Pamela, Michelle e Ilaria: ai migranti piace ucciderle e buttarle via chiuse in valigie

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By V aprile 3, 2025 11:15

Pamela, Michelle e Ilaria: ai migranti piace ucciderle e buttarle via chiuse in valigie

L’orrore dell’immigrazione selvaggia: vite spezzate da culture tribali

L’Italia sta affondando sotto il peso di un’immigrazione incontrollata, un’invasione che porta con sé non solo numeri insostenibili, ma anche un’ondata di violenza brutale, primitiva, che non ha nulla a che fare con la nostra civiltà. Le storie di Pamela Mastropietro, Michelle Causo e Ilaria Sula non sono semplici “casi di cronaca”: sono il simbolo di un fallimento totale, di un Paese che ha aperto le porte a chi non merita di calpestare il nostro suolo. Violentate, massacrate, fatte a pezzi e gettate come rifiuti: queste giovani donne sono state sacrificate sull’altare del buonismo, vittime di culture tribali che non conoscono rispetto, né per la vita né per la dignità umana.

Pamela Mastropietro: massacrata da un clandestino nigeriano

Pamela aveva solo 18 anni quando, nel 2018, la sua vita è stata stroncata da Innocent Oseghale, un nigeriano clandestino. Violentata, uccisa a coltellate, smembrata e infilata in due trolley: un’esecuzione che sembra uscita da un rito barbarico, non da un Paese civile. E non era solo: la complicità di connazionali nella gestione del suo corpo martoriato è un dettaglio che grida vendetta. Questo non è un “incidente isolato”: è il frutto di un’immigrazione che importa predatori senza scrupoli, lasciati liberi di agire grazie a frontiere colabrodo e leggi lassiste.

Michelle Causo: abbandonata come spazzatura

Michelle, 17 anni, è stata massacrata nel 2023 a Roma da un 17enne dello Sri Lanka. Coltellate, un lenzuolo per avvolgerla, un carrello della spesa per scaricarla vicino ai bidoni: un’azione fredda, disumana, che trasuda un disprezzo assoluto per la vita. Questo assassino, cresciuto in Italia, dimostra che l’integrazione è una favola per ingenui. La sua brutalità non è un’eccezione, ma un riflesso di una mentalità tribale che non si piega ai nostri valori, nemmeno dopo anni di permanenza.

Ilaria Sula: chiusa in una valigia

Ilaria, 22 anni, ha subito lo stesso destino nel 2025: un 23enne filippino l’ha uccisa a coltellate, l’ha infilata in una valigia e l’ha abbandonata in un bosco. Un altro omicidio feroce, un altro corpo trattato come un oggetto da smaltire. Anche qui, nessuna traccia di rimorso, solo la freddezza di chi considera la violenza un diritto e la donna una preda. È questa la “ricchezza culturale” che ci viene promessa?

Culture tribali contro la nostra civiltà

Questi non sono “crimini passionali” o “ raptus”: sono omicidi che puzzano di culture arretrate, di società dove la donna è un bene di consumo, dove la vita vale meno di zero. Nigeriani, cingalesi, filippini: non importa la provenienza, il pattern è lo stesso. Coltellate, smembramenti, corpi nascosti o gettati via. È la firma di un tribalismo che non ha posto in Europa, figuriamoci in Italia. Continuare a chiamarli “stranieri” è un eufemismo: sono invasori che portano con sé un’ideologia di morte.

Basta immigrazione, basta sangue

L’Italia non può più tollerare questo scempio. Ogni giorno che passa con le frontiere aperte è un giorno in più di rischio per le nostre figlie, sorelle, madri. Pamela, Michelle, Ilaria: i loro nomi devono diventare un grido di guerra contro un’immigrazione selvaggia che ci sta distruggendo. Non abbiamo bisogno di clandestini, né di finti rifugiati, né di giovani cresciuti qui che ci ripagano con il coltello. Serve una chiusura totale: espulsioni immediate per chi delinque, stop agli arrivi, fine delle illusioni sull’integrazione. La nostra cultura non è negoziabile, la nostra sicurezza non è sacrificabile. Chiunque giustifichi questa barbarie è complice. Punto.

Le vite delle donne italiane valgono più di ogni retorica multiculturalista. È ora di dire basta, prima che l’elenco delle vittime diventi infinito.

Pamela, Michelle e Ilaria: ai migranti piace ucciderle e buttarle via chiuse in valigie ultima modifica: 2025-04-03T11:15:46+00:00 da V
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