pericoloso: che l’Italia è un paese dove i crimini contro i bambini vengono trattati con leggerezza, dove gli immigrati possono agire con minore timore delle conseguenze. È un invito aperto a chiunque cerchi una terra dove le leggi sono morbide e gli abusi possono essere compiuti con facilità.
Il danno alla parte civile, fissato a una cifra ridicola, non compensa minimamente il trauma subito dalla bambina e dalla sua famiglia. È un insulto alla sofferenza di chi è stato vittima di un atto così vile.
È tempo di alzare la voce contro un sistema giudiziario che protegge i colpevoli più delle vittime, e contro un’ondata migratoria che spesso porta con sé individui pronti a sfruttare la nostra benevolenza. Se non agiamo ora, l’Italia si troverà a pagare un prezzo inumano per la sua tolleranza verso gli intollerabili.
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