Un’altra ragazza violentata in strada: ditelo a Mattarella
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L’Italia Sotto Assedio: L’Immigrazione e la Scomoda Verità degli Stupri
L’Italia, la nostra bella nazione, è sotto attacco. Non da un esercito straniero, ma da un’invasione silenziosa di individui che, protetti da un sistema legale cieco e da un Presidente della Repubblica che sembra aver perso il senso della realtà, commettono atti di barbarie inauditi.
A Pantigliate, una studentessa di 20 anni ha vissuto un incubo da cui solo l’intervento tempestivo di passanti ha potuto salvarla. Aggredita, bloccata in strada, vittima di un tentativo di violenza sessuale da parte di un uomo di 32 anni, un pakistano. Questo episodio non è solo un crimine orribile; è l’ennesimo campanello d’allarme di una situazione fuori controllo.
L’immigrazione, gestita con leggerezza e un falso senso di umanitarismo, ha portato nel nostro paese individui che approfittano dell’impunità garantita da toghe compiacenti. Giudici che, invece di proteggere i cittadini italiani, sembrano più preoccupati di difendere i diritti di chi dovrebbe essere immediatamente espulso. Le leggi sono diventate un manto protettivo per chi non rispetta il nostro paese, la nostra cultura, le nostre donne.
Il Presidente della Repubblica, con la sua retorica progressista, ha contribuito a creare un clima in cui questi crimini sembrano quasi giustificati sotto il velo dell’inclusione. Ma dove è l’inclusione quando una giovane donna viene brutalizzata per strada? Dove è la giustizia quando la sicurezza delle nostre figlie, sorelle, mogli, è messa in pericolo da chi dovrebbe essere fermato, non accolto?
La realtà è che l’Italia ha aperto le porte a chi, invece di cercare una nuova vita, cerca di distruggere quella degli altri. Gli stupri, le violenze, sono diventati un fenomeno allarmante, con percentuali che vedono gli immigrati coinvolti in misura sproporzionata rispetto alla loro presenza sul territorio. E tutto ciò mentre le nostre istituzioni, che dovrebbero garantire sicurezza e giustizia, sembrano più interessate a proteggere l’immagine di un paese “accogliente” che i suoi stessi cittadini.
È tempo di dire basta. Basta con una politica di accoglienza che si è trasformata in un tappeto rosso per criminali. Basta con un sistema giudiziario che offre sconti di pena e trattamenti di favore a chi non ha alcun diritto di essere qui. Basta con un presidente che, con il suo silenzio o le sue parole, incoraggia questa follia.
L’Italia deve riprendere il controllo delle proprie frontiere, delle proprie leggi, della propria sicurezza. Dobbiamo smettere di essere il rifugio sicuro per chi viene qui a fare del male. È il momento di proteggere i nostri concittadini e di assicurare che chi commette crimini come quello di Pantigliate non trovi in Italia solo un terreno fertile per le proprie malefatte, ma la giusta punizione.
La sicurezza delle nostre donne non può essere un prezzo da pagare per una politica migratoria fallimentare. È ora di cambiare rotta, di rivedere le leggi, di mettere la sicurezza al primo posto. Perché l’Italia non è un campo di battaglia per la violenza, ma una nazione che merita rispetto e giustizia.
Pantigliate, una studentessa di 20 anni è stata aggredita e bloccata in strada durante un tentativo di violenza sessuale: solo il rapido intervento dei passanti, attirati dalle urla, hanno salvato la ragazza dalla furia brutale di “un uomo di 32 anni”, un pakistano. pic.twitter.com/quZggyRfKJ
— Francesca Totolo (@fratotolo2) December 17, 2024
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