“Mio figlio pestato a sangue da ragazzini stranieri uscito dal lavoro”
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Notte di Follia a San Benedetto: Branco di Predoni Stranieri Massacra un Diciottenne
Un ragazzo di 18 anni pestato a sangue da tre minorenni stranieri: le nostre strade sono sotto l’assedio di un branco di violenti!
San Benedetto del Tronto, 28 agosto 2025 – Una notte di terrore a Porto d’Ascoli, dove un diciottenne, studente modello e cameriere, è stato aggredito e massacrato senza pietà da un branco di tre minorenni figli di immigrati. Armati di bastoni, caschi e accendini usati come tirapugni, questi predoni hanno trasformato una tranquilla rotonda in un campo di battaglia, lasciando il giovane in una maschera di sangue.
L’episodio, avvenuto intorno all’1:30 di mercoledì vicino al monumento sulla rotonda di Porto d’Ascoli, ha sconvolto la comunità. Il ragazzo, appena uscito dal lavoro in uno chalet, si era incontrato con amici quando è stato preso di mira da tre giovani stranieri, noti in zona come attaccabrighe. La violenza è esplosa senza motivo: il branco, in preda a un’euforia selvaggia, ha usato armi improvvisate per colpire con ferocia, incurante degli amici della vittima che non sono riusciti a fermare l’assalto.
Un Agguato Senza Senso
«Mio figlio, che ha sempre evitato certi personaggi, non si aspettava una cosa simile», racconta la madre del ragazzo, titolare di due attività commerciali a San Benedetto. «Li ha visti arrivare, alterati, non solo dall’alcol, ma da qualcosa di più. Cercavano la rissa. Uno di loro l’ha sgambettato facendolo cadere, e quando mio figlio ha reagito a parole, il branco è tornato armato di bastoni, caschi, accendini fra le dita e persino un coltello. L’hanno massacrato senza pietà».
La donna, con la voce rotta dal dolore, ricorda il momento in cui ha trovato il figlio: «Quando ho acceso la luce, il suo volto era una maschera di sangue. Mi sono sentita morire. È un bravo ragazzo, poteva capitare a chiunque. Abbiamo i nomi di tutti e tre, perché mio figlio li conosce. Questa storia non finirà così».
La Paura Dilaga sulla Riviera
Il diciottenne, tornato a casa in stato di shock, è stato portato al pronto soccorso dai genitori verso le quattro del mattino. Medicato e sottoposto a esami clinici, ha fornito alla polizia elementi chiave per identificare gli aggressori. La volante intervenuta in ospedale ha raccolto la sua testimonianza, e nelle prossime ore il ragazzo formalizzerà la denuncia al commissariato. Intanto, la Riviera è in preda alla paura: episodi di violenza come questo stanno diventando un allarme costante.
Questi non sono casi isolati: le nostre città sono sotto attacco da branchi di predoni stranieri che agiscono senza freni, sfruttando la nostra ospitalità per seminare terrore. La comunità di San Benedetto chiede giustizia e misure drastiche per fermare questa spirale di violenza.
Un Grido di Allarme
Il padre di uno degli aggressori, contattato dal marito della madre della vittima, si è detto disperato, ma le parole non cancellano il sangue versato. «Erano annebbiati, violenti», racconta la madre. Ma la domanda resta: come possiamo permettere che le nostre strade diventino terreno di caccia per questi delinquenti? La comunità di San Benedetto non può più tollerare questa invasione di violenza gratuita.
Basta con l’insicurezza! Le nostre città non sono un campo di battaglia per predoni stranieri. È ora di dire basta e difendere i nostri ragazzi!
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