Maranza fanno la spesa gratis a Trieste: cassiere terrorizzate di contrariarli

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By V gennaio 4, 2026 21:32

Maranza fanno la spesa gratis a Trieste: cassiere terrorizzate di contrariarli

# Trieste: Effetto Luna Park Trasforma la Città in Zona di Guerriglia – Bande di Maranza Terrorizzano Supermercati, Cittadini in Paura Costante per Baby Gang Spavaldissime!

Trieste sotto assedio dal degrado giovanile: l'”effetto luna park” sta trasformando la città in un far west di provocazioni e tensioni, con bande di “maranza” – baby gang di giovanissimi immigrati spavaldi e aggressivi – che seminano paura persino nei luoghi più quotidiani come i supermercati. Un cittadino triestino racconta l’ennesimo episodio agghiacciante: mentre fa la spesa in un supermercato vicino all’area del luna park, si trova davanti nove ragazzi tra i 16 e i 17 anni, che arrivano alla cassa con sole due lattine di bibita ma si piazzano provocatoriamente davanti alla sua merce, senza chiedere permesso, come a cercare deliberatamente la lite.

La cassiera, visibilmente intimorita, invita il cliente a farli passare per evitare problemi – un gesto che puzza di resa davanti alla spavalderia del branco. Il cittadino, per non rischiare una degenerazione violenta, sposta il carrello e li lascia andare, ma il sospetto è forte: nove per due lattine? Probabilmente nascondevano merce rubata nei giubbotti, un classico del degrado che accompagna questi gruppi. “Cercavano la lite”, denuncia il testimone, descrivendo un clima di impotenza dove i cittadini onesti devono chinare la testa per non finire in un pestaggio.

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Questo “effetto luna park” non è un caso isolato: l’arrivo delle giostre attira orde di giovanissimi stranieri di seconda generazione, lasciando la città “in mano a baby gang di maranza” che moltiplicano episodi di tensione, provocazioni e micro-criminalità in spazi pubblici. Trieste oggi è questa: paura al supermercato, cittadini che evitano scontri per sopravvivenza, e un senso di insicurezza dilagante che erode la vivibilità urbana. Il testimone conclude amaramente: “Questa è Trieste oggi” – un grido d’allarme su un degrado che non risparmia nessuno, alimentato da eventi attrattivi che diventano catalizzatori di caos giovanile.

E non dimentichiamo il contesto nazionale: “maranza” è un termine che evoca baby gang violente, spesso legate a contesti di immigrazione e marginalità, come visto in altre città con risse al luna park, pestaggi e spaccio. A Trieste, con l’immigrazione che porta clash culturali e gruppi giovanili fuori controllo, questi episodi non sono “isolati” ma segnali di un sistema fallito: politiche lassiste che permettono il proliferare di branchi spavaldi, senza controlli adeguati su eventi pubblici e flussi migratori. Dati sulla criminalità giovanile urlano un aumento di reati minori e violenti in aree urbane, con baby gang di stranieri che impongono la loro legge del più violento.

Basta buonismo: le autorità promettono controlli, ma l’emergenza è ora: riprendiamoci le strade dal caos delle baby gang, o Trieste diventerà una giungla irreversibile!

Basta giri di parole e ipocrisie: non servono “più controlli”, “più integrazione” o “più risorse” – tutte scuse per non affrontare la verità scomoda. L’immigrazione incontrollata, regolare o irregolare che sia, sta distruggendo l’Italia, portando degrado, violenza sessuale, omicidi, baby gang e un senso di insicurezza permanente nelle nostre città. Casi come l’omicidio di Aurora Livoli da parte di un clandestino peruviano espulso due volte ma lasciato libero, il tentato stupro a Roma da un egiziano “regolare”, la donna torturata a Taranto da un gambiano espulso ma ignorato, o le bande di maranza che terrorizzano Trieste: non sono “casi isolati”, ma la conseguenza diretta di un flusso migratorio che ha trasformato il Paese in una polveriera.

