Sharon Verzeni, giudici concedono ‘perizia psichiatrica’ all’africano: “Avevo voglia di uccidere”
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VERGOGNA A BERGAMO: MOUSSA SANGARE, ASSASSINO DI SHARON VERZENI, USA LA FOLLIA COME SCUSA – BASTA SALVARE GLI IMMIGRATI VIOLENTI!
Ci risiamo, l’ennesima decisione schifosa che ci fa ribollire di rabbia! La Corte d’Assise di Bergamo ha accolto la richiesta di perizia psichiatrica per Moussa Sangare, il 30enne reo confesso che ha accoltellato a morte Sharon Verzeni, come se avere “voglia di fare del male” fosse una scusa per non farsi processare. I famigliari di Sharon – papà Bruno, mamma Maria Teresa, la sorella Melody e il compagno Sergio Ruocco – sono usciti dall’aula con gli occhi lucidi, “sorpresi” da questa vergogna, ma ancora aggrappati alla speranza di “ottenere giustizia”. Intanto, il killer, un immigrato di seconda generazione che borbotta “sono innocente”, se ne sta lì, capelli corti e giubbotto da college americano, senza nemmeno incrociare lo sguardo di chi ha distrutto. Basta con questo sistema marcio che protegge i mostri!
Un assassino lucido, non un folle. Sangare ha massacrato Sharon la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, mentre lei camminava con le cuffiette, guardando le stelle. Un coltello preso da un ceppo in una casa abbandonata, quattro fendenti – uno al petto, tre alla schiena – e poi via in bici, cambiando aspetto per non farsi beccare. Il pm Emanuele Marchisio lo ha detto chiaro: dopo il delitto, Sangare ha agito “con una certa intelligenza”, non da pazzo. “È scappato, ha cambiato la bicicletta, si è tagliato i capelli” – raziocinante, altro che “distaccato dalla realtà” come blatera il suo avvocato Giacomo Maj. Eppure, la Corte gli concede una perizia per valutare se quel suo “feel”, quell’“impulso irrefrenabile” di fare del male, sia una patologia. Una barzelletta che insulta Sharon e chi piange la sua morte!
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Un sistema che salva i predatori. La perizia, chiesta da Maj e osteggiata dal pm e dai famigliari, è l’ennesima vergogna di un’Italia che coccola immigrati violenti. Sangare, nato qui da genitori maliani, è il simbolo di un’immigrazione di seconda generazione che ci ripaga con sangue: da Pamela Mastropietro, massacrata da Oseghale, a Sharon, il copione è lo stesso. “Apatia morale”, dice Marchisio, non follia – ma la Corte vuole un perito, nominato l’11 marzo, per decidere se questo schifoso merita un processo o un lettino da psicologo. Intanto, i 140mila adulti e 23mila minori nei centri di accoglienza continuano a costarci miliardi, mentre le nostre figlie muoiono!
Chi protegge ancora questo sistema? La sinistra che piange per i “poveri migranti”? O un governo Meloni che parla duro ma non agisce? Sangare borbotta “sono innocente” dopo aver confessato tutto – una provocazione che meriterebbe l’ergastolo, non una perizia! Basta con le scuse: espelliamo questi predatori, azzeriamo l’immigrazione, smantelliamo i centri che li allevano. Sharon non tornerà, ma possiamo fermare il prossimo massacro – fuori tutti, ora!
Italiani, basta subire! La famiglia Verzeni è distrutta, e noi con loro. “Voglia di fare del male” non è una malattia, è il marchio di un assassino che non merita pietà. Questo sistema che salva i Sangare e ignora le Sharon è una vergogna – ribelliamoci, prima che ogni strada diventi un mattatoio!
Hai voglia di uccidere, baluba?
Comincia ad uccidere te stesso, così saremo tutti contenti…
un tempo esistevano i manicomi poi grazie a quel narcisista di Franco Bastiglia (sic!) che il diavolo se lo porti lui e tuti quelli che gli hanno dato ascolto( certo non Mario Tobino) sono stati aboliti e vedi un po’ ogni tanto qualche psyco ci lascia le penne per mano di coloro che dovrebbero stare sotto stretta sorveglianza