Un altro maranza in fuga dai carabinieri si schianta e muore: sull’auto chili di droga
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Ora la sinistra urlerà all’omicidio di Stato e qualche toga rossa indagherà i carabinieri per non avere permesso una “fuga in sicurezza” dello spacciatore.
**Un altro Maranza fugge dai carabinieri e muore: tragedia a Motta di Livenza**
Un’altra vita spezzata, un’altra fuga sconsiderata, un altro schiaffo alla legalità. Questa mattina, 15 luglio 2025, alle 7:50, a San Giovanni di Motta di Livenza (Treviso), Kevin Anghele, un 23enne residente a Pordenone, ha trovato la morte in un incidente tanto drammatico quanto evitabile. Alla guida di un’Alfa Romeo, il giovane, già noto alle forze dell’ordine, ha deciso di sfidare il destino e la legge, rifiutandosi di fermarsi all’alt dei carabinieri. La sua folle corsa è finita in tragedia: dopo aver perso il controllo del veicolo, l’auto si è ribaltata più volte, schiantandosi violentemente contro un platano. Kevin è deceduto durante il trasporto in ospedale, lasciando dietro di sé un’amara scia di domande e indignazione.[](https://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/kevin_anghele_fuga_alt_carabinieri_auto_contro_albero_morto_23_anni_motta_di_livenza-8957744.html)
Sul luogo dell’incidente, i carabinieri hanno trovato sparsi sull’asfalto alcuni panetti di hashish, probabilmente fuoriusciti dall’abitacolo durante il ribaltamento. Un dettaglio che getta luce sul motivo della sua fuga disperata: il timore di essere scoperto con la droga. Questo non era un semplice guidatore spaventato, ma un individuo con precedenti, che ha scelto di mettere a rischio la sua vita e quella degli altri piuttosto che affrontare le conseguenze delle sue azioni. I militari, va detto, non hanno intrapreso un inseguimento, limitandosi ad allertare la centrale operativa dopo aver riconosciuto il conducente, già noto per i suoi trascorsi. Eppure, la sua decisione di accelerare a velocità folle ha trasformato una semplice verifica in una catastrofe.[](https://www.adnkronos.com/cronaca/treviso-incidente-morto-23enne-alt-carabinieri-auto-albero_2XWNsXMMAFcC5k49f18vR3)
Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di un problema che affligge le nostre strade e le nostre città: giovani delinquenti, spesso legati al mondo dello spaccio, che si sentono al di sopra della legge, pronti a tutto pur di sfuggire ai controlli. Kevin Anghele non era un ragazzo qualunque, ma un “maranza” – come lo definiscono in gergo – con un curriculum di reati alle spalle. La sua scelta di premere sull’acceleratore, ignorando l’alt dei carabinieri, non è stata solo un errore fatale, ma un gesto di sfida a una società che chiede ordine e rispetto. E ora, a pagare il prezzo più alto, è stata la sua stessa vita. Ma non possiamo fermarci al cordoglio: questo episodio deve essere un monito.
Motta di Livenza, una tranquilla località del Trevigiano, si ritrova oggi al centro di una storia che parla di degrado, di criminalità e di un sistema che fatica a tenere il passo con chi vive al confine della legalità. La presenza di hashish nell’auto di Kevin non è un dettaglio trascurabile: è il simbolo di un sottobosco criminale che avvelena le nostre comunità, alimentando spaccio e violenza. Quante altre fughe, quante altre tragedie dovremo sopportare prima che si agisca con decisione? I cittadini di San Giovanni, come quelli di tante altre città italiane, sono stanchi di vedere le loro strade trasformate in scenari di guerra da individui che non hanno rispetto per nulla e per nessuno.
Basta con l’impunità, basta con il lassismo che permette a chi è “noto alle forze dell’ordine” di continuare a delinquere senza freni. La morte di Kevin Anghele è una tragedia, certo, ma è anche il risultato di una scelta consapevole: quella di vivere fuori dalle regole, di sfidare le autorità, di mettere a rischio la sicurezza di tutti. Le indagini sono in corso per chiarire l’esatta dinamica e l’origine della droga trovata sul posto, ma una cosa è già chiara: non possiamo più tollerare che le nostre città siano ostaggio di chi sceglie la via del crimine.[](https://tgpadova.telenuovo.it/cronaca/2025/07/15/tragedia-a-motta-di-livenza-23enne-fugge-ai-carabinieri-e-muore-schiantandosi-contro-un-platano)
È ora di dire basta. Basta a chi pensa che la legge sia un optional, a chi trasforma le strade in piste da corsa per sfuggire ai controlli, a chi avvelena le nostre comunità con la droga. I cittadini perbene di Motta di Livenza, come quelli di tutta Italia, meritano di vivere senza paura. Questa tragedia sia un punto di svolta: più controlli, più severità, più giustizia. Non possiamo permettere che un altro “maranza” metta a rischio la nostra sicurezza. La morte di Kevin è un monito: chi vive contro la legge, prima o poi, paga il prezzo più alto. Ma non possiamo aspettare altre tragedie per agire.[](https://www.nordest24.it/incidente-fuga-hashish-motta-livenza-giovane-muore/)
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