Treviso in mano ai maranza, assaltano la piazza principale
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Treviso: il degrado in pieno giorno – Maxi rissa in piazza della Vittoria, il buonismo ha fallito
Sabato scorso, 15 marzo, il cuore di Treviso, piazza della Vittoria, si è trasformato in un campo di battaglia: decine di ragazzini – italiani, stranieri, seconde generazioni – molti vestiti da “maranza”, si sono pestati senza ritegno in pieno giorno, tra l’istituto comprensivo e le Poste centrali. Un video, trasmesso ieri sera dal tg di Antenna Tre Nordest, inchioda la realtà: urla in italiano e arabo, spintoni, insulti, poi il caos. Un taglierino, un coltello o forse una sigaretta elettronica finisce a terra, mentre un ragazzo viene messo all’angolo e malmenato. Le forze dell’ordine, avvisate dai passanti, arrivano troppo tardi: i teppisti si sono già volatilizzati, pronti a seminare altro caos.
Treviso, regolamento di conti tra bande di “maranza” in pieno centro
C’è ancora chi a sinistra giustifica queste violenze perché i giovani stranieri e le seconde generazioni vivono in contesti socio-economici degradati. pic.twitter.com/uF6HAOCYMS
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 20, 2025
Questo non è un episodio isolato, ma il frutto marcio di un’immigrazione senza controllo e di un buonismo che ha disarmato la società. Si danno appuntamento sui social, come fosse un gioco, e trasformano le piazze in ring. Chi li giustifica, blaterando di “contesti difficili”, è complice di questo scempio. La verità è che l’integrazione è fallita: molti di questi giovani rifiutano le regole, vivono da parassiti e rispondono con violenza a chi osa opporsi. E i cittadini perbene? Terrorizzati, costretti a vedere le loro città stuprate da bande di delinquenti.
Basta con le chiacchiere: servono espulsioni immediate per chi delinque, controlli serrati e tolleranza zero. Altro che accoglienza: chi semina caos va cacciato, punto. Treviso non è il Bronx, e non lo diventerà per colpa di chi scambia la debolezza per virtù. Chi non lo capisce, si prepari a contare i danni – o peggio.
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