Velo obbligatorio, italiani cacciati dalla Sharia: l’islam si prende le nostre città
Related Articles
La Guerra dei Bengalesi per le Moschee è l’Inizio della Fine – L’Islamizzazione Sta Distruggendo l’Italia!

VERIFICA NOTIZIA
Mestre è caduta in un baratro di violenza e sottomissione culturale, e l’islamizzazione dell’Italia sta raggiungendo livelli insostenibili. Domenica sera, 23 marzo 2025, una rissa feroce tra 40 bengalesi ha sconvolto il quartiere tra via Gozzi e via Aleardi, un’area dove di italiano non è rimasto più nulla. Calci, pugni, spintoni: due fazioni rivali si sono affrontate in strada per il controllo delle moschee, mentre i pochi italiani superstiti denunciano: “Qui comandano asiatici e africani: forse ci conviene andare a vivere da un’altra parte.” È un grido di paura reale, non figurata, perché dove l’Islam avanza, la legalità retrocede, e con essa la nostra identità. L’Italia sta morendo, e nessuno sembra volerlo fermare.
Una Rissa che Svela un’Invasione
Alle 21:30 di domenica, due gruppi di bengalesi, giovani tra i 20 e i 25 anni, si sono scontrati con una violenza inaudita. Non è un episodio isolato: un anno fa, una faida durata una settimana aveva messo Mestre in ginocchio, con risse, agguati e coltellate sull’asse Veneto-Bangladesh, legate a conflitti nel villaggio di Abdullahpur. Il bilancio? Una sfilza di feriti in ospedale, uno con un polmone perforato da una lama. A capo di queste violenze ci sono i giovani della comunità bengalese, che conta 14.000 persone tra cittadini stranieri, con cittadinanza italiana e irregolari. È una città nella città, con regole e codici opposti ai nostri, dove gli italiani sono ridotti a spettatori impotenti.
Le Moschee: Avamposti di Conquista e Violenza
Alla base degli scontri ci sono le tensioni insanabili tra le diverse moschee, dieci tra Mestre e Marghera. A Mestre, il centro culturale “La Pace” e il “Masjid” si fanno la guerra: i secondi si oppongono al trasloco dei primi, da cui è nato un nuovo circolo di dissidenti. A Marghera, il “Centro culturale islamico del Bangladesh” ha cercato di comprare un ex cinema con una raccolta fondi, senza però avere i permessi per cambiarne la destinazione d’uso, scatenando l’ira delle altre fazioni. Ma il caso più preoccupante è in via Altobello, a Mestre, dove un imam avrebbe “caldamente consigliato” alle donne di rimettersi il velo, dopo un periodo di maggiore libertà. È un passo indietro verso la sharia, un segnale chiaro di ciò che ci aspetta.
Prince Howlader, portavoce bengalese che un anno fa ha proposto un investimento da milioni di euro per trasformare un’ex falegnameria in una moschea e da poco entrato nel direttivo del partito della Meloni, cerca di minimizzare: “Conosco alcune delle persone coinvolte, ho chiesto loro di fare chiarezza subito, non possiamo accettare che una nuova rivalità interna getti fango un’altra volta sulla nostra comunità.” Ma le sue parole sono ipocrite: la comunità bengalese non si integra, si impone, e le moschee non sono luoghi di pace, ma di conflitto e conquista.
Da Mestre a Milano: L’Islam Occupa le Nostre Piazze
Non è solo Mestre a essere sotto assedio. Da Milano a Brescia, Bologna e Napoli, lo scorso fine settimana è stato un tripudio di “iftar street”, tavolate all’aperto per celebrare la rottura del digiuno del Ramadan. A Milano, con il patrocinio del Comune PD, il canto del muezzin ha risuonato tra donne velate e uomini in preghiera, mentre esponenti di sinistra sancivano la loro vicinanza a una cultura che ci vuole sottomessi. A Torino, una moschea con un minareto di 20 metri sta per sorgere, un pezzo di città comprato dall’Islam per 15 milioni di euro. È un’invasione che non conosce freni, e che si nutre della complicità di chi ci governa.
Le Periferie Ribelli e la Violenza Islamica
Nelle periferie ad alta densità islamica, la legge non esiste più. A Milano, per due volte, l’ultima a Capodanno, si è verificata la taharrush gamea, la molestia collettiva che può sfociare nello stupro, un fenomeno arabo che il PD ha silenziato per non “urtare” la sensibilità islamica. A Monfalcone, studentesse si rifiutano di togliere il burqa a scuola; a Piacenza, un bambino di sette anni è stato esonerato dalla mensa per il Ramadan; a Pioltello, un istituto chiuderà per la festa di fine Ramadan, nonostante la maggioranza degli alunni sia musulmana. Questi non sono casi isolati: sono il futuro che ci aspetta, un’Italia dove la sharia sarà la norma e le nostre tradizioni saranno cancellate.
Fermiamo l’Islamizzazione Ora!
Non possiamo più stare a guardare mentre l’Islam calpesta la nostra identità. Le moschee non sono luoghi di culto, ma avamposti di conquista, e le violenze di Mestre lo dimostrano. Dobbiamo azzerare l’immigrazione islamica regolare, chiudere i centri di preghiera abusivi e monitorare quelli esistenti. L’Italia non può diventare una colonia bengalese, e Mestre non può essere il laboratorio di un futuro sotto la sharia. Sveglia, italiani: riprendiamoci la nostra terra, prima che sia troppo tardi!
Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment