Immigrato Minaccia: “Io Non Sono Come Te, Sono Arabo”

V
By V marzo 29, 2025 17:31

Immigrato Minaccia: “Io Non Sono Come Te, Sono Arabo”

Immigrato Minaccia: “Io Non Sono Come Te, Sono Arabo” – L’Integrazione Fallita e l’Islamizzazione Che Avanza!
Un episodio inquietante conferma ciò che molti cittadini denunciano da anni: l’integrazione con alcune culture, in particolare quelle islamiche, è un’utopia. Un immigrato arabo, durante un alterco a Roma, ha minacciato un italiano urlando: “Io non sono come te, sono arabo!”.

Sono un grido di sfida che rivela una verità scomoda: non esiste integrazione per culture non assimilabili. Questo episodio non è isolato, ma è l’ennesima prova di un’islamizzazione che sta trasformando le nostre città in enclavi dove la sharia regna sovrana e gli italiani vivono nella paura. È ora di dire basta: l’Italia non può diventare un califfato, e dobbiamo fermare questa invasione culturale prima che sia troppo tardi!

“Io Non Sono Come Te, Sono Arabo”: La Minaccia di Roma

L’episodio è avvenuto a Roma, in una strada del quartiere Esquilino, noto per la massiccia presenza di immigrati. Secondo quanto riportato su X, un immigrato arabo, durante un alterco con un cittadino italiano, ha urlato: “Io non sono come te, sono arabo!” La frase non è solo una minaccia, ma un’ammissione di rifiuto dell’integrazione. L’uomo, che non parlava fluentemente italiano nonostante vivesse in Italia da anni, ha dimostrato un’arroganza che è tipica di chi non vuole assimilarsi, ma imporre la propria cultura. Questo episodio non è un caso isolato: a Cremona, due ragazze cristiane sono state picchiate da coetanee musulmane perché mangiavano durante il Ramadan; a Bolzano, migranti islamici hanno aggredito chi non rispettava il digiuno; a Padova, in via Turazza, una moschea abusiva terrorizza i residenti con minacce di morte. È chiaro: l’Islam non si integra, si impone, e gli italiani sono costretti a vivere nella paura.

Culture Non Assimilabili: L’Integrazione È un Fallimento

Le parole dell’immigrato arabo a Roma confermano una verità che la sinistra rifiuta di accettare: non esiste integrazione con culture non assimilabili. L’Islam, con la sharia, promuove valori incompatibili con la nostra Costituzione: poligamia, sottomissione delle donne, negazione della libertà religiosa. A Monfalcone, un partito islamico guidato da Bou Konate si è presentato alle elezioni, promuovendo niqab e sharia; a Mestre, i bengalesi stanno costruendo una mega-moschea con minareto; a Firenze, 30.000 musulmani pregano ogni sera in 500. Le scuole italiane si piegano al Ramadan: a Pioltello, chiudono per l’Eid al-Fitr; a Firenze, al Marco Polo, un’aula è stata trasformata in una sala di preghiera musulmana; a Savona, il preside ha chiesto di evitare “abiti disinvolti” per non offendere la sensibilità islamica. È un’umiliazione: le nostre città, le nostre scuole, le nostre strade non sono più italiane, ma islamiche, e chi osa opporsi viene minacciato, come a Roma.

La Sinistra Complice: Un Tradimento Imperdonabile

La sinistra, con la sua ossessione per il multiculturalismo, è complice di questa deriva. A Roma, il Comune ha ignorato per anni le proteste contro le moschee abusive; a Milano, Sala ha patrocinato l’ifṭār in piazza Duca d’Aosta; a Monfalcone, il PD cerca i voti della comunità bengalese mentre denuncia il “radicalismo” di Konate. È un’ipocrisia sconcertante: la sinistra ha favorito l’immigrazione incontrollata, concedendo cittadinanze a chi non parla italiano e non condivide i nostri valori, e ora ne paghiamo le conseguenze. Le enclavi musulmane, come quella di via Turazza a Padova, sono fuori dal controllo delle istituzioni, covi di radicalismo dove si annidano potenziali terroristi, come già accaduto a Milano. La sinistra sta svendendo l’Italia per un pugno di voti, mentre gli italiani vivono nella paura.

Vietiamo l’Islamizzazione: Riprendiamoci l’Italia!

Non possiamo più tollerare questa invasione. In nome della nostra Costituzione, dobbiamo vietare le celebrazioni islamiche su suolo pubblico, chiudere le moschee abusive e azzerare l’immigrazione islamica regolare. Le scuole devono smettere di celebrare il Ramadan e tornare a insegnare i valori cristiani; le piazze devono ospitare processioni cristiane, non ifṭār. L’Islam non si integra, si impone, e le minacce come quella di Roma lo dimostrano: “Io non sono come te, sono arabo” non è un grido di diversità, ma di supremazia. Dobbiamo espellere chi non si integra e tornare allo ius sanguinis integrale, garantendo la cittadinanza solo a chi è italiano per sangue. Roma, Monfalcone, Padova non possono diventare califfati, e l’Italia non può piegarsi alla sharia. Sveglia, italiani: riprendiamoci la nostra terra, la nostra cultura, la nostra libertà, prima che sia troppo tardi!

Immigrato Minaccia: “Io Non Sono Come Te, Sono Arabo” ultima modifica: 2025-03-29T17:31:03+00:00 da V
V
By V marzo 29, 2025 17:31
Write a comment

2 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell marzo 29, 19:55

    Quattro bastonate in faccia ai due frocetti e diventano cristiani, in punto di morte possono essere battezzati da chiunque…

    Reply to this comment
  2. Steobaldo marzo 30, 12:38

    ma certo che ha ragione! Lui è arabo ovvero un fotticapre, sterco di cammello e certo non è come noi e soprattutto noi non siamo come loro…basta guardarli in faccia a ascoltare le fonazioni che escono da quelle fogne che hanno in gola

    Reply to this comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*