Ronde: riconoscono in strada il “maranza” dei video contro l’Italia e lo massacrano di botte
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Riconoscono il “maranza” dei video anti-italiani in arabo e lo picchiano: a Teramo scoppia la vendetta
TERAMO – Articolo 52 si diffonde in modo memetico in tutta Italia. Basta provocazioni, basta insulti. A Teramo, in via Oberdan, nei pressi della sala giochi all’incrocio con circonvallazione Ragusa, quattro giovanissimi si sono scontrati in una rissa violenta nel pomeriggio di oggi, e il motivo è chiaro: una vendetta contro un “maranza” magrebino, riconosciuto come uno dei protagonisti di un video virale che ha fatto infuriare la comunità locale.
Nel filmato, girato in arabo e circolato sui social nei giorni scorsi, lui e un altro giovane sembravano deridere gli italiani, marcando con arroganza la differenza culturale e sputando sull’Italia. Ma a Teramo non ci stanno, e ieri qualcuno ha deciso di fargliela pagare.
Secondo la ricostruzione, il giovane magrebino è stato individuato all’interno di un locale da un gruppo di coetanei teramani, che non hanno esitato a “invitarlo” fuori per regolare i conti. La situazione è degenerata in pochi istanti: pugni, calci e persino una bottigliata in testa per il “maranza”, che ha avuto la peggio. La scena, che si è consumata sotto gli occhi di cittadini e automobilisti in transito in uno snodo cruciale del centro, ha seminato allarme.

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Quel video, con i suoi toni provocatori e anti-italiani, ha toccato un nervo scoperto in una comunità già esasperata dall’arroganza di chi viene accolto e poi si permette di insultare. Non è un caso isolato: da Milano ad Avezzano, da Palazzo del Pero a Roma, l’Italia è stanca di subire. Bande di giovani stranieri che rubano, minacciano, molestano – come i tre minorenni marocchini di San Pelino che hanno terrorizzato una coppia o i borseggiatori beccati da Vannacci nelle metro – sono diventati un incubo quotidiano. E lo Stato? Sempre assente, sempre pronto a proteggere i delinquenti con leggi permissive e a lasciare i cittadini in balia di chi li disprezza.
A Teramo, ieri, qualcuno ha detto basta. Non giustifichiamo la violenza, ma possiamo capirla. Quando un “maranza” si permette di schernire gli italiani in un video e poi passeggia tranquillo come se niente fosse, la rabbia esplode. E se lo Stato non sa garantire né sicurezza né rispetto, allora i cittadini si organizzano, che sia con ronde, con milizie o, come in questo caso, con una reazione istintiva. La città non vuole più tensioni, certo, ma non vuole nemmeno più provocazioni. È ora di finirla: rimpatri per chi non sa stare alle regole, e poteri reali a chi vuole difendere la propria terra. Altrimenti, scene come quella di via Oberdan saranno solo l’inizio.
Fuori i maranza dall’Italia.
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