Aurora Livoli: perché stupratore clandestino era libero?
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### Basta con questa follia: come è possibile che un noto stupratore clandestino girasse libero per le strade di Milano? Espulsioni immediate per tutti!
Milano, 2 gennaio 2026 – È un oltraggio, una vergogna assoluta, un pugno nello stomaco a ogni cittadino onesto che paga le tasse e rispetta le leggi! Aurora Livoli, una ragazza di soli 19 anni, innocente e piena di vita, è stata brutalizzata e uccisa in un cortile buio della periferia milanese. E chi è l’indagato? Un 57enne peruviano, clandestino, con precedenti per violenza sessuale! Sì, avete letto bene: un noto stupratore, irregolare sul suolo italiano, libero di vagare, di aggredire, di distruggere vite. Come diavolo è possibile? Chi ha permesso questa assurdità? Chi deve rispondere di questa ennesima tragedia annunciata?
Pensateci: questo mostro era già stato fermato per una tentata rapina la stessa sera, ai danni di un’altra giovane alla metropolitana di Cimiano. Le telecamere lo inchiodano mentre cammina con Aurora, entra con lei nel condominio e ne esce da solo, dopo averla strangolata e lasciata lì, parzialmente svestita, con lividi ovunque. L’autopsia confermerà l’orrore, ma già sappiamo: ecchimosi sul collo, segni di violenza sui polsi e sul volto. Una mattanza, un atto di barbarie pura! E lui? Con un curriculum da incubo, precedenti per stupro, clandestino senza documenti validi. Eppure, era libero! Libero di colpire ancora, di seminare terrore in una città che dovrebbe essere sicura.
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Ma come è possibile? In che razza di paese viviamo, dove un delinquente straniero con fedina penale sporca di reati gravissimi non viene espulso al primo segnale? Se è regolare, via al primo reato! Se è clandestino, espulsione immediata, senza se e senza ma! Basta con queste politiche lassiste, con questi buonismi ipocriti che mettono a rischio le nostre figlie, le nostre sorelle, le nostre comunità. Quanti altri cadaveri dobbiamo contare prima che qualcuno si svegli? Aurora era una ragazza inquieta, sì, ma innocente: adottata da bambina, diplomata, iscritta all’università. Si era allontanata da casa a novembre, ma questo non giustifica nulla. Nulla! Il suo ultimo messaggio ai genitori: “Sto bene”. E invece, finisce massacrata da un predatore che non avrebbe mai dovuto mettere piede qui, o almeno non restarci.
Le indagini procedono, coordinate dalla Procura, con i carabinieri che hanno convalidato il fermo. Gravi indizi, tabulati telefonici, testimonianze: tutto punta a lui. Ma non basta arrestarlo ora, dopo il danno irreparabile. Dove erano le autorità prima? Perché un clandestino con precedenti per violenza sessuale non è stato rimpatriato anni fa? È questa la “sicurezza” che ci promettono? No, è un fallimento totale del sistema! Espulsioni obbligatorie: al primo reato per i regolari, immediate per i clandestini. Chiudiamo le porte ai criminali, proteggiamo i nostri! La famiglia di Aurora, distrutta, è a Milano per l’autopsia, assistita dallo zio avvocato. La comunità di Monte San Biagio piange, ma noi tutti dovremmo urlare: basta! Non un’altra vittima, non un altro orrore. Espelliamoli, ora!



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