Maranza appena scarcerati: “L’Italia ci ha rotto il ca..o”
Related Articles
Immigrati fuori controllo: il far west di Milano e la bomba delle seconde generazioni
Milano non è più la città delle opportunità, ma un campo di battaglia dove la criminalità sta prendendo il sopravvento, e a farla da padrone sono sempre più spesso gli immigrati, soprattutto di seconda generazione. Un esempio lampante è il caso di un “maranza”, scarcerato da appena tre mesi, che non ha trovato di meglio da fare che sputare veleno contro il Paese che lo ha cresciuto: “L’Italia ci ha rotto il cazzo”. Parole che non solo puzzano di ingratitudine, ma che mettono a nudo un fallimento totale: quello dell’integrazione e della gestione di chi, pur nato o cresciuto qui, considera l’Italia un punching ball da colpire a piacimento.
Questi immigrati di seconda generazione, figli di chi è arrivato anni fa, sono una spina nel fianco sempre più insopportabile. Non hanno l’alibi della fuga dalla guerra o della povertà estrema: sono nati in Italia, hanno frequentato le nostre scuole, parlano la nostra lingua eppure si comportano come se questo Paese fosse un nemico da saccheggiare. Il “maranza” in questione è solo la punta dell’iceberg: scarcerato dopo una pena, invece di rigare dritto, torna a fare il gradasso e, con ogni probabilità, a delinquere. E il copione si ripete, con una sfilza di reati – spaccio, rapine, violenze – che vedono protagonisti proprio questi soggetti, cresciuti qui ma allergici a qualsiasi regola.
Basta con le illusioni: l’idea che il tempo e l’istruzione avrebbero trasformato automaticamente i figli degli immigrati in cittadini italiani è crollata miseramente. Molti di loro non solo rifiutano di integrarsi, ma ostentano un odio viscerale per l’Italia, come se fosse colpa nostra se le loro vite sono un disastro. E il sistema? Li coccola, li scarcera, li lascia liberi di seminare caos, mentre i milanesi si barricano in casa o guardano le loro strade trasformarsi in zone franche. La verità è che questi immigrati di seconda generazione, quando delinquono, non meritano seconde chance: dovrebbero essere sbattuti fuori senza “se” e senza “ma”, altro che reinserimento.
Il rimpatrio deve diventare la regola, non l’eccezione. Se sei nato qui da genitori stranieri, hai avuto tutte le possibilità per dimostrare di valere qualcosa, e invece scegli la strada del crimine, allora tornatene da dove viene la tua famiglia – punto. Non importa se hai il passaporto italiano: la cittadinanza non è un lasciapassare per fare quello che ti pare.
A Milano si respira un’aria di impunità che sta esasperando tutti, e il lassismo delle istituzioni è benzina sul fuoco. Altro che “far west”: qui siamo alla resa dei conti. O si mette un freno a questa deriva, con leggi dure e rimpatri immediati, o l’Italia diventerà una terra di nessuno, ostaggio di chi la odia pur essendoci nato.
Se si sono rotti, possono anche andare via.
Rotti in culo, per loro tradizione…