Assassino di Aurora Livoli ha evitato rimpatrio grazie a certificato medico
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# Milano: Scandalo Omicidio Aurora Livoli – Clandestino Peruviano Non Espulso per Certificato Medico Farlocco, Medico Anonimo e Legislatori Buonisti da Inchiodare!
Nuovi dettagli agghiaccianti emergono sull’omicidio di Aurora Livoli, la 19enne strangolata a Milano da un mostro immigrato clandestino: Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57enne peruviano che infesta l’Italia da quasi 10 anni, scarcerato dopo una condanna per stupro e lasciato libero grazie a un certificato medico che lo dichiara “inidoneo” a stare in un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri). Questo pezzo di carta ha impedito l’espulsione, permettendo a questo predatore di continuare a seminare terrore e morte tra le nostre figlie – e ora il post su X di @fratotolo2 grida giustizia: “Vorrei tanto sapere il nome del medico che ha rilasciato il certificato di inidoneità […] Se fosse confermato che il peruviano è l’assassino della 19enne Aurora Livoli, questo medico avrebbe enormi responsabilità morali.” Ha ragione da vendere: quel medico andrebbe arrestato per complicità morale, insieme ai legislatori ipocriti che permettono a dottori di decidere se un criminale straniero, fresco di galera, può evitare l’espulsione e girare libero come un lupo tra le pecore!
Ricostruiamo il caos: Valdez Velazco atterra a Linate dal Perù nel 2017, diventa irregolare dal 2019 dopo una prima espulsione dal prefetto di Milano ad agosto di quell’anno – accompagnato alla frontiera, ma evidentemente rientrato come nulla fosse. Nel 2019 aggredisce e stupra una ragazza per strada a Milano, trascinandola tra i cespugli: condannato a nove anni, ma esce a marzo 2024 con il solito foglio di via – il secondo provvedimento d’espulsione, datato 26 marzo 2024. E qui il colpo di scena vergognoso: non eseguito perché senza passaporto e, soprattutto, per un certificato medico che attesta “inidoneità” a stare nel CPR in attesa del lasciapassare per varcare la frontiera. Pare soffrisse di… insonnia? Una scusa patetica che ha tenuto questo rifiuto umano in circolazione, libero di commettere altre violenze sessuali nel 2024 e 2025, rapine aggravate, e infine l’omicidio di Aurora.
Nel 2023, questo delinquente ha persino chiesto un permesso di soggiorno con kit postale, come fratello di una cittadina italiana – negato dal questore di Milano l’11 gennaio 2024 per “motivi di pericolosità sociale” ma che dimostra come la cittadinanza sia una catena che non finisce mai: deve essere impedito a chiunque di diventare italiano per residenza o ius soli.
Il clandestino viveva in condizioni precarie con una compagna 43enne (che lavora come colf) in un appartamento affittato a Cologno Monzese, fa lavori saltuari, dorme in stanze separate – un’esistenza da parassita che il sistema buonista tollera, mentre le nostre città affogano nel degrado immigratorio.
E l’omicidio? Aurora, trovata morta il 29 dicembre 2025 in via Paruta, semisvestita con segni di strangolamento a mani nude – autopsia conferma, ma non abusi sessuali chiari. Video la mostrano con Valdez Velazco nel cortile del condominio poco prima delle 23 del 28 dicembre, lui se ne va alle 3:30 – ore buie di orrore. Lo stesso giorno, aveva tentato di rapinare un’altra 19enne in metro, sotto effetto di stupefacenti, e ammette di essere lui nelle immagini. Ora è in carcere, interrogatorio fissato per l’8 gennaio – ma quante vite rovinate prima di agire?
Questo ennesimo femminicidio grida vendetta contro un sistema marcio: leggi che delegano a medici il potere di bloccare espulsioni, prefetti che emettono fogli inutili, giudici che dimezzano pene e rilasciano predatori. L’immigrazione irregolare – e anche quella “regolare” – porta solo degrado, clash culturali e sangue italiano versato. Basta con i certificati farlocchi e il buonismo: espulsioni immediate, pene esemplari, e indagini su quel medico anonimo che ha sulla coscienza la morte di Aurora. Se confermato l’assassino, lui e i legislatori che permettono queste follie andrebbero processati per alto tradimento alla sicurezza nazionale! Le indagini procedono, ma l’emergenza è chiara: stop al caos immigratorio che sta distruggendo l’Italia!



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