Richiedente Asilo armato di ascia doveva già essere rimpatriato in Nigeria
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Il Richiedente Asilo Armato di Ascia, l’Immigrazione e la Magistratura Compiacente
All’alba di una giornata che si è trasformata in un campo di battaglia, Padova ha assistito a un episodio che mette in luce l’emergenza sicurezza causata dall’immigrazione incontrollata. Un uomo nigeriano di 32 anni, richiedente asilo con richiesta già rigettata, ha minacciato di morte due agenti con un’ascia in mano, in via Trieste, portando la polizia a dover sparare per difendersi:
Poliziotti abbattono clandestino armato di ascia che voleva uccidere: verranno indagati?
Questo individuo, ora sotto accusa per tentato duplice omicidio, doveva essere rimandato in Nigeria. Invece, si trovava ancora in Italia, libero di vagare con un’ascia e altri coltelli, poiché il nostro sistema legale gli ha permesso di rimanere grazie a ricorsi infiniti sostenuti da associazioni di avvocati compiacenti e da giudici che sembrano più interessati a proteggere i clandestini che i cittadini italiani.
Il Sistema di Ricorsi: Un Vicolo Cieco per la Giustizia
Il richiedente asilo, con un rigetto già notificato, non dovrebbe essere una minaccia per le nostre strade. Tuttavia, l’Italia è diventata un rifugio per chi, dopo aver visto respinta la propria richiesta di asilo, continua a rimanere grazie a una rete di avvocati e giudici che favoriscono l’abuso del sistema legale con ricorsi continui. Questi professionisti, spesso definiti “pro-clandestini”, trasformano il nostro paese in un campo di battaglia, dove i poliziotti rischiano la vita non solo per fermare i criminali ma anche per timore di ritorsioni legali.
Una Magistratura politicizzata minoritaria che Protegge i Criminali stranieri
L’ordine pubblico è messo a repentaglio non solo dall’immigrazione illegale ma anche da un sistema giudiziario che non agisce con la necessaria severità. Il richiedente asilo nigeriano, con precedenti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, non avrebbe dovuto essere libero di seminare terrore. E non avrebbe dovuto essere in Italia. Ma grazie a un sistema che consente ricorsi su ricorsi, spesso basati su cavilli giuridici, questi individui rimangono in Italia, aggravando la crisi di sicurezza.
È tempo di una svolta radicale: di riforme che non permettano a chi ha già visto respinta la sua richiesta di asilo di rimanere nel nostro paese a minacciare la nostra sicurezza. La magistratura deve smettere di essere un ostacolo alla giustizia e diventare invece un baluardo della legalità. L’Italia non può più permettersi di essere un campo di battaglia per i richiedenti asilo respinti che, armati e pericolosi, mettono a rischio la vita dei suoi cittadini e delle sue forze dell’ordine.
Andrebbe presa una decisione che in tempi normali sarebbe giudicata aberrante ma oggi non viviamo certo in tempi normali: la legge si applica ai soli cittadini riconosciuti come tali, i baluba & C. non sono cittadini quindi la legge non può proteggerli e ce ne liberiamo legalmente rimandandoli a calci in culo in balubia.
Chi si scandalizza ricordi che il codice civile sovietico proteggeva solo i cittadini dell’urss, gli stranieri non esistevano per la legge sovietica e quindi non potevano avere diritti…