Milano, ronde Articolo52 forzano autorità ad arrestare 50 maranza – VIDEO
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Milano ostaggio delle baby gang di seconda generazione: 50 arresti dopo le ronde di Articolo 52. Basta ricongiungimenti familiari, torniamo allo ius sanguinis!
Milano è una città sotto assedio, e i responsabili hanno un volto chiaro: le baby gang composte da italiani di seconda generazione, figli di immigrati che, lungi dall’integrarsi, hanno trasformato le nostre strade e metropolitane in un far west di violenza e crimine. Nella mattinata di mercoledì 2 aprile 2025, la polizia ha finalmente agito con un maxiblitz, arrestando 50 giovanissimi, molti dei quali minorenni, tutti italiani di seconda generazione. Un’operazione che arriva dopo le crescenti proteste dei cittadini e la nascita delle ronde di Articolo 52, un segnale evidente che le autorità sono state costrette a muoversi solo di fronte alla pressione popolare. Ma non basta: è ora di dire basta a questa deriva, abrogare i ricongiungimenti familiari e tornare allo ius sanguinis per fermare un’immigrazione che sta distruggendo l’Italia.
Un’operazione tardiva: la polizia si muove solo dopo Articolo 52
L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni, ha smantellato una rete criminale dedita a rapine in strada, nelle stazioni della metro e sui mezzi pubblici. Diciotto dei 50 arrestati sono minorenni, e per molti è scattata la custodia cautelare in carcere o il fermo disposto dal pm. Le accuse sono pesanti: associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio. La base operativa era una casa popolare abusivamente occupata nel quartiere San Siro, un’area ormai fuori controllo, dove la refurtiva – spesso oro – veniva riciclata e poi spedita in Romania da una famiglia di origine romena, anch’essa arrestata. A fare da tramite, una ragazza italiana di seconda generazione di 17 anni e un cittadino libico di 21 anni, ennesima prova di un’integrazione fallita.
Ma non illudiamoci: questo blitz, per quanto necessario, è solo un cerotto su una ferita che sanguina da anni. Le autorità si sono mosse solo dopo che i cittadini, esasperati, hanno dato vita alle ronde di Articolo 52, gruppi di vigilanza che pattugliano le strade di Milano per sopperire all’inerzia dello Stato. È inaccettabile che si debba arrivare a questo punto per vedere un’azione concreta. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha elogiato l’operazione, parlando di “impegno concreto per la sicurezza”. Ma dove era questo impegno mentre le nostre città venivano messe a ferro e fuoco da bande di giovani che, pur essendo nati qui, non hanno alcun rispetto per la nostra cultura e le nostre leggi?
Italiani di seconda generazione: un fallimento totale
Gli arrestati sono tutti italiani di seconda generazione, figli di immigrati che hanno beneficiato di politiche migratorie scellerate. Non si tratta di un caso isolato: queste baby gang sono il prodotto di un sistema che ha concesso tutto – dai ricongiungimenti familiari alla cittadinanza facile – senza pretendere nulla in cambio. Il risultato? Giovani che parlano la nostra lingua ma non condividono i nostri valori, che vedono nell’Italia non una patria, ma un terreno di caccia. Le rapine, spesso violente, sono solo la punta dell’iceberg: dietro c’è un sistema di ricettazione e riciclaggio che coinvolge intere famiglie straniere, come quella romena arrestata, che spediva l’oro rubato all’estero per farlo sparire.
Questo non è più tollerabile. L’Italia non può essere un porto franco per chi viene qui a delinquere, né per i loro figli che, pur essendo formalmente italiani, si comportano come predatori. La sicurezza dei cittadini deve tornare al primo posto, e per farlo servono misure drastiche: abrogare immediatamente i ricongiungimenti familiari, che hanno permesso l’arrivo indiscriminato di persone senza controllo, e tornare allo ius sanguinis, abolendo lo ius soli. La cittadinanza non può essere un regalo automatico: deve essere meritata, e chi delinque deve essere espulso, senza eccezioni, insieme alla propria famiglia. Basta con le politiche buoniste che ci hanno portato a questo disastro.
Un appello al governo: agite o sarà il caos
Le ronde di Articolo 52 sono il grido di un popolo stanco di vivere nella paura. Se lo Stato non è in grado di garantire sicurezza, i cittadini si organizzeranno da soli, e questo non può che portare a un’escalation di tensione. Il blitz di oggi è un primo passo, ma non basta. Serve una svolta radicale: chiusura delle frontiere, espulsioni di massa per i delinquenti stranieri e per i loro figli di seconda generazione che non rispettano le nostre leggi, e una riforma della cittadinanza che metta fine a questo scempio. L’Italia appartiene agli italiani, non a chi la usa come un bottino da saccheggiare. Se il governo non agirà con fermezza, il rischio è che la rabbia popolare esploda, e allora nessuno potrà fermare il caos. È ora di scegliere: o si sta con i cittadini onesti, o si sta con i criminali. Non c’è più tempo per le mezze misure.
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