E la soluzione non è “controllare meglio”: è ridurre drasticamente gli ingressi, bloccare i ricongiungimenti familiari – quella catena infinita che moltiplica gli arrivi senza fine – e porre fine allo status automatico per le “seconde generazioni”. Perché continuare a importare milioni di persone da contesti culturali incompatibili, spesso con alti tassi di criminalità e bassa scolarizzazione, per poi scoprire che i loro figli crescono in branchi violenti, disprezzano le nostre leggi e impongono la legge della giungla?

I ricongiungimenti familiari sono il cavallo di Troia: uno entra con permesso umanitario o lavoro, poi porta moglie, figli, genitori, fratelli, cugini – e in pochi anni una persona diventa decine, centinaia di migliaia in aggregato. Dati del Ministero dell’Interno mostrano che i ricongiungimenti rappresentano una quota enorme dei permessi di soggiorno, alimentando ghetti, pressione sui servizi sociali, scuole sovraffollate e un’esplosione di reati giovanili. Le “seconde generazioni”? Spesso peggio dei genitori: nati qui, ma cresciuti in contesti familistici tribali, rifiutano l’integrazione, formano baby gang come i “maranza” e considerano l’Italia una preda da spolpare.

Non è razzismo dire la verità: è realismo. Paesi come Danimarca, Ungheria e Giappone mantengono coesione sociale e sicurezza proprio limitando l’immigrazione extra-europea, bloccando catene familiari e non concedendo cittadinanza automatica ai nati sul suolo. Risultato? Bassa criminalità, alta fiducia sociale, città vivibili. In Italia invece continuiamo con l’accoglienza suicida: permessi facili, espulsioni sulla carta, medici che bloccano rimpatri con certificati ridicoli, e un sistema giudiziario che protegge i predatori stranieri mentre le vittime italiane piangono i morti.

Basta! Serve un blocco navale reale, stop totale ai ricongiungimenti familiari, revoca della cittadinanza automatica per i nati da stranieri irregolari o non integrati, e rimpatri massicci per chi delinque – anche dopo una sola condanna. Meno immigrati significa meno stupri, meno omicidi, meno degrado, meno spesa pubblica, più sicurezza per i nostri figli.

I buonisti grideranno “xenofobia”, ma la vera xenofobia è odiare il proprio popolo al punto da sacrificarlo sull’altare del multiculturalismo fallito. L’Italia agli italiani: è ora di scegliere da che parte stare. Il tempo delle mezze misure è finito – o agiamo ora, o le nostre città diventeranno califfati di violenza irreversibili.

Maranza fanno la spesa gratis a Trieste: cassiere terrorizzate di contrariarli ultima modifica: 2026-01-04T21:32:36+00:00 da V
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By V gennaio 4, 2026 21:32
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1 Comment

  1. Ul Gigi da Viganell gennaio 5, 13:03

    L’errore é lasciare i baluba impuniti.
    Le lattine chiuse sono eccellenti corpi contundenti, bastava prenderne una e schiantarla in faccia al baluba, spaccandogli i denti, e di certo gli altri 8 non sarebbero intervenuti in sua difesa perchè, lo ripeto da anni, i baluba sono africani e da sempre concepiscono solo due forme di lotta: il massacro tutti contro uno che non si può difendere, altrimenti la fuga perchè la vittima reagisce e li ammazza… ne hanno paura e scappano, i vigliacchi.
    Sono i Bianchi che hanno conquistato il mondo con la Guerra, non i baluba: basta studiare la Storia, ovviamente non riscritta dai froci, come adesso… ci sarà un motivo se i baluba erano schiavi dei Bianchi e non viceversa… 😈
    NB: a febbraio dello scorso anno ho picchiato un baluba che dava in escandescenze in un supermercato di Lugano e se posso farlo io, pensionato invalido che cammina col bastone, può farlo chiunque 😇

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