Sindaci PD celebrano il ramadan: sottomissione in cambio di voti

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By V marzo 22, 2025 22:38

Sindaci PD celebrano il ramadan: sottomissione in cambio di voti

I Sindaci PD Celebrano il Ramadan: Tradiscono l’Identità Italiana per un Pugno di Voti

Un’ombra inquietante si staglia sull’Italia: i sindaci del Partito Democratico, da Milano a Brescia, da Torino a Roma, sembrano aver deciso di svendere la nostra identità culturale e storica per accaparrarsi i voti delle comunità islamiche. Con il pretesto di un dialogo interreligioso, questi amministratori patrocinano eventi legati al Ramadan, partecipano a cerimonie islamiche e trasformano le piazze delle nostre città in palcoscenici per una religione che nulla ha a che fare con le nostre radici. È un tradimento in piena regola, un baratto politico che mette a rischio il futuro della nostra nazione.

Milano: La Sottomissione di Sala

A Milano, il sindaco Beppe Sala non si limita a tollerare: celebra. Ogni anno, durante il Ramadan, il Comune patrocina eventi come gli iftar pubblici, i pasti serali che interrompono il digiuno islamico, organizzati in luoghi simbolici della città. Non è solo una concessione logistica: è un endorsement politico, un segnale chiaro alle comunità islamiche che il PD è disposto a tutto pur di garantirsi il loro consenso elettorale. Sala partecipa di persona, stringendo mani e sorridendo alle telecamere, mentre le piazze milanesi si riempiono di tappeti da preghiera. Dove sono finiti i valori laici dello Stato? E dove sono le celebrazioni per le tradizioni cristiane, che fanno parte del nostro DNA?

Brescia: l’Inchino all’Islam

A Brescia, l’ex sindaco Emilio Del Bono e ora il suo successore femmina non sono da meno. Durante il suo mandato, eventi legati al Ramadan sono stati organizzati con il sostegno delle istituzioni locali, spesso in collaborazione con associazioni islamiche. La città, che ospita una delle comunità musulmane più numerose d’Italia, è diventata un laboratorio di sperimentazione per politiche di islamizzazione che altro non sono se non una resa culturale. Processioni e celebrazioni pubbliche per la fine del Ramadan hanno ricevuto il plauso delle amministrazioni PD, mentre i cittadini italiani assistono impotenti alla trasformazione dei loro spazi pubblici in enclave straniere.

Torino: Lo Russo e la Sharia Silenziosa

A Torino, il sindaco Stefano Lo Russo ha seguito la stessa linea. Anche qui, il Ramadan è stato celebrato con eventi patrocinati dal Comune: cene collettive, incontri con imam e iniziative nelle scuole per “sensibilizzare” i bambini alla cultura islamica. Lo Russo non si è tirato indietro nemmeno davanti alle critiche, giustificando queste scelte come un modo per “favorire il dialogo”. Ma quale dialogo? Quello che vediamo è un monologo, dove una sola cultura viene elevata a scapito della nostra. La città che ha dato i natali al Risorgimento italiano ora si inchina a una religione che non riconosce la parità tra uomo e donna né la separazione tra Stato e fede.

Roma: Gualtieri e l’Islamizzazione della Capitale

A Roma, Roberto Gualtieri non è da meno. La capitale d’Italia, culla del cristianesimo, vede le sue piazze riempirsi di fedeli islamici durante le celebrazioni del Ramadan, spesso con il patrocinio del Campidoglio. Anche qui, eventi pubblici e preghiere collettive sono stati organizzati con il beneplacito dell’amministrazione PD. Gualtieri, come i suoi colleghi, non nasconde l’obiettivo: conquistare i voti delle comunità islamiche, che ormai rappresentano un bacino elettorale non trascurabile. Ma a che prezzo? La nostra identità, la nostra storia e i nostri valori vengono sacrificati sull’altare del potere.

Un Baratto Vergognoso: Voti in Cambio di Identità

Non c’è nulla di casuale in tutto questo. I sindaci PD sanno bene che le comunità islamiche, spesso concentrate in quartieri specifici e organizzate attraverso associazioni e centri culturali, possono spostare migliaia di voti. È una strategia cinica: concedere spazi, fondi e visibilità in cambio di pacchetti elettorali. Ma questo baratto ha un costo immenso. Ogni iftar pubblico, ogni patrocinio, ogni partecipazione a una cerimonia islamica è un passo verso l’erosione della nostra identità. Le nostre città non sono più luoghi dove le tradizioni italiane vengono celebrate con orgoglio, ma teatri di un multiculturalismo forzato che non lascia spazio alla reciprocità.

Il Futuro Che Ci Aspetta

Se non ci opponiamo, il futuro è già scritto. Le celebrazioni del Ramadan diventeranno la norma, mentre le nostre feste – Natale, Pasqua, le processioni religiose – saranno relegate a eventi di serie B, per paura di “offendere” qualcuno. I sindaci PD stanno aprendo le porte a una trasformazione culturale irreversibile, dove l’Islam non sarà più solo una presenza, ma una forza dominante. E quando queste comunità saranno abbastanza numerose, non avranno più bisogno del PD: presenteranno i loro partiti, come già accade in alcune realtà locali, e detteranno legge.

È ora di dire basta. I sindaci del PD devono smettere di svendere la nostra identità per un pugno di voti. Le nostre città non sono mercati dove si scambiano valori con consensi. L’Italia è nostra, e deve restare tale.

Sindaci PD celebrano il ramadan: sottomissione in cambio di voti ultima modifica: 2025-03-22T22:38:55+00:00 da V
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