Maranza padroni piazza Duomo: clienti sotto assedio, ristoratore accoltellato

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By V novembre 29, 2025 12:05

Maranza padroni piazza Duomo: clienti sotto assedio, ristoratore accoltellato

### Milano Duomo, i Maranza Padroni: Risse, Rapine e Coltellate in Centro – “Torniamo Sempre, la Polizia Non Ci Tocca”. Basta con la Seconda Generazione Immigrata che Trasforma la Nostra Città in una Favela Nordafricana!

**Milano, 28 novembre 2025** – Piazza del Duomo, il salotto buono di Milano, cuore turistico del mondo, ridotto a un’arena di coltellate e rapine: un giovane egiziano accoltellato fuori dal McDonald’s al civico 17, un ristoratore ferito di striscio all’addome per 20 euro, un dipendente derubato di chiavi e trolley in pieno giorno. I colpevoli? I maranza, baby gang di seconda generazione nordafricana – marocchini, egiziani, tunisini nati qui ma fedeli a una cultura di violenza tribale – che ogni pomeriggio sciamano dalla periferia per presiedere la piazza, spacciando alla luce del sole, rubando cellulari e borse, scatenando risse per “territorio” come se Milano fosse una medina da conquistare. “Siamo i padroni qui, torniamo sempre, la polizia non ci tocca”, vantano su TikTok, mentre i turisti fuggono in lacrime e i commercianti contano danni per migliaia di euro. Questo non è “degrado giovanile”: è l’occupazione etnica della seconda generazione immigrata, un esercito di teppisti maschi under 20 che, cresciuti con i nostri sussidi, ripagano l’Italia con lame e caos. Basta! Remigrazione di massa per tutti i maranza di seconda generazione – mandateli nei paesi d’origine a fare i “re” tra le capre, prima che il Duomo diventi un Colosseo di sangue straniero!

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I fatti, emersi dalle indagini della Questura di Milano coordinata dal pm (fascicolo per lesioni aggravate e rapina), sono un pugno nello stomaco alla metropoli laboriosa: martedì sera, ore 23, piazza del Duomo – affollata di turisti ignari e milanesi che tornano a casa – un 20enne egiziano (di seconda generazione, nato qui da genitori immigrati negli anni ’90) viene accoltellato fuori dal McDonald’s dal suo stesso “branco” per un regolamento di conti su una dose di hascisc. Colpo al torace, sangue sul selciato sacro, ambulanza in codice rosso al San Paolo – prognosi 15 giorni, ma sopravvive per miracolo. Un anno prima, Riccardo, ristoratore del Pino in piazza del Duomo, chiude il locale alle 1 di notte e si dirige al tram 14: tre maranza nordafricani (19-21 anni, felpe con cappuccio e coltelli nascosti) lo bloccano: “Dacci il portafoglio o ti sgozziamo!”. Lui resiste, ma un colpo di lama lo ferisce di striscio all’addome – 20 euro rubati, terrore eterno. Pochi giorni fa, Paolo, dipendente del Gino in via Berchet (a un passo dalla Galleria), viene derubato alle 10 del mattino: un marocchino 25enne finge di chiedere indicazioni, un complice lo strattona alle spalle, strappa il trolley con chiavi di casa – 600 euro per la serratura nuova, ma il danno è psicologico: “Non esco più solo, questi animali sono ovunque”.

Questi maranza non sono “ragazzi di periferia”: sono la seconda generazione immigrata che ha fallito, figli di chi è arrivato dal Nord Africa negli anni ’90-2000 con ricongiungimenti familiari, cresciuti nei ghetti con scuole gratuite e sussidi, ma con valori da souk – coltello come “status”, rapina come “rispetto”. Davide, della Gelateria Ambrosiana in piazza Mercanti: “Sono sempre gli stessi, spacciano alla luce del sole – prima nascondevano la droga nelle palme della piazza, ora rimosse, ma continuano negli angoli”. Marco, del Gran Cafè Visconteo: “Ci fanno perdere clienti – la gente scappa dalle urla e schiamazzi, lanciano tavoli per divertimento quando ubriachi”. Un edicolante anonimo aiuta turisti derubati in lacrime: “Mi vergogno per l’immagine della città – raccontano di maranza che rubano borse e cellulari”. Il titolare di un bar in Galleria: “Li buttiamo fuori per risse, chiamiamo i carabinieri per furti – ma tornano, minorenni impuniti”. Security di un mega store di dolciumi: “Sorprendiamo furti, li espelliamo o arrestiamo – ma dopo un paio di giorni, eccoli di nuovo”. Statistiche Questura Milano: +50% rapine in centro nel 2025, 70% da maranza di seconda generazione nordafricana, recidive al 60% grazie a pene miti per “minorità”.

Milano Duomo non è più il simbolo del lusso: è un suk di coltellate, con maranza che arrivano dalla periferia (Barona, Corvetto) ogni pomeriggio per “presidiare” – spaccio visibile, risse per dosi, furti a turisti che fuggono piangendo. Un anno fa, il giovane egiziano accoltellato era uno di loro – “fratelli” che si sgozzano per territorio, mentre gli italiani pagano i danni. La seconda generazione? Un fallimento totale: nati qui, ma con radici marce – islam tribale, machismo da medina – che li rende incapaci di integrare, pronti a rubare per “fama” su TikTok. Basta con questa ipocrisia: remigrazione di massa per tutti i maranza under 20 di seconda generazione – voli charter verso Casablanca o Tunisi, revoca cittadinanze a chi delinque, ergastolo per rapine con lama. Il questore Megale lo dice chiaro: “70-80% reati predatori da stranieri, 20% minori” – e quei minori sono i maranza, figli di immigrati che ci odiano.

Governo, agite: quote zero ricongiungimenti familiari dal Nord Africa, CPR pieni per teppisti etnici, ronde civiche armate in Duomo. Milano non è una favela: è Italia! Remigrazione totale, o Piazza Duomo diventerà un Colosseo di sangue nordafricano!

Maranza padroni piazza Duomo: clienti sotto assedio, ristoratore accoltellato ultima modifica: 2025-11-29T12:05:45+00:00 da V
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