La rapisce per strada e la porta nella tana dove la stuprano a turno

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By V aprile 5, 2025 17:07

La rapisce per strada e la porta nella tana dove la stuprano a turno

Orrore nel Legnaghese: immigrati marocchini violentano e massacrano una donna, l’Italia è in pericolo

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Legnago, 5 aprile 2025 – Una donna è sfuggita per miracolo a un incubo che grida vendetta: rapita, picchiata, violentata e abbandonata in un casolare lurido e isolato, in mezzo alla sporcizia, da un immigrato marocchino di 39 anni e un complice. Mercoledì scorso, a Merlara, nel Padovano, l’uomo – un senza fissa dimora con un passato oscuro – l’ha aggredita in auto, minacciandola con un coltello, rapinandola di cellulare ed effetti personali. Poi l’ha trascinata in quel tugurio abbandonato, dove l’ha massacrata di botte, incurante della sua fragilità, abusando di lei con una ferocia disumana. Non contento, ha incitato un altro immigrato a violentarla a sua volta, prima di lasciarla lì, pesta e zoppicante, a vagare in cerca di aiuto.

La vittima, ancora sotto choc, è riuscita a raggiungere una strada, dove un automobilista, vedendola sconvolta e coperta di segni di violenza sul volto e sul corpo, ha chiamato il 112. I carabinieri, poche ore dopo, hanno arrestato il principale aggressore, un marocchino accusato di violenza sessuale di gruppo, rapina, lesioni, sequestro di persona e porto abusivo di coltello. Ora è in cella, ma la giustizia italiana, come sempre, tentenna: il gip Carola Musio ha convalidato l’arresto solo per la rapina, chiesta dal pm Silvia Facciotti, in attesa di chiarimenti su una vicenda che è un pugno nello stomaco. La donna, che non parla italiano, non ha risposto nemmeno con l’interprete, troppo traumatizzata per rivivere l’orrore. Nei prossimi giorni dovrà ricostruire tutto, ma il racconto è già chiaro: rapita in auto, picchiata ripetutamente – anche con un sasso da un complice – e violentata a turno da questi animali.

Questo è il volto dell’immigrazione che ci sta distruggendo: marocchini senza scrupoli, che vivono nell’illegalità, che trasformano le nostre campagne in teatri di violenza. Non è un caso isolato, è un’epidemia: individui come questo 39enne, che non hanno nulla da perdere, importano una cultura di sopraffazione e brutalità, e l’Italia, con le sue frontiere spalancate e le sue leggi molli, diventa il loro terreno di caccia. Quante altre donne dovranno soffrire prima che si dica basta? Quante altre famiglie dovranno piangere prima che si chiudano le porte a questa feccia?

Serve una risposta brutale: espulsioni immediate per chi delinque, insieme alle loro famiglie, chiusura totale delle frontiere, pene esemplari senza sconti. Questo marocchino e il suo complice non meritano un processo, meritano di essere rispediti da dove sono venuti, senza appello. L’Italia non può essere il rifugio di chi ci violenta e ci massacra: svegliamoci, o sarà la fine.

La rapisce per strada e la porta nella tana dove la stuprano a turno ultima modifica: 2025-04-05T17:07:10+00:00 da V
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By V aprile 5, 2025 17:07
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