Ilaria Sula, mamma Pamela: “Messa in valigia come mia figlia dal solito immigrato

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By V aprile 2, 2025 12:49

Ilaria Sula, mamma Pamela: “Messa in valigia come mia figlia dal solito immigrato

“Messa in valigia come mia figlia, fa male”: il grido delle madri contro un’Italia invasa

“Fa male. Ancora una ragazza uccisa, messa in una valigia come la mia Pamela”. È un sussurro rotto dal dolore quello di Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne massacrata e smembrata, i cui resti furono abbandonati in due trolley a Macerata nel 2018. Oggi, a parlare all’Adnkronos, Alessandra rivive l’orrore davanti al caso di Ilaria Sula, un’altra giovane ritrovata in una valigia a Roma. “Vorrei solo abbracciare i genitori, un altro papà e un’altra mamma che come me si sono presi una condanna a vita senza colpe e senza sconti”, ha aggiunto, con la voce che trema di rabbia e impotenza.

E poi c’è Gianluca Causo, papà di Michelle, la 17enne accoltellata e gettata come spazzatura in un carrello a Primavalle due anni fa: “Mia figlia buttata in un carrello tra i rifiuti, ogni volta muoio di nuovo”. Due genitori distrutti, uniti da un filo rosso di sangue e da un Paese che sembra aver perso ogni controllo, travolto da un’immigrazione che semina morte e disperazione.

“Chi ha tolto la vita a queste figlie, deve stare in carcere a vita – ha ribadito Alessandra -. Facciano leggi più dure. Specialmente per questi ragazzi, nati in paesi dove reati del genere si scontano sul serio e magari ci pensano bene a violentare o uccidere. Qui in Italia sembra tutto concesso, se non si interviene in questo senso, non so dove arriveremo. Si rischia la guerra civile tra chi uccide e chi deve farsi giustizia da solo. E mi auguro non accada mai”. Parole che pesano come macigni, un appello disperato contro un sistema che protegge i carnefici e abbandona le vittime.

L’Italia è un campo di battaglia, e i responsabili hanno sempre lo stesso volto: immigrati e loro figli, cresciuti in una nazione che non rispettano, che trasformano in un cimitero a cielo aperto. Pamela, violentata e fatta a pezzi da un nigeriano, Innocent Oseghale; Michelle, massacrata da un cingalese; e ora Ilaria, un altro nome da aggiungere alla lista infinita delle nostre figlie sacrificate. È il frutto marcio di un’immigrazione senza regole, di un’integrazione fallita che ha aperto le porte a barbari senza scrupoli. Qui non si punisce, si perdona: sconti di pena, riti abbreviati, leggi molli che trasformano ergastoli in vacanze di pochi anni. E intanto, i genitori muoiono ogni giorno, condannati a un dolore eterno.

Basta con questa follia. Serve una rivoluzione: ergastolo vero, espulsioni immediate, frontiere sigillate. Questi “ragazzi” che Alessandra denuncia, venuti da terre dove la violenza è legge, non meritano la nostra pietà, ma il nostro pugno di ferro. L’Italia non può diventare una giungla dove i cittadini si armano per difendersi, ma è esattamente lì che stiamo andando. Le parole di Alessandra e Gianluca non sono solo un lamento: sono un ultimatum. Fermiamo l’invasione, o sarà guerra.

Ilaria Sula, mamma Pamela: “Messa in valigia come mia figlia dal solito immigrato ultima modifica: 2025-04-02T12:49:50+00:00 da V
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