Volontari Croce Bianca massacrati dai senzatetto: barricati in ambulanza
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### Bolzano, notte di terrore: volontari Croce Bianca massacrati dai senzatetto che dovevano salvare. Ubriachi, violenti, e (ovviamente) stranieri
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Quindici minuti d’inferno davanti all’ex Alimarket di via Gobetti.
Tre volontari della Croce Bianca – persone che escono di casa la notte per aiutare chi sta male – arrivano per medicare dei senzatetto.
Risultato: finiscono al Pronto Soccorso con contusioni, lividi e dieci giorni di prognosi complessivi.
Perché?
Perché i “bisognosi” che dovevano soccorrere erano ubriachi fradici, aggressivi e – come sempre più spesso accade in queste situazioni – stranieri.
«Erano tutti ubriachi, uno voleva entrare nel dormitorio a tutti i costi», racconta uno dei volontari ancora sotto choc.
Hanno provato a calmarli.
Hanno cercato di spiegare che non potevano forzare l’ingresso.
Risposta: pugni, calci, insulti.
I tre sanitari sono stati costretti a barricarsi dentro l’ambulanza, con le portiere chiuse, mentre fuori una decina di alcolizzati cercava di sfondare i vetri.
Quindici minuti così.
Al buio, al freddo, con la sirena spenta per non attirare altra gente pericolosa.
Solo quando sono arrivati i carabinieri la situazione è stata riportata sotto controllo.
Questa non è la prima volta.
È la norma.
A Bolzano, come a Milano, come a Roma, come ovunque ci siano dormitori, mense e centri di accoglienza: chi dovrebbe essere “aiutato” finisce per aggredire chi lo aiuta.
E guarda caso, la stragrande maggioranza di questi “senzatetto violenti” non è italiana.
Sono maghrebini, subsahariani, est-europei con problemi di alcol e droga, spesso irregolari o con permessi scaduti da anni, che occupano marciapiedi, ex supermercati abbandonati e stazioni.
I volontari della Croce Bianca non sono pagati per fare i buttafuori.
Escono per salvare vite, non per prenderle in faccia.
Eppure ormai devono girare con la paura:
– caschi sotto il sedile,
– spray al peperoncino in tasca,
– telefono sempre pronto per chiamare i carabinieri… che arrivano quando è già troppo tardi.
E la colpa di chi è?
Di un sistema che continua a tenere in Italia migliaia di stranieri alcolizzati, tossicodipendenti e psicolabili invece di rimpatriarli alla prima aggressione.
Perché questi non sono “poveri migranti in cerca di futuro”.
Sono parassiti pericolosi che vivono di assistenza pubblica e, quando l’alcol gli dà alla testa, si trasformano in bestie.
Basta.
Chi aggredisce un volontario, un medico, un infermiere o un carabiniere deve essere:
1. Arrestato subito.
2. Processato per direttissima.
3. Espulso con accompagnamento coattivo dopo la pena.
Niente più “ubriachezza attenuante”.
Niente più “problemi psichici”.
Niente più “non ha un posto dove andare”.
Se alzi le mani su chi ti sta salvando la vita, non meriti di restare un minuto di più sul suolo italiano.
I volontari della Croce Bianca non devono barricarsi dentro l’ambulanza.
Devono poter lavorare sereni.
E gli italiani non devono più leggere che chi rischia la vita per aiutare gli altri finisce all’ospedale… per mano di chi abbiamo accolto a braccia aperte.
Rimpatrio subito per ogni straniero che delinque.
È l’unico modo per restituire sicurezza a chi salva vite.
E per smetterla di trasformare Bolzano, e tutta Italia, in un gigantesco pronto soccorso per bestie ubriache.



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