Spacciatore africano sfregia ragazza e riduce in fin di vita l’amico che vuole salvarla
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Nibionno, donna sfregiata e uomo in coma per qualche grammo di droga: il marocchino “italiano” e la sua gang nordafricana seminano terrore, rimpatri subito!
L’estate scorsa, nei boschi della droga di Nibionno, in Brianza, si è consumata una tragedia che grida vendetta. Una donna di 35 anni ha il volto irrimediabilmente sfregiato, sfigurato dai cocci di una bottiglia di birra; un uomo di 40 anni, corso a difenderla, è vivo per miracolo, dopo essere stato colpito a mazzate in testa, finendo in coma e affrontando ancora oggi interventi chirurgici per riprendersi. A ridurli così è stato un marocchino di 22 anni con cittadinanza italiana, un “nuovo italiano” che di italiano non ha nulla, se non il passaporto. Il motivo? Una disputa per qualche grammo di droga. È questa l’Italia che vogliamo?
L’aggressione, di una violenza inaudita, ha scoperchiato un vaso di Pandora dello spaccio, gestito da una gang di sei nordafricani, con età tra i 22 e i 41 anni. Quattro sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo di Merate, due sono latitanti: uno in Spagna, l’altro probabilmente ancora in zona, pronto a colpire di nuovo. Le indagini, coordinate dal procuratore capo Ezio Domenico Basso, hanno rivelato un’organizzazione criminale di livello superiore: centinaia di cessioni al giorno—cocaina, eroina, hashish, marijuana—con nomi in codice come “bianca”, “latte”, “nera”, “caffè”, “frutta”, “fumo”. Un bazar dello spaccio aperto 24 ore su 24 nei boschi di Rogeno, Colle Brianza, Nibionno, Bosisio Parini e Costa Masnaga, zone di confine tra Lecco, Como e Monza scelte per attirare più clienti.
Il capitano Giovanni Casamassima, comandante della compagnia di Merate, non usa mezzi termini: “Abbiamo documentato fino a 100 episodi di spaccio al giorno, con guadagni dai 3mila ai 5mila euro quotidiani. Abbiamo sequestrato un chilo di droga”. Un’organizzazione studiata nei minimi dettagli: auto noleggiate da prestanome, turni per presidiare le piazze di spaccio giorno e notte, machete e coltelli per difendersi, vedette per controllare il territorio, approvvigionamenti continui di cibo, acqua e droga per non chiudere mai. Un vero e proprio supermarket della morte, gestito da nordafricani che non hanno paura di nulla, nemmeno delle forze dell’ordine.

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E mentre i carabinieri fanno il possibile, arrestando quattro di questi criminali—uno già in carcere, due catturati a Saronno, uno a Costa Masnaga—i cittadini italiani pagano il prezzo più alto. Una donna sfregiata per sempre, un uomo che potrebbe non tornare mai più quello di prima, e tutto per qualche grammo di droga. Questi non sono “nuovi italiani”, sono feccia che non merita di stare qui. Il marocchino di 22 anni, come i suoi complici, è il prodotto di un’immigrazione fuori controllo, di seconde generazioni che non si integrano, che vedono l’Italia come un terreno di caccia dove spacciare, aggredire, distruggere vite.
Basta con questo schifo! Serve una risposta durissima: rimpatri di massa per tutti i “maranza” nordafricani che delinquono, senza eccezioni. Questo marocchino e la sua gang devono essere espulsi oggi stesso, rispediti da dove sono venuti, insieme alle loro famiglie. Basta con l’immigrazione islamica regolare: non possiamo più permettere che arrivino qui persone che non condividono i nostri valori e che crescono figli pronti a sfregiare e massacrare. I ricongiungimenti familiari vanno abrogati subito: abbiamo già abbastanza problemi senza importare altre famiglie che non si integrano. E la cittadinanza? Deve tornare allo ius sanguinis: essere italiano non è un pezzo di carta, è un’identità che questi criminali non avranno mai.
Il governo Meloni deve smettere di fare promesse e passare ai fatti: espulsioni immediate, chiusura dei confini, abrogazione delle leggi buoniste come la Zampa che proteggono i falsi minori stranieri. Una donna non può essere sfregiata, un uomo non può finire in coma per colpa di una gang nordafricana che spadroneggia nei nostri boschi. Nibionno, come tutta Italia, merita sicurezza, non machete e cocaina. Riprendiamoci la nostra terra, cacciamo questa feccia e facciamola finita! Ora!
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