Terrorismo, islamica si nasconde dietro il velo davanti al giudice

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By V dicembre 28, 2024 17:39

Terrorismo, islamica si nasconde dietro il velo davanti al giudice

Allarme Terrorismo: L’Immigrazione Islamica Giovanile, una Bomba a Tempo

La vigilia di Natale ha rivelato una verità agghiacciante: quattro giovani, tra cui una terrorista di 22 anni di origini pakistane, sono stati arrestati per far parte di una cellula jihadista. Il 27 dicembre, questi individui hanno affrontato il giudice Letizio Magliaro a Bologna, ma hanno scelto il silenzio, rifiutando di rispondere alle domande e lasciando solo brevi dichiarazioni spontanee che non hanno chiarito nulla. Rida Mushtaq, leader del gruppo “Da’wa Italia”, e suo frère Hasham, 19 anni, mostrano come l’integrazione con i musulmani sia una chimera, un’illusione pericolosa. Questi giovani, cresciuti in Italia, hanno dimostrato che l’ideologia radicale può essere trasmessa e radicata anche tra chi è nato o cresciuto qui. Anzi: soprattutto tra chi è nato e cresciuto qui.

L’Ossessione per il Velo e l’Incompatibilità Culturale

Rida Mushtaq, con la sua ossessione per il velo, ha cercato di nascondere il suo volto, simbolo fisico di un’ideologia che rifiuta apertamente di integrare sé stessa nella nostra società. È accusata di terrorismo, istigazione a delinquere, apologia di gruppi come Isis e Al Qaeda, e diffusione di propaganda jihadista. Suo fratello Hasham, indottrinato da lei, è stato accusato di arruolamento terroristico. La loro famiglia e i loro legali hanno scelto il silenzio, una chiara indicazione di una lealtà non a questo paese, ma a un’ideologia che lo vuole distruggere.

Anche gli altri due giovani arrestati, la 18enne Rythem Guerroudj e il 27enne Alcu Firat, hanno mantenuto un silenzio ostinato, confermando che l’integrazione con i musulmani è una favola che non può esistere. La gioventù di Rythem, con reati commessi anche da minorenne, è una testimonianza della rapidità e facilità con cui i giovani musulmani possono essere radicalizzati in Italia.

L’Immigrazione Islamica: Una Minaccia Mortale

Questo caso è la prova che l’integrazione con i musulmani è impossibile. L’immigrazione islamica giovanile non porta solo diversità, ma anche pericolo. Questi giovani non cercano di assimilarsi ma di imporre le loro leggi, i loro valori, spesso attraverso la violenza o la minaccia di violenza. La loro cultura, la loro religione, è incompatibile con i nostri principi di libertà, uguaglianza e democrazia.

L’Italia si trova di fronte a una minaccia reale, una bomba a tempo cresciuta dentro di noi. Dobbiamo svegliarci: non possiamo permettere che le nostre città diventino campi di battaglia per ideologie estreme. È necessario un cambiamento radicale nelle politiche di immigrazione, una vigilanza costante e una rivalutazione critica di ciò che significa “integrazione” quando questa si rivela un’illusione. La nostra sicurezza, la nostra cultura, il nostro modo di vita sono sotto attacco. Dobbiamo agire ora, prima che sia troppo tardi.

Terrorismo, islamica si nasconde dietro il velo davanti al giudice ultima modifica: 2024-12-28T17:39:39+00:00 da V
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By V dicembre 28, 2024 17:39
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3 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell dicembre 28, 19:56

    Commentare notizie del genere altera solo gli elettroliti che ci tengono in vita… come si fa ad entrare nella testa di chi non ha testa e ci accusa lui dello stesso misfatto da lui compiuto?

    Per chi non lo conoscesse segnalo un bel romanzo che, seppur scritto alla fine del secolo scorso, immagina maledettamente bene l’attuale scenario geopolitico, i fatti ed i retroscena

    Si intitola “Kondor”, l’autore è Sergio “Alan” Altieri, è tutt’ora a catalogo nelle edizioni Teadue.

    BUON ANNO A TUTTI e speriamo che i botti che sentiremo non siano nucleari!

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  2. Steobaldo dicembre 28, 20:08

    I brigatisti rossi non erano mica musulmani…italianissimi erano, mettersi a disquisire su quali siano i motivi che li facevano e ora fanno agire in questo modo è roba da sociologi e Dalla Chiesa non era un sociologo (non credo) e mentre gli intellettuali cercavano di comprendere il fenomeno lui ha agito…qualcuno si ricorda di via Fracchia a Genova…? Lì non ci fu bisogno di processi. Qui ci vorrebbe un altro dalla Chiesa

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    • Ul Gigi da Viganell dicembre 29, 12:11

      Di via Fracchia ricordo che i giornali asserviti avevano “casualmente” confuso i fucili a pompa (per intenderci il Benelli SPAS cal.12 a pallettoni che ti spacca in due un furgone) con quelli ad aria compressa a piumini perchè “i caramba erano bravi e non facevano male invece i br cattivi sì, viva viva la dc”.

      Dalla chiesa e la sua disposizione del femo di polizia seguito da 72 ore di silenzio (non ti dicevane se avevano arrestato tuo figlio o tua moglie, sparivano per essere torturati in santa pace).sembra bello fichè non ti tocca da vicino.

      Mi avevano fermato mentre andavo a scuola, avevo 15 anni e tenevo le mani in tasca per il freddo attirando l’attenzione di tre caramba, mi salvò un mio vicino di casa brigadiere della GDF che li cacciò via sennò sparivo anch’io, come capitò ad una ragazza che conoscevo e riparò in francia per non fare l’informatrice.

      Facciamo attenzione ad evocare certi fantasmi del passato, magari sudamericani: potrebbero tornare veramente e giocare dalla parte sbagliata…

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