Processano papà Michelle Causo: ha disturbato madre cingalese dell’assassino di sua figlia

V
By V aprile 3, 2025 10:33

Processano papà Michelle Causo: ha disturbato madre cingalese dell’assassino di sua figlia

Vergogna italiana: il padre di Michelle a processo, la madre dell’assassino cingalese protetta

È un insulto che brucia, un’ingiustizia che grida vendetta. Gianluca Causo, padre di Michelle, la 17enne massacrata a coltellate e gettata come spazzatura in un carrello della spesa a Primavalle il 28 giugno 2023, sarà trascinato in un’aula di tribunale mercoledì prossimo. Non per chiedere giustizia per la figlia, no. Ma come imputato, accusato di stalking dalla madre dell’assassino, un cingalese che ha spezzato la vita di Michelle con una ferocia disumana. Il motivo? Alcune telefonate, poche, disperate, fatte da un padre distrutto dopo aver visto le foto del corpo della sua bambina, riversa in un lago di sangue, avvolta in una coperta e abbandonata tra i rifiuti due giorni dopo il suo diciassettesimo compleanno.

La denuncia arriva da una donna di 55 anni, originaria dello Sri Lanka, madre del ragazzo che ha attirato Michelle in casa con una scusa, l’ha accoltellata a morte e poi l’ha trascinata in strada come un sacco dell’immondizia.

Questa donna, che ha cresciuto un mostro capace di tanto, non ha tollerato lo sfogo di Gianluca. Il 11 e il 25 ottobre 2023, a quattro mesi dal delitto, lui l’ha chiamata, l’ha definita “la madre dell’assassino”, l’ha accusata di non aver educato quel figlio che ora sconta una pena ridicola a oltre 500 chilometri da Roma. E lei, invece di chinare il capo per la vergogna, ha avuto il coraggio di querelarlo, di trascinarlo in tribunale, di rivoltare il coltello nella piaga di un uomo già condannato a vita dal dolore.

È questo il Paese in cui viviamo? Un’Italia dove un padre straziato, che ha visto la figlia massacrata da un immigrato di seconda generazione, viene messo alla gogna per aver osato alzare la voce? Quelle telefonate non erano stalking, erano il grido di un uomo a cui è stato strappato tutto, un urlo contro un sistema che protegge i carnefici e i loro complici silenziosi. Perché sì, quella madre qualcosa dovrà pur rispondere: come si cresce un figlio che a 17 anni accoltella una ragazza e la butta tra i secchioni? Come si vive sapendo che il sangue di Michelle è anche sulle mani di chi non ha saputo fermarlo?

VERIFICA NOTIZIA


E invece no, l’Italia dei buonisti e delle leggi molli sceglie di difendere lei, una donna venuta da lontano, simbolo di un’immigrazione che ci sta soffocando. Il suo ragazzo, un cingalese cresciuto qui, ha avuto sconti di pena, riti abbreviati, una condanna che sa di beffa: 20 anni, forse meno, mentre Gianluca Causo sconta l’ergastolo del lutto. E ora, ciliegina sulla torta, deve pure difendersi in tribunale da chi ha allevato l’assassino di sua figlia. È un abominio, un rovesciamento della giustizia che fa ribollire il sangue.

Basta con questa follia. L’immigrazione incontrollata ci sta distruggendo: porta nelle nostre case individui senza valori, senza rispetto, che ci ripagano con violenza e morte. E il sistema? Il sistema li coccola, li giustifica, li protegge, mentre i cittadini italiani vengono calpestati, umiliati, processati per aver osato ribellarsi. Gianluca Causo non merita un’aula di tribunale, merita rispetto, merita giustizia. Serve un giro di vite: pene durissime, espulsioni immediate per chi delinque e per le loro famiglie, chiusura delle frontiere. Michelle è morta, ma il suo sangue non può essere dimenticato: è ora di dire basta a un’Italia che punisce le vittime e premia i carnefici.

Processano papà Michelle Causo: ha disturbato madre cingalese dell’assassino di sua figlia ultima modifica: 2025-04-03T10:33:43+00:00 da V
V
By V aprile 3, 2025 10:33
Write a comment

1 Comment

  1. Ul Gigi da Viganell aprile 3, 13:04

    Per il semplice motivo che i magistrati si chinano sulla questione, come amano dire loro, invece di comportarsi da persone responsabili e rimandare la strega al paese suo, è evidente che il problema della sicurezza ed è pure grosso ma non lo si risolve certo mettendosi a 90° come pretende di fare la sinistra.
    Quando avverrà l’inevitabile bagno di sangue ci sarà da ridere e sarà inevitabile perchè è il logico passo dei cervellini impanati e fritti che si credono padroni della situazione: se possiamo rapinarli e molestarli allora possiamo anche ammazzarli… aspett6ate e vedrete…

    Reply to this comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*