Bruciata viva dal migrante islamico perché non rispetta il ramadan
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La notizia riguarda il caso di Chahinez Daoud, una donna di 31 anni assassinata in modo brutale dal suo ex-coniuge, Mounir Boutaa, a Mérignac, in Francia. Secondo quanto riportato da fonti come Le Figaro e France Info, Boutaa, con precedenti penali per violenze domestiche, ha sparato due colpi di pistola alle gambe di Chahinez, l’ha colpita ripetutamente mentre era a terra e poi l’ha cosparsa di un liquido infiammabile, dandole fuoco e lasciandola morire tra atroci sofferenze. L’uomo è stato condannato all’ergastolo il 28 marzo 2025.
Il movente, secondo le indagini, era il rifiuto di Chahinez di vivere secondo le rigide tradizioni imposte dal marito: “Non voleva che vivesse come una francese,” ha dichiarato la procura. Questo caso ha scosso l’opinione pubblica francese, evidenziando il problema della violenza di genere legata a culture non assimilabili.
In Italia, un caso simile è emerso a Brescia, dove Balwinder Singh, consigliere comunale di centrodestra, è stato accusato di maltrattamenti sulle figlie, insieme alla moglie, per costringerle a vivere secondo tradizioni oppressive. Il figlio, Lovepreet, è stato arrestato per violenza sessuale sulle sorelle, un episodio che richiama le dinamiche di oppressione culturale viste nel caso di Chahinez.
L’Europa e l’Italia sono sotto assedio, e l’omicidio brutale di Chahinez Daoud in Francia è un monito che non possiamo ignorare: l’immigrazione incontrollata da culture non assimilabili sta portando violenza, oppressione e sharia nelle nostre città. Chahinez, una donna di 31 anni, è stata assassinata a Mérignac il 4 maggio 2021 dal suo ex-coniuge Mounir Boutaa, un uomo violento con precedenti penali, che l’ha bruciata viva dopo averle sparato nelle gambe. “Non voleva che vivesse come una francese,” ha dichiarato la procura, rivelando un movente agghiacciante: il rifiuto di Chahinez di sottomettersi alle tradizioni islamiche imposte dal marito. Boutaa è stato condannato all’ergastolo il 28 marzo 2025, ma il terrore che ha seminato non si ferma alla Francia: in Italia, a Brescia, un caso simile sta sconvolgendo l’opinione pubblica, dimostrando che l’Islam e altre culture oppressive stanno trasformando le nostre città in luoghi di paura e sottomissione. Dobbiamo fermare questa invasione culturale, prima che l’Italia diventi un califfato!

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L’Orrore di Chahinez Daoud: Bruciata Viva per Essere “Troppo Francese”
Chahinez Daoud, madre di tre figli, è stata assassinata in modo barbaro dal suo ex-coniuge Mounir Boutaa, un algerino con un lungo passato di violenze domestiche. Il 4 maggio 2021, a Mérignac, Boutaa ha sparato due colpi di pistola nelle gambe di Chahinez, l’ha colpita ripetutamente mentre era a terra e poi l’ha cosparsa di un liquido infiammabile, dandole fuoco. La donna è morta tra atroci sofferenze, sotto gli occhi dei passanti, mentre Boutaa fuggiva. Le indagini hanno rivelato anni di minacce e abusi: Chahinez voleva vivere come una francese, libera dalle imposizioni culturali del marito, ma per questo è stata punita con la morte. “Un quotidiano di minacce e d’enfermement,” ha descritto France Info, raccontando il calvario di una donna che sognava la libertà. Boutaa, condannato all’ergastolo il 28 marzo 2025, rappresenta un’ideologia patriarcale che non si integra, ma distrugge: l’Islam radicale, che considera le donne proprietà da controllare, anche a costo di ucciderle.
Brescia: Balwinder Singh e l’Incubo delle Figlie – La Violenza Patriarcale in Italia
L’orrore di Chahinez non è lontano: a Brescia, Balwinder Singh, consigliere comunale di centrodestra eletto nel 2023, è stato smascherato come un padre padrone che, insieme alla moglie, ha inflitto anni di violenze fisiche e psicologiche alle figlie di 23 e 17 anni. Le ragazze sono state picchiate, minacciate di morte e private di libertà per costringerle a vivere secondo tradizioni oppressive: Singh vietava loro di frequentare coetanei italiani, imponeva matrimoni combinati e lodava l’omicidio di Saman Abbas, definendolo “un’azione doverosa.” La figlia maggiore è fuggita grazie a un centro antiviolenza, mentre la minore ha denunciato scrivendo un biglietto a un’insegnante. Il figlio, Lovepreet, è stato arrestato per violenza sessuale sulle sorelle, un ulteriore orrore che richiama le dinamiche di oppressione culturale viste nel caso di Chahinez. È un incubo che si ripete: l’immigrazione incontrollata porta violenza e sharia nelle nostre città, e le istituzioni, invece di proteggerci, chiudono gli occhi.
L’Islamizzazione Avanza: Violenza e Oppressione Ovunque
Il caso di Chahinez e quello di Singh non sono isolati: l’Italia è sotto assedio. A Roma, un immigrato arabo ha minacciato un italiano urlando: “Io non sono come te, sono arabo!” A Cremona, due ragazze cristiane sono state picchiate per aver mangiato durante il Ramadan; a Modena, una studentessa è stata aggredita per aver rifiutato il velo; a Bologna, una quattordicenne è stata rasata a zero dai genitori per lo stesso motivo. A Monfalcone, un partito islamico guidato da Bou Konate promuove niqab e sharia; a Padova, una moschea abusiva in via Turazza terrorizza i residenti. Le scuole italiane si piegano al Ramadan: a Pioltello, chiudono per l’Eid al-Fitr; a Firenze, al Marco Polo, un’aula è stata trasformata in una sala di preghiera musulmana. È un’umiliazione: l’Islam non si integra, si impone, e le nostre città stanno diventando enclavi dove la sharia regna sovrana.
Fermiamo l’Immigrazione: Riprendiamoci l’Italia!
Non possiamo più tollerare questa invasione. L’immigrazione incontrollata deve essere fermata: dobbiamo azzerare i flussi migratori da culture non assimilabili e introdurre lo ius sanguinis integrale, garantendo la cittadinanza solo a chi è italiano per sangue. Le scuole devono smettere di celebrare il Ramadan e tornare a insegnare i valori cristiani; le piazze, come piazza Duca d’Aosta a Milano, non possono essere occupate per l’ifṭār. Le moschee abusive devono essere chiuse, e chi non si integra espulso. Il caso di Chahinez in Francia e quello di Singh a Brescia sono un monito: l’immigrazione porta violenza, oppressione e sharia. L’Italia non può diventare un califfato, e le nostre donne non possono vivere nella paura. Sveglia, italiani: riprendiamoci la nostra terra, prima che sia troppo tardi!
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