“Torino non è più Italia”: islamici rivendicano la conquista – VIDEO

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By V aprile 3, 2025 22:19

“Torino non è più Italia”: islamici rivendicano la conquista – VIDEO

“Torino non è più Italia”: il servizio-choc che svela un Paese sotto assedio

“Torino non sembra più Italia”. È questa la frase che riecheggia come un grido d’allarme nel servizio shock realizzato da Costanza Tosi, inviata di Fuori dal Coro, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano. Un’inchiesta che squarcia il velo – è proprio il caso di dirlo – su una realtà inquietante: l’islamizzazione galoppante di un’intera città italiana. E non una città qualunque, ma Torino, culla della nostra storia industriale, oggi trasformata in un avamposto dove la Sharìa sembra dettare legge.

Quartiere Aurora: un’enclave islamica nel cuore dell’Italia

Costanza Tosi si è avventurata nel quartiere Aurora, una zona che, a guardarla, non ha più nulla di italiano. Qui gli immigrati di religione musulmana hanno preso il controllo, occupando strade, negozi, vite. Camminando tra i vicoli, la giornalista si è trovata davanti a un panorama alieno: negozi che vendono carne halal a ogni angolo, donne nascoste sotto veli integrali, e moschee, tantissime moschee. “Qui c’è la moschea marocchina, quella del Senegal, quella bengalese – racconta un esercente alla Tosi – a Torino ce ne sono quasi 30”. Solo ad Aurora, la giornalista ne ha contate 9, praticamente una per strada. Secondo il Touring Islamic Economic Forum, in città vivono circa 50mila fedeli musulmani. Ma il numero reale potrebbe essere molto più alto, e il sospetto è che stia crescendo a vista d’occhio.

“Tutto il mondo sarà musulmano”: le interviste che gelano il sangue

Le parole raccolte dalla Tosi tra i fedeli sono un pugno nello stomaco. “L’unica religione che c’è nel mondo è l’islam – le dice un uomo senza esitazione – prima che il mondo finisca, sarà tutto musulmano”. La giornalista, sbalordita, insiste: “Ah, saranno tutti musulmani?”. E lui, con una calma agghiacciante: “Sì, tutto il mondo sarà musulmano”. È una profezia, un piano, una minaccia? Quel che è certo è che queste parole non lasciano spazio a dubbi: per molti, l’Italia come la conosciamo è destinata a sparire, sommersa da una marea islamica che non fa prigionieri.

Brahim Baya e la jihad predicata all’università

E poi c’è lui, Brahim Baya, portavoce dell’Associazione Islamica Italiana, un nome che fa tremare i polsi. Questo individuo si è presentato in un’aula universitaria torinese, davanti a studenti ignari, per inneggiare alla jihad. “La guerra santa è un bene ordinato dall’islam”, ha dichiarato senza vergogna, trasformando un luogo di sapere in un pulpito di propaganda estremista. La Tosi è andata a indagare alla Moschea Taiba, per anni presieduta proprio da Baya, e quello che ha trovato è un’indottrinamento che farebbe rabbrividire chiunque. Alla domanda: “Se tua figlia vuole un fidanzato prima del matrimonio e andarci a letto, può?”, la risposta è un “No!” secco, categorico. “Ma lei è nata in Italia, è una sua scelta”, obietta la giornalista. Niente da fare: “Se lo fa, sapeva che quella strada non è la nostra. L’ho cresciuta in altro modo, non è niente”, replica l’uomo, gelido.

La Sharìa comanda: donne prigioniere, libertà negate

Le interviste proseguono, e il quadro diventa sempre più cupo. “Tua moglie può uscire senza velo?” – “No!” – “Può uscire di casa?” – “Sola no!”. È questa la realtà dell’“Islam italiano” che si sta radicando a Torino: un sistema di regole ferree, incompatibili con i valori della nostra società. Donne ridotte a ombre, private di ogni autonomia, costrette a vivere sotto il giogo di una tradizione che non lascia scampo. E mentre il sindaco Stefano Lo Russo, dal palco dell’Eid al-Fitr al Parco Dora – dove 30mila musulmani si sono radunati il 30 marzo 2025 – parla di “inclusione” e “riscatto sociale”, la Tosi si chiede: ma quale inclusione? Qui non si tratta di convivenza, ma di conquista.

Un’Italia che svanisce: è questo il futuro che vogliamo?

Il servizio di Fuori dal Coro non è solo un reportage: è un allarme rosso. Torino, con le sue moschee abusive, i suoi quartieri trasformati in enclavi straniere, i suoi cittadini che si sentono estranei nella propria terra, è il simbolo di un’Italia che sta perdendo se stessa. “Non sembra più Italia”, ripete la Tosi, e come darle torto? Tra le dichiarazioni di chi sogna un mondo tutto musulmano e le regole oppressive della Sharìa che si insinuano nelle nostre città, il rischio è chiaro: una sostituzione culturale e demografica che avanza senza freni. E mentre l’Europa tace – o peggio, come nel caso della commissaria Ue Hadja Lahbib, sembra quasi giustificare questa deriva con video ambigui – c’è chi, come Fratelli d’Italia, alza la voce: “È inaccettabile”.

La domanda finale è inevitabile: quanto tempo ci resta prima che l’Italia intera diventi irriconoscibile? Torino è solo l’inizio. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi.

“Torino non è più Italia”: islamici rivendicano la conquista – VIDEO ultima modifica: 2025-04-03T22:19:11+00:00 da V
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