UE vuole replicare il golpe rumeno in tutta Europa: “Orgogliosamente sponsorizzati da Soros”
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La UE vuole replicare il golpe rumeno in tutta Europa: “Orgogliosamente sponsorizzati da George Soros”
“Orgogliosamente sponsorizzati da George Soros”
La commissione UE per lo “scudo democratico”, che lotterà contro la disinformazione online e le ingerenze straniere, annovera tra gli “esperti” la ONG AlgorithmWatch, finanziata dalla fondazione di Soros. pic.twitter.com/YppEdxDV0V
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 22, 2025
L’Unione Europea sta preparando il terreno per esportare in tutti gli Stati membri il modello repressivo che ha già sperimentato in Romania, dove la democrazia è stata calpestata con l’esclusione di Călin Georgescu dalle elezioni presidenziali e l’annullamento del voto popolare. Dietro la retorica dei “valori europei” si nasconde un piano ben orchestrato per soffocare il dissenso, controllare le informazioni e consolidare il potere di un’élite globalista. E chi c’è dietro tutto questo? Non è una sorpresa: tra i finanziatori e gli ideologi troviamo vecchie conoscenze come George Soros, il miliardario che da decenni tira i fili di ONG e istituzioni per plasmare il mondo a suo piacimento.
Il caso rumeno è solo l’antipasto. Dopo aver arrestato Georgescu, annullato le elezioni di novembre 2024 e bocciato il suo ricorso per ricandidarsi, le autorità filo-UE di Bucarest – con il plauso di Bruxelles – hanno dimostrato che la volontà popolare può essere schiacciata senza troppe cerimonie. Ora l’UE vuole istituzionalizzare questo approccio su scala continentale, usando come arma la Commissione per lo “Scudo Democratico”, un organismo creato con il pretesto di “lottare contro la disinformazione online e le ingerenze straniere”. Ma chi decide cosa è disinformazione? Chi stabilisce quali voci sono “pericolose”? La risposta arriva guardando i cosiddetti “esperti” coinvolti: tra loro spicca AlgorithmWatch, un’ONG finanziata dalla Open Society Foundations di George Soros, nota per il suo ruolo nell’advocacy di politiche globaliste e nel monitoraggio di piattaforme digitali per censurare narrazioni sgradite.
AlgorithmWatch non è un attore neutrale. Con i fondi di Soros, ha già lavorato per identificare e segnalare contenuti “problematici” sui social media, spingendo per regolamentazioni che limitano la libertà di espressione sotto la scusa della “protezione democratica”. La sua presenza nella Commissione UE non è casuale: rappresenta il ponte tra l’agenda di Bruxelles e quella di un finanziere che ha fatto della destabilizzazione delle sovranità nazionali la sua missione. Lo “Scudo Democratico” rischia di diventare una sorta di ministero della verità europeo, con il potere di etichettare come “disinformazione” qualsiasi critica all’UE, ai suoi alleati come la NATO o alle sue politiche migratorie e economiche. E chi non si adegua? Verrà escluso, come Georgescu in Romania: prima screditato, poi silenziato, magari con accuse di “filo-russismo” o “estremismo”.
Immaginate questo scenario replicato in Italia, Polonia o Ungheria. Un politico che si oppone all’immigrazione incontrollata o alle follie woke potrebbe essere bollato come “propagandista” da AlgorithmWatch e dai suoi algoritmi, messo sotto indagine dalla Commissione e infine estromesso dalle elezioni con il beneplacito dei tribunali compiacenti. È già successo a Bucarest: Georgescu è stato accusato di “azioni contro l’ordine costituzionale” e “falso sul finanziamento elettorale”, senza prove concrete, solo per toglierlo di mezzo. Con lo “Scudo Democratico” in azione, questo schema diventerà la norma ovunque, con ONG sorosiane a fare da cane da guardia e Bruxelles a tirare i fili.
La presenza di Soros in questa partita non è un dettaglio. La sua Open Society ha speso miliardi per finanziare gruppi che promuovono l’integrazione forzata, i confini aperti e la censura del dissenso, spesso mascherando tutto con il linguaggio dei “diritti umani”. Ora, con AlgorithmWatch nella Commissione UE, il suo influsso si fa istituzionale. È una dichiarazione di intenti: l’UE non vuole più solo influenzare, vuole controllare. E lo fa con la benedizione di chi, come Soros, vede nelle nazioni sovrane un ostacolo da abbattere.
Il popolo italano deve aprire gli occhi. La Romania non è un caso isolato, ma un esperimento. Se non ci opponiamo ora, lo “Scudo Democratico” diventerà una spada per decapitare la libertà in tutto il continente. Soros e i suoi alleati a Bruxelles possono sentirsi orgogliosi del loro operato, ma la storia insegna che i popoli oppressi, alla fine, si ribellano. La domanda è: quanto dovremo soffrire prima di dire basta?
guardate che questo non è il primo, ahi ahi mister vox lei mi casca sull’uccello!
gia’ nel 2017 la splendida UE di merda disse che
le votazioni di 15.000.000 di catalani che volevano l’indipendenza dalla spagna erano nulle, eppure i catalani rivendicano la illegittima occupazione spagnola del loro territorio, e tra le stronzate scritte dall’ ONU che poi non rispetta, si evince che col principio di autodeterminazione dei popoli , la spagna stato occupante ed oppressore ha l’obbligo, di consentire che i catalani , da loro sottoposti, siano legittimamente liberi di indire referendum per la loro autodeterminazione, potendo scegliere per se il proprio futuro, e cosa c’è di piu’ nel chiedere la propria indipendenza?
erano nulle!
ma come sono bravi e come sono democratici questi che decidono che il nostro voto non vale , proprio come aveva scritto altiero il re degli spinelli , nel suo manifesto che è piu’ comunista del manifesto del pci il partito dei coglioni italiani
i mondialisti ovvero i massoni , si appoggiano sui dementi di sinistra usando la loro mente vuota, riempiendola di cretinate di diritti inesistenti che altro non sono privilegi, e tutti ANTICRISTICI
hanno sdoganato tutto, adesso un rikkione si potra’ comprare il bambolotto negro da trastullare, in attesa che altri magistrati demoniaci li autorizzino a comprarsi i tanto agognati bambolotti biondo bimbo kinder!
solo che i bambolotti non sono i ciccio bello, ma bambini veri!
maledetti