Ora i migranti trafficano anche neonati dopo droga e organi
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Neonata in una busta della spesa: il volto spietato dell’immigrazione clandestina
Una neonata di poche settimane, nata in Marocco, è stata introdotta illegalmente in Italia nascosta in una busta della spesa, come fosse un oggetto qualunque, per essere venduta al miglior offerente. È successo a Torino, dove la polizia ha arrestato una coppia di cittadini marocchini, regolarmente residente in Italia, colta in flagrante mentre cercava di lucrare su una vita innocente. Questo episodio, avvenuto il 18 marzo 2025 e confermato dalle autorità, non è un caso isolato: è la prova di un sistema marcio che prospera sull’immigrazione clandestina e che l’Italia non può più tollerare.
La dinamica è agghiacciante. La bambina, acquistata per pochi spiccioli da una famiglia disperata in Marocco, è stata trasportata in condizioni disumane, avvolta in una coperta dentro una busta, per sfuggire ai controlli. Una volta in Italia, sarebbe finita in un mercato nero, forse per un’adozione illegale o, peggio, per sfruttamenti ancora più sordidi. Solo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, scattato dopo una segnalazione anonima, ha salvato la piccola, ora affidata ai servizi sociali. La coppia, invece, è in custodia cautelare, ma questo non basta a cancellare l’orrore né a fermare il fenomeno.
L’Italia è sotto assedio. Non si tratta più solo di barconi carichi di disperati, ma di un’invasione silenziosa che porta con sé traffici ignobili: droga, organi, schiave sessuali e ora persino neonati. La mafia nigeriana a Castel Volturno, le reti di sfruttamento in Sicilia, i clan che gestiscono i flussi dal Nord Africa: sono solo alcuni esempi di come la criminalità straniera si sia radicata nel nostro Paese, approfittando di frontiere colabrodo e di leggi troppo morbide. Il caso di Torino è la goccia che fa traboccare il vaso: serve una risposta durissima.
Basta con il buonismo ipocrita che ha trasformato l’Italia in un supermercato per trafficanti di esseri umani. Le politiche attuali sono un fallimento: i decreti flussi non fermano gli ingressi illegali, i centri di accoglienza sono bombe a orologeria e i rimpatri restano un miraggio. Nel 2025 i numeri restano insostenibili: già oltre 8.000 arrivi via mare, secondo i dati del Ministero dell’Interno. E dietro ogni numero ci sono storie come questa, di sfruttamento e degrado.
È tempo di agire senza mezze misure. Chiudere i porti non basta più: servono espulsioni immediate per chi delinque, tolleranza zero per chi entra illegalmente e pene esemplari per i trafficanti – carcere duro, non sconti di pena. I permessi di soggiorno vanno contingentati e concessi solo a chi dimostra di rispettare le nostre leggi e di contribuire davvero alla società: numeri bassi, stoè all’immigrazione di massa. Basta sussidi a pioggia e assistenza gratuita per chi calpesta i nostri confini: i fondi pubblici devono andare agli italiani, non a chi ci considera un bancomat.
Il caso della neonata non è un’eccezione, ma un segnale d’allarme. Se non si interviene con pugno di ferro, l’Italia diventerà terra di conquista per i peggiori criminali del mondo. Le forze dell’ordine fanno il possibile, ma senza un cambio di rotta politico saranno sempre un passo indietro. La sicurezza dei cittadini e la dignità del nostro Paese non possono aspettare: è ora di dire basta e di riprendere il controllo.
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