Salvini: nel 2025 al Viminale per chiudere i porti
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“Siamo tutti nelle mani del buon Dio. Il ministro dell’Interno l’ho fatto e penso discretamente. Adesso l’assoluzione (sulla vicenda Open Arms, ndr) toglie le scuse soprattutto alla Sinistra che diceva: ‘Salvini non può occuparsi di immigrazione, di sicurezza, di interni perché è sotto processo’. Ho tante cose da portare avanti al Ministero dove sono, però occuparsi della sicurezza degli italiani è sicuramente qualcosa di bello e di importante”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, conversando con i giornalisti a margine dei lavori sulla Manovra. “Al Viminale c’è Matteo Piantedosi, che ha tutta la mia stima e fiducia. Poi ragioneremo sia con Giorgia sia con lui”, ha aggiunto. A chi gli chiede se non sia proprio la premier Meloni a volerlo al Ministero degli Interni, dato che ci sono ricostruzioni di stampa sulla vicenda, Salvini risponde con una battuta.
Il governo è stato messo sotto scacco dalla magistratura, che ha di fatto impedito agli eletti dal popolo di chiudere le frontiere con la minaccia dei processi.
Da quando Salvini è stato sottoposto a processo, sono sbarcati in Italia circa quattrocentomila migranti irregolari. Questa situazione è da imputare alla procura di Palermo e ai parlamentari che hanno votato l’autorizzazione a procedere, esautorando il Parlamento del suo diritto primario e privando i cittadini della loro sovranità espressa attraverso il governo che hanno eletto.
A Palermo non si è solo processato un politico, ma la stessa democrazia. Questo è un chiaro esempio di processo politico, dove un burocrate non eletto tenta di interferire nel processo democratico per imporre una visione minoritaria, contrastante con quella della maggioranza degli italiani. È una minoranza attivista che cerca di imporre alla maggioranza un’idea distorta di immigrazione e confini, utilizzando i tribunali in modo spregiudicato e sovversivo.
Dopo l’assoluzione di Salvini nel caso Open Arms, il governo non ha più scuse. La sentenza dimostra che non è Salvini a dover essere giudicato, ma chi ha voluto processarlo. Il Parlamento deve ora intervenire per riaffermare chi rappresenta realmente il popolo e che la sovranità appartiene agli italiani, non a un gruppo di burocrati nominati dal Partito Democratico.
Pensare che il diritto di un migrante irregolare a sbarcare in Italia possa prevalere sulla sicurezza dei cittadini, che tra l’altro finanziano lo stipendio di questi magistrati, è un abominio. È come affermare che il diritto di un ladro a entrare in casa vostra superi il vostro diritto di difenderla.
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