Dalle Bandierine Ucraine a Quelle Venezuelane: Dove Sono Finiti i Paladini della “Giustizia Internazionale”?

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By V gennaio 3, 2026 14:32

Dalle Bandierine Ucraine a Quelle Venezuelane: Dove Sono Finiti i Paladini della “Giustizia Internazionale”?

# Dalle Bandierine Ucraine a Quelle Venezuelane: Dove Sono Finiti i Paladini della “Giustizia Internazionale”? Chissà se Calenda si è già tatuato il ritratto di Maduro sul braccio libero.

Ah, che tempi interessanti viviamo! Proprio stamattina, il 3 gennaio 2026, il mondo si sveglia con la notizia bomba: gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco su larga scala contro il Venezuela, catturando il presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores in un’operazione che sa tanto di film hollywoodiano. Trump, dal suo account social, esulta come se avesse vinto una partita di golf contro il diavolo in persona, definendolo un trionfo contro il “narco-regime”. E mentre Caracas brucia tra esplosioni, blackout e incendi in basi militari come Fuerte Tiuna, mi chiedo: dove sono tutti quei profili social adornati con la bandierina ucraina? Quelli che, dal 2022, hanno trasformato i loro avatar in un inno alla resistenza contro l’invasore russo? Ora, con l’aggressione americana al Venezuela, cambieranno bandierina? Metteranno quella a sette stelle del Venezuela, urlando “No all’imperialismo yankee!”? Oppure, come al solito, faranno finta di niente, perché stavolta l’aggressore è “dal lato giusto”?

Non illudiamoci: l’ipocrisia regna sovrana. Basta scorrere X (ex Twitter) per vedere il doppio standard in azione. Un utente scrive: “Siamo davanti a un caso di doppio standard. Nel caso dell’Ucraina la distinzione tra aggredito e aggressore è immediata; per il Venezuela, invece, si preferisce ricorrere a un’analisi storica per giustificare l’attuale situazione.” Un altro, più diretto: “In Ucraina è stata violata la sovranità. In Venezuela lo stesso. Sono due atti criminali, e vanno condannati entrambi e in egual misura. Noi non siamo i buoni. Mettetevelo in testa.” E poi c’è chi difende la differenza: “Il Venezuela è uno stato canaglia dell’asse malvagio Russia-Cina-Iran-Corea del Nord. Non si può paragonare ad una nazione democratica libera e indipendente come l’Ucraina, invasa per pura sete di conquista.” Ah sì? E chi decide chi è “democratico” e chi no? Gli USA, che hanno sostenuto dittature in mezzo mondo quando faceva comodo?

La verità è che la politica internazionale non è una favola di buoni contro cattivi, con una “legge internazionale” che veglia su tutti come un angelo custode. No, signori: è una giungla di interessi nazionali, potenza pura e semplice, spazio vitale e sfere di influenza. Vale per la Russia di Putin, che invade l’Ucraina per ristabilire la sua egemonia sull’ex blocco sovietico, quanto per gli Stati Uniti di Trump, che bombardano il Venezuela per controllare risorse petrolifere, eliminare un regime ostile e mandare un messaggio a Cuba, Iran e Russia. La Russia condanna l’attacco USA come “violazione del diritto internazionale”, e ha ragione – ma solo perché stavolta è lei a essere colpita indirettamente. Quando invadeva l’Ucraina, la “legge internazionale” era carta straccia. Stesso discorso per Washington: piangono per la sovranità ucraina, ma calpestano quella venezuelana senza batter ciglio.

Pensateci: la Russia parla di “aggressione armata” che “suscita profonda preoccupazione”, mentre l’Iran e Cuba gridano allo scandalo. Dall’altra parte, leader come l’argentino Milei esultano con “Viva la Libertad!”, e in Italia si sentono voci che giustificano l’intervento come “liberazione da una dittatura”. Ma è solo ipocrisia. Gli USA hanno condotto decine di attacchi contro imbarcazioni venezuelane nei mesi scorsi, culminati in un drone strike a dicembre 2025 – e ora questo. È “giustizia”? No, è potenza: chi ha i missili, le portaerei e gli F-35 decide le regole.

E noi, semplici mortali con i nostri profili social? Quelli che hanno marciato per l’Ucraina, ora tacciono o, peggio, applaudono. Un post lo dice chiaro: “Che ipocrisia e che miopia… Se hai un regime democratico e libero (come l’Ucraina) i tuoi diritti vanno rispettati, se invece non vivi nella libertà (come Venezuela e Gaza) allora tutto è permesso contro di te.” Esattamente! La “legge internazionale” è un’invenzione per i deboli; per i potenti, è uno strumento da usare quando conviene. Russia e USA sono due facce della stessa medaglia: imperialisti che si contendono il mondo, mentre noi cambiamo bandierine come se fosse una partita di calcio.

Allora, amici con l’avatar giallo-blu: pronti a passare al giallo-blu-rosso del Venezuela? O continuerete a fingere che esista una morale universale, quando in realtà è solo “America First” o “Russia First”? Svegliamoci: la politica è interesse nazionale, non un tribunale divino. E in questa giungla, le bandierine servono solo a illuderci di essere dalla parte giusta.

Dalle Bandierine Ucraine a Quelle Venezuelane: Dove Sono Finiti i Paladini della “Giustizia Internazionale”? ultima modifica: 2026-01-03T14:32:17+00:00 da V
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By V gennaio 3, 2026 14:32
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2 Comments

  1. lorenzoblu gennaio 3, 15:16

    Prossimo step Groenlandia… Nel didietro a tutti i froci di sinistra ritardati propalle

    Vaffankubo va

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  2. Ul Gigi da Viganell gennaio 3, 16:01

    Petrolio… anche se fa diventare isterici i verdi, il petrolio è sempre il leit motiv della politica estera nordamericana… 😇

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