Ancora ragazzi accoltellati da immigrati, Milano è fuori controllo: non per le ronde
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Milano e l’Italia sotto assedio: l’insicurezza dilaga per colpa dell’immigrazione incontrollata
Milano, un tempo simbolo di progresso e modernità, sta sprofondando in un clima di paura e violenza che sembra non trovare argini. L’ultimo episodio, avvenuto nella notte tra lunedì 31 marzo e martedì 1° aprile, è solo l’ennesima goccia in un vaso già traboccante: un ragazzo di 26 anni è stato brutalmente aggredito e accoltellato al petto in via Padova, una delle zone più martoriate della città. Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Niguarda, è vivo per miracolo, ma la sua vicenda è la tragica testimonianza di un’Italia sempre più ostaggio della criminalità, spesso legata a un’immigrazione fuori controllo.
Secondo quanto denunciato alla polizia, i responsabili due immigrati, descritti come sudamericani tra i 25 e i 30 anni, che hanno tentato di rapinare il 26enne. Di fronte al suo rifiuto di cedere, non hanno esitato a sfoderare un coltello e a colpirlo al torace, lasciandolo sanguinante in mezzo alla strada. Solo la prontezza del ragazzo, che è riuscito a chiamare i soccorsi con il telefono che i malviventi non sono riusciti a strappargli, ha evitato una tragedia ancora più grave. Stabilizzato dai sanitari, è stato portato in ospedale sveglio e cosciente, ma il terrore di quella notte resterà scolpito nella sua memoria e in quella di una città ormai allo stremo.
E non è un caso isolato. Poche ore prima, a Cinisello Balsamo, un uomo di 42 anni è stato accoltellato all’addome in via Matteotti, finendo al San Gerardo di Monza. Anche qui, i carabinieri indagano, ma il copione sembra sempre lo stesso: aggressioni, coltellate, ospedali. E mentre le autorità cercano di fare luce su questi episodi, un altro fenomeno inquietante emerge all’orizzonte: le ronde di Articolo52, gruppi di cittadini che, stanchi di aspettare risposte dallo Stato, si organizzano per pattugliare le strade. La polizia le sta monitorando, ma la loro esistenza è il segnale di un disagio profondo, di una sfiducia totale nelle istituzioni.

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Cosa sta succedendo all’Italia? Milano, cuore pulsante del Paese, è diventata un campo di battaglia dove la sicurezza è un lusso che in troppi non possono più permettersi. Via Padova, come tante altre periferie, è un simbolo di degrado e abbandono, dove la presenza di immigrati senza controllo alimenta una spirale di violenza che colpisce i cittadini onesti. Rapine, accoltellamenti, aggressioni: ogni giorno la cronaca ci restituisce un bollettino di guerra, e le autorità sembrano incapaci di arginare il fenomeno. La domanda sorge spontanea: fino a quando dovremo vivere con la paura di uscire di casa?
L’immigrazione incontrollata è il convitato di pietra di questa crisi. Non si tratta di criminalizzare un’intera categoria, ma di riconoscere una realtà che i numeri e i fatti urlano a gran voce: molti dei reati più gravi, dalle rapine agli stupri, vedono coinvolti stranieri, spesso privi di documenti o di un percorso di integrazione. Le politiche lassiste degli ultimi anni hanno trasformato l’Italia in una terra di nessuno, dove la legge è un optional e la sicurezza un ricordo lontano. E mentre il sangue scorre nelle strade di Milano, le istituzioni balbettano, incapaci di offrire soluzioni concrete.
Le ronde di Articolo52, che le autorità stanno ora indagando, sono il grido disperato di chi non si sente più protetto. È giusto? È sbagliato? Non spetta a noi dirlo. Ma una cosa è certa: quando i cittadini si armano e scendono in strada, significa che lo Stato ha fallito. Milano e l’Italia intera meritano di più: meritano ordine, sicurezza, e un futuro in cui non si debba temere un coltello dietro l’angolo. Se non si agisce ora, il baratro è vicino. E il prossimo codice rosso potrebbe non avere un lieto fine.
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