Studenti universitari accerchiati e picchiati dai maranza: «Mi hanno rotto il naso»
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Mai mostrarsi deboli con le belve. Non si fermeranno ai venti euro. Come non si fermeranno alla prima moschea. Con le belve non si tratta. Le belve si abbattono.
Perché lasciamo che i maranza massacrino i nostri studenti italiani?
È un’ Italia allo sbando, ostaggio di baby gang di “maranza”, teppisti figli di immigrati di seconda generazione che seminano terrore ovunque. L’ultimo scempio a Padova, vicino alla stazione, sotto gli occhi di tutti: un 19enne di Trevignano, diretto all’università con un amico, è stato accerchiato, rapinato e massacrato da quattro delinquentelli di 16 anni. “Mi ha preso per il collo, poi mi ha rotto il naso”, racconta il ragazzo, ancora sotto shock. Tre pugni in faccia, osso nasale fratturato, 25 giorni di prognosi. E tutto per cosa? Settanta euro e il gusto sadico di umiliare un italiano indifeso. Nessuno è intervenuto, nessuno ha chiamato i soccorsi, in una città affollata alle 10.30 del mattino. Questo è il livello di paura che questi selvaggi hanno portato nelle nostre strade.

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Il racconto del 19enne è agghiacciante. Lui e l’amico camminavano lungo via Tommaseo quando hanno notato i quattro balordi sulle gradinate del Tempio della Pace. Hanno cercato di evitarli, ma sono stati aggrediti. “Fermati”, gli intima uno, con accento straniero. Due nordafricani e due caucasici, racconta il ragazzo ai carabinieri. Prima estorcono 20 euro all’amico, poi, non soddisfatti, gliene rubano altri 50 dal portafogli. Al 19enne chiedono soldi, ma lui non ne ha. La risposta? Lo strangolano, lo spingono, poi un nordafricano gli spacca il naso con tre pugni. Il branco scappa sghignazzando, lasciando il giovane a terra, sanguinante, mentre i passanti voltano la testa.
Il padre, ex carabiniere, è una furia: “Pensiamo di fare qualcosa contro questi fenomeni o no? È un senso di impunità assurdo. Possibile che ci sia l’esercito ovunque e non si possa passeggiare senza paura delle baby gang? Anche nei centri piccoli come Montebelluna?”. Ha ragione da vendere. E chi sono questi criminali? Sempre loro, le seconde generazioni di immigrati, cresciuti senza valori, senza rispetto, con un odio viscerale per l’Italia che li ha accolti. Non si integrano, non lavorano, non studiano: vivono per depredare i nostri figli, sicuri che nessuno li fermerà. E noi? Restiamo a guardare, mentre un 19enne finisce in ospedale e i genitori tremano all’idea di mandare i figli fuori casa.
Basta con questo schifo! Le seconde generazioni fuori controllo sono una piaga: non hanno nulla di italiano, solo la carta d’identità che gli abbiamo regalato. Basta buonismo, basta ricongiungimenti familiari che importano famiglie incapaci di educare. Chi delinque deve essere espulso subito, insieme ai genitori che li hanno cresciuti così. Le nostre città non possono essere campi di battaglia dove i “maranza” dettano legge. Quanti altri nasi rotti, quanti altri ragazzi traumatizzati prima che ci svegliamo? L’Italia non è loro: riprendiamocela, prima che ci scappi il morto!
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