Cucchi contro i carabinieri, sinistra sempre dalla parte degli spacciatori africani

V
By V marzo 29, 2025 17:47

Cucchi contro i carabinieri, sinistra sempre dalla parte degli spacciatori africani

Il “ragazzo” che è stato atterrato da un carabiniere durante l’arresto per il quale Cucchi e i media sinistrati protestano è un gambiano venditore di morte, beccato a spacciare crack, aveva 8 dosi in bocca. Per quanto ci riguarda andrebbe applicato il metodo Duterte, altro che ‘arresto’.

Su questa notizia:

Giornalista sinistra difende spacciatore dai carabinieri mentre lo arrestano: “E’ un povero migrante”

Non poteva non intervenire la Cucchi. La sinistra è sempre dalla parte dei delinquenti stranieri.

Ilaria Cucchi e la Crociata per i Criminali Stranieri: Quando la Legge Diventa un Optional

Ilaria Cucchi colpisce ancora. La senatrice, ormai nota più per la sua ossessione di difendere chiunque abbia un problema con le forze dell’ordine che per altro, ha trovato l’ennesimo caso da cavalcare: un 34enne gambiano, spacciatore e resistente, spinto a terra da un carabiniere durante un arresto. Il video, rilanciato con il solito tono da martire della giustizia sui social, è accompagnato da un’accusa pesante: “Picchiato dai carabinieri dopo l’arresto”. E, ciliegina sulla torta, il tentativo di “intimidire una testimone”, una giornalista, che avrebbe sventato il piano malvagio dei militari. Peccato che, come al solito, la realtà sia ben diversa dal racconto lacrimoso della Cucchi.

I fatti, quelli veri, parlano chiaro. Siamo al mercato Esquilino, Roma, una delle tante zone della capitale trasformate in supermarket della droga grazie a un’immigrazione fuori controllo. Il gambiano in questione non è un povero “migrante” in fuga dalla miseria, ma uno spacciatore colto in flagrante mentre cedeva crack a un italiano.

Otto dosi sputate a terra per disfarsene, resistenza ai carabinieri, strattoni e una fuga verso piazzale Tiburtino prima di essere fermato. Questo è il contesto che la senatrice omette, preferendo dipingere il criminale come vittima e i carabinieri come carnefici. La spinta ripresa nel video? La fase finale di un intervento contro un soggetto che non aveva alcuna intenzione di collaborare. Altro che “pestaggio”: qui si parla di un arresto, convalidato dalla magistratura, per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.

Eppure, per Ilaria Cucchi, la colpa è sempre e solo dei carabinieri. Non importa che il gambiano sia un delinquente recidivo, non importa che le forze dell’ordine rischino la vita ogni giorno per arginare il degrado che lei stessa contribuisce a giustificare con i suoi proclami. No, per lei gli immigrati che spacciano, rubano o aggrediscono hanno sempre ragione, purché possano essere usati come arieti contro chi indossa una divisa. “Le cause sono sotto i nostri occhi da decenni”, scrive, puntando il dito contro chi osa chiamare i clandestini per quello che sono o le migrazioni incontrollate un’invasione. Ma quali cause, senatrice? Quelle di un sistema che permette a soggetti come questo gambiano di girare indisturbati, trasformando quartieri in zone franche della criminalità?

La Cucchi non si limita a difendere l’indifendibile: attacca lo Stato di diritto che dice di voler proteggere. I carabinieri, che lei dipinge come bestie selvagge, sono gli stessi che tengono in piedi un Paese allo sbando, mentre lei, dal suo scranno parlamentare, si erge a paladina di chi lo Stato lo calpesta. Il video, acquisito per le verifiche del caso, dirà la sua verità, ma il copione è sempre lo stesso: un frame estrapolato, un’accusa sparata a zero e nessuna parola sul crimine che ha scatenato tutto. La giornalista Isabella De Silvestro, che si vanta di aver “fermato il pestaggio” con il suo cellulare, è solo un altro tassello di questa narrazione tossica, dove il sensazionalismo prevale sui fatti.

Basta con questa ipocrisia. Ilaria Cucchi non è una voce della giustizia, ma una cheerleader di chi delinque, purché straniero. La sua crociata contro i carabinieri non solo scredita chi ci difende, ma legittima un degrado che gli italiani subiscono ogni giorno. Il gambiano non è una vittima della “legge della giungla”, ma un predatore che ha scelto di vivere al di sopra della legge. E lei, invece di chiedere più sicurezza e rigore, preferisce piangere sul suo destino, ignorando le vere vittime: i cittadini onesti, le famiglie, le donne che non possono più girare serene in città infestate dalla criminalità che lei protegge.

È ora di smetterla con questa farsa. I carabinieri meritano rispetto, non diffamazione. E gli italiani meritano una classe politica che li difenda, non che li abbandoni in nome di un’ideologia malata. Ilaria Cucchi può continuare a rilanciare video e a scrivere post strappalacrime, ma la verità è una sola: il suo “Stato di diritto” è un lasciapassare per chi ci sta distruggendo. E noi non ci stiamo più.

Cucchi contro i carabinieri, sinistra sempre dalla parte degli spacciatori africani ultima modifica: 2025-03-29T17:47:05+00:00 da V
V
By V marzo 29, 2025 17:47
Write a comment

2 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell marzo 29, 19:58

    Quella malata di mente dovrebbe passare una notte in un centro di raccolta baluba, poi la mattina dopo la gang bang vediamo se da la colpa a Salvini o agli Alpini…

    Reply to this comment
  2. S.C. marzo 30, 09:28

    Ma questa è tante altre non hanno niente da fare? Forse un corso di cucina?

    Reply to this comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*