Smantellata la baby gang tunisina che stuprava e seminava terrore: richiedenti asilo
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Forlì sotto assedio: smantellata la baby gang tunisina che seminava terrore
A Forlì, una gang di 15 giovani tunisini tra i 17 e i 20 anni è stata sgominata dopo mesi di crimini che hanno terrorizzato la città. Rapine a mano armata, aggressioni con coltelli, furti in abitazioni e pestaggi: un bollettino di guerra che conta almeno 20 episodi accertati tra il secondo semestre 2024 e i primi mesi del 2025, con altre decine di casi ancora sotto indagine. Centro storico, stazione ferroviaria, zona Portici e il centro commerciale Puntadiferro: nessun luogo era sicuro.

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Tra di destinatari dell’ordine di custodia cautelare c’è anche uno degli stupratori africani di una ragazzina su un autobus a gennaio
Uniti dalla provenienza e dalla marginalità—tutti senza lavoro, famiglia o fissa dimora—i giovani richiedenti asilo tunisini operavano in piccoli gruppi di due o tre, colpendo con ferocia per bottini spesso irrisori: un telefono, un giubbotto di marca, pochi spiccioli. Tra le vittime anche minorenni, come il sedicenne aggredito in un ascensore al Puntadiferro a dicembre 2024, o un viaggiatore rapinato con coltello alla stazione. Le telecamere hanno ripreso scene agghiaccianti, che hanno inchiodato i responsabili.
La Procura di Forlì, guidata da Enrico Cieri, ha coordinato un blitz della Squadra Mobile, diretta da Enzo Tarquini: 10 ordinanze di custodia cautelare, 9 arresti all’alba di venerdì (uno è latitante), mentre 5 minorenni sono indagati a piede libero. Tra gli arrestati, alcuni già in carcere per altri reati, due irregolari e altri con permessi di soggiorno o richieste d’asilo in sospeso. Le perquisizioni hanno svelato rifugi di fortuna, come l’ex Centrale avicola romagnola, e portato al sequestro di 10 grammi di marijuana.
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