Balwinder Singh, consigliere di CDX picchiava le figlie e le lasciava stuprare dal figlio
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Questa notizia non la troverete sui giornali di destra. Come non troverete quella del bengalese di FdI che vuole realizzare una mega moschea a Mestre. Noi, grazie chi è dietro di noi, non abbiamo padroni. Possiamo mostrare la realtà e attaccare anche i partiti che, almeno in teoria, dovrebbero difendere la nostra identità e il nostro futuro.

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Balwinder Singh: Chi È l’Uomo Dietro lo Scandalo di Brescia
Balwinder Singh, 49 anni, è un consigliere comunale di centrodestra a Brescia, eletto nel maggio 2023 nella lista “Fabio Rolfi Sindaco”, sostenuta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Di origini indiane, Singh vive a Brescia dal 2001 e si è presentato come un simbolo di integrazione, tanto da scegliere un nome italiano per la sua ultima figlia, “in modo che i coetanei lo imparassero con facilità”, come dichiarato al Corriere della Sera dopo la sua elezione. Tuttavia, dietro questa facciata istituzionale, le indagini della Squadra Mobile di Brescia hanno rivelato un quadro inquietante: Singh, insieme alla moglie, è accusato di maltrattamenti in famiglia nei confronti delle figlie, con violenze fisiche e psicologiche durate anni. Inoltre, il figlio 26enne, Lovepreet, è stato arrestato per violenza sessuale sulle sorelle, aggravando lo scandalo che ha sconvolto la città.
Brescia: Balwinder Singh e la Violenza Familiare – L’Immigrazione Incontrollata Porta il Caos!
Brescia è sotto shock, e l’Italia intera dovrebbe tremare di fronte a un caso che svela il fallimento dell’immigrazione incontrollata e dell’integrazione forzata. Balwinder Singh, 49 anni, consigliere comunale di centrodestra eletto nel 2023 nella lista “Fabio Rolfi Sindaco”, è stato smascherato come un padre padrone che, insieme alla moglie, ha inflitto anni di violenze fisiche e psicologiche alle figlie, di 23 e 17 anni. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il divieto di avvicinamento alle ragazze e l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico per la coppia, mentre il figlio 26enne, Lovepreet, è stato arrestato per violenza sessuale sulle sorelle. È un incubo che dimostra una verità scomoda: l’immigrazione da culture non assimilabili porta violenza, oppressione e caos nelle nostre città. Dobbiamo fermare questa deriva, prima che l’Italia diventi un luogo di terrore per i nostri figli!
Un Incubo Lungo Anni: Botte, Minacce e Umiliazioni
Le due figlie di Singh hanno vissuto un inferno fin dall’infanzia. Secondo la Procura, le ragazze sono state sottoposte a vessazioni costanti: insulti, percosse, minacce di morte, tutto per punire il loro desiderio di vivere all’occidentale e sfuggire alle rigide tradizioni imposte dal padre. La figlia maggiore, oggi 23enne, è riuscita a scappare grazie a un centro antiviolenza e ora vive con il fidanzato, mentre la minore, 17enne, ha trovato il coraggio di denunciare scrivendo un biglietto a un’insegnante, un gesto disperato che ha dato il via alle indagini. Singh e la moglie vietavano alle figlie di frequentare coetanei italiani, imponevano matrimoni combinati e arrivavano a negare loro l’acqua calda per lavarsi. Il padre ha persino espresso apprezzamento per l’omicidio di Saman Abbas, la giovane pakistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio forzato, definendolo “un’azione doverosa per preservare la reputazione sociale.” È un’ideologia barbara che non ha posto in Italia!
Punizioni Brutali: Coltelli, Bastoni e Minacce di Morte
Le punizioni inflitte da Singh erano spietate. Quando la figlia maggiore, alle scuole medie, fu sorpresa a usare Facebook per parlare con coetanei italiani, venne picchiata per giorni nel seminterrato, con la complicità della madre. Il padre le puntò un coltello alla gola, urlando: “Ti uccido se lo fai ancora!” Le botte con il bastone erano routine, e in un episodio Singh minacciò le figlie con un martello perché non avevano vinto un concorso religioso. La figlia minore subiva violenze per ogni “trasgressione”: tagliare i capelli, indossare abiti occidentali o non svolgere bene le faccende domestiche. Anche il rapporto tra le sorelle era ostacolato: per vedersi, dovevano ricorrere a sotterfugi, temendo ritorsioni. Quando i genitori seppero dell’udienza al Tribunale dei minori, accusarono le figlie di essere “vittime del demonio” e le intimorirono affinché ritrattassero.
Un’Orrore Familiare: Il Figlio Arrestato per Violenza Sessuale
L’inchiesta ha rivelato un ulteriore orrore: Lovepreet, 26 anni, figlio di Singh, è stato arrestato per violenza sessuale sulle sorelle. Il giovane è in carcere, mentre le indagini proseguono per chiarire le responsabilità familiari. È un quadro agghiacciante: una famiglia che, dietro la facciata di integrazione, ha vissuto secondo regole oppressive e violente, distruggendo l’infanzia e l’adolescenza delle figlie. Singh, che si presentava come promotore di rispetto e multiculturalismo, nascondeva un regime di terrore che ha sconvolto l’opinione pubblica e gettato ombre sulla sua figura politica.
L’Immigrazione Porta Violenza e Oppressione
Il caso di Balwinder Singh non è isolato, ma è la punta dell’iceberg di un’immigrazione incontrollata che sta portando caos e violenza nelle nostre città. A Roma, un immigrato arabo ha minacciato un italiano urlando: “Io non sono come te, sono arabo!” A Cremona, due ragazze cristiane sono state picchiate da coetanee musulmane perché mangiavano durante il Ramadan; a Modena, una studentessa è stata aggredita per aver rifiutato il velo; a Bologna, una quattordicenne è stata rasata a zero dai genitori per lo stesso motivo. A Monfalcone, un partito islamico guidato da Bou Konate promuove niqab e sharia; a Padova, una moschea abusiva in via Turazza terrorizza i residenti. È evidente: l’immigrazione da culture non assimilabili non porta integrazione, ma oppressione, violenza e rifiuto dei nostri valori. Singh, che vive in Italia dal 2001, non si è mai integrato: ha imposto alle figlie un regime di terrore per costringerle a vivere secondo tradizioni incompatibili con la nostra Costituzione.
Fermiamo l’Immigrazione: Riprendiamoci l’Italia!
Non possiamo più tollerare questa deriva. L’immigrazione incontrollata deve essere fermata: dobbiamo azzerare i flussi migratori da culture non assimilabili e introdurre lo ius sanguinis integrale, garantendo la cittadinanza solo a chi è italiano per sangue. Le scuole devono smettere di celebrare il Ramadan, come a Pioltello, e tornare a insegnare i valori cristiani; le piazze, come piazza Duca d’Aosta a Milano, non possono essere occupate per l’ifṭār. Le moschee abusive, come quella di via Turazza a Padova, devono essere chiuse, e chi non si integra deve essere espulso. Il caso di Singh è un monito: dietro la facciata di integrazione si nascondono violenza e oppressione. Brescia non può diventare un’enclave di terrore, e l’Italia non può piegarsi a chi rifiuta i nostri valori. Sveglia, italiani: riprendiamoci la nostra terra, prima che sia troppo tardi!
Solo rapporti anali perchè devono arrivare vergini al matrimonio, quindi è tutto a posto, loro sono più intelligenti degli altri…