Brescia, retata “anti-maranza”: solo sei arresti ma sono milioni
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Brescia sotto assedio: le seconde generazioni di immigrati portano il caos, è ora di dire basta!
Emergenza gang multietniche
Brescia, dalle prime ore di questa mattina, la polizia sta eseguendo diverse misure cautelari in carcere, oltre ad altre perquisizioni, nell’ambito di un’indagine in materia di criminalità giovanile nel corso della quale sono state ricostruite… pic.twitter.com/PfQIkaJRnD
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 25, 2025
Brescia è caduta nel baratro, e non è più un segreto chi sono i responsabili. Stamattina all’alba la polizia ha messo a segno una retata “anti-maranza”, arrestando sei italiani di origine straniera, tra i 20 e i 25 anni, mentre altri 16 sono indagati. Un totale di 22 giovani, quasi tutti figli di immigrati, seconde generazioni che hanno la cittadinanza ma niente dell’Italia nel cuore. Rapine, risse, aggressioni, tentati omicidi, lesioni con coltelli, minacce, violenza privata, danneggiamenti: questo è il loro biglietto da visita. E noi italiani siamo stufi di subire!
Non è un caso isolato, ma un’emergenza nazionale che nessuno vuole affrontare con la durezza necessaria. Questi “maranza”, come si fanno chiamare, non sono solo ragazzini annoiati: sono bande organizzate che seminano terrore nelle nostre città, cresciuti in un Paese che gli ha dato tutto—carta d’identità compresa—ma che loro vedono solo come terra da depredare. Le cronache parlano chiaro: a Brescia hanno ridotto in fin di vita un ragazzo, accoltellandolo e colpendolo con una bottiglia, solo per il gusto di fare male. E non è la prima volta. Da mesi il centro storico e la zona della stazione sono campi di battaglia, con cittadini italiani che non si sentono più sicuri nemmeno a camminare per strada.
Chi sono questi delinquenti? Figli di immigrati, spesso nordafricani, che non si sono mai integrati, che non hanno mai voluto farlo. Le seconde generazioni non sono un esempio di multiculturalismo riuscito, ma una bomba a orologeria pronta a esplodere. Non hanno rispetto per le nostre leggi, per la nostra cultura, per la nostra gente. E perché dovrebbero? Sono cresciuti in famiglie che spesso vivono ai margini, grazie a ricongiungimenti familiari indiscriminati che hanno portato qui non valori, ma problemi. E noi italiani paghiamo il prezzo della loro rabbia, della loro arroganza, della loro violenza.
Basta con il buonismo! Basta con le scuse sociologiche che giustificano ogni loro crimine con “mancanza di opportunità” o “disagio culturale”. La verità è che queste seconde generazioni sono fuori controllo, e le nostre città sono diventate zone di guerra. Serve una risposta durissima: rimpatri immediati per chi delinque, anche se ha la cittadinanza italiana. Se non ti comporti da italiano, non meriti di stare qui, punto. E i ricongiungimenti familiari? Vanno abrogati subito, perché non possiamo più permetterci di importare altre famiglie che tirano su figli così. E la legge Zampa, che protegge i falsi minori stranieri lasciandoli liberi di fare quello che vogliono? Una vergogna da cancellare senza pensarci due volte.
Il governo deve smetterla di girarsi dall’altra parte. Meloni parla tanto di sicurezza, ma dov’è l’azione concreta? Tre anni al potere e ancora nessuna misura seria per fermare questa invasione di violenza. I cittadini di Brescia, come quelli di tutta Italia, meritano di vivere senza paura, non di essere ostaggi di bande che ci vedono come prede. Rimpatri di massa, chiusura dei confini, leggi che puniscano davvero: vogliamo fatti, non parole!
Riprendiamoci le nostre città, prima che ci scappi il morto. L’Italia è nostra, e nessuno ce la deve togliere!
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