Stupro Tor Tre Teste, Gualtieri: “Dire no all’immigrazione è stupido”
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Questo il delirio del sindaco PD di Roma intervenendo agli Stati generali della Natalità a Roma. Un vero e proprio piano di sostituzione etnica.
La realtà è il contrario. Se i vuoti rimanessero tali, ad esempio, i lavoratori potrebbero avere una maggiore forza contrattuale. Cosa che, forse, dispiacerebbe ai finanziatori del partito di Gualtieri ma non ai lavoratori.
Gli Stati servono proprio ad evitare che nel caso di vuoti questi si riempiano.
Questo è il livello del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, PD doc, intervenendo agli Stati generali della Natalità (sì, proprio l’evento dove si dovrebbe parlare di come far fare figli agli italiani, non di come importarne di già fatti dall’altra parte del Mediterraneo).
Traduciamolo in italiano corrente, così capiamo tutti il delirio:
«Tanto gli immigrati arrivano comunque, rassegnatevi, è la legge della fisica, come l’acqua che scende. Quindi invece di chiudere le porte, scegliamo noi quali immigrati farci entrare: meglio le famigliole sorridenti che i single ventenni maschi e arrabbiati».
Peccato che nella realtà i “famigliole” siano lo 0,5% degli arrivi e i single ventenni maschi il 90%. Ma dettagli. E poi sono proprio le famiglie il vero problema: perché i ricongiungimenti portano immigrazione parassitaria che vive di sussidi, i famigerati maranza.
È la versione politically correct del «tanto gli stupratori ci sono, almeno scegliamo quelli più educati e con moglie e figli a carico». Una frase che se l’avesse detta un leghista sarebbero già in piazza con le fiaccole, ma siccome la dice uno del PD è “accoglienza intelligente”. Geniale.
Il succo del pensiero gualtieriano è questo: gli italiani non fanno più figli → ci sono “vuoti” demografici → questi vuoti vanno riempiti con immigrati → chi si oppone è stupido e ideologico.
Tradotto: gli italiani sono un popolo in estinzione e la soluzione è la sostituzione etnica di Stato, con tanto di applauso degli industriali del Nord che hanno bisogno di manodopera a 4 euro l’ora e dei cooperativi rossi che ci lucrano sopra.
La realtà, caro Roberto, è esattamente il contrario di quello che blateri.
Se i “vuoti” restassero vuoti per un po’, sai cosa succederebbe?
I salari ricomincerebbero a salire. I giovani italiani tornerebbero a poter comprare casa con uno stipendio solo. Le aziende sarebbero costrette a investire in tecnologia invece che a scaricare sul welfare i costi della manodopera importata a basso costo.
Ma questo evidentemente dispiacerebbe molto ai grandi finanziatori del tuo partito: Confindustria, Coop rosse, fondazioni bancarie e quel mondo lì che vive di appalti, accoglienza e lavoro nero legalizzato.
Gli Stati servono esattamente a questo, Roberto: a evitare che i “vuoti” si riempiano automaticamente con chiunque arrivi.
Servono a difendere i lavoratori italiani, non a sostituirli con una catena di montaggio umana che arriva coi barconi e finisce subito nei campi della Puglia o nei cantieri di Roma a 3 euro l’ora.
Ma tu questo non lo puoi dire.
Perché il tuo partito da trent’anni ha scelto da che parte stare: non con gli operai italiani, ma con chi li vuole precari, ricattabili e silenziosi.
Quindi continua pure a parlare di “famiglie” mentre i gommoni portano 99% maschi adulti.
Continua a dire che chi vuole controllare i flussi è “ideologico” mentre tu applichi l’unica ideologia che conta davvero: quella del mercato senza confini e della sostituzione etnica come soluzione a tutto.
Tanto, alla fine, i “vuoti” si riempiono.
Peccato che dentro quei pieni, tra vent’anni, di italiano ci sarà rimasto solo il nome sulla carta d’identità del sindaco che ha spalancato le porte.
Non possiamo permetterlo.



